sabato 9 luglio 2011

E' tutto relativo

Come per molte umane cose, anche per il successo è tutto relativo, e alla fine si strappa la felicità solo accontentandosi. Prendiamo gli scrittori. Uno può considerarsi di successo anche se ha successo ed è conosciuto solo nella sua città, un altro invece potrebbe non accontentarsi di essere conosciuto solo in Italia, o solo in Europa, oppure potrebbe non apprezzare di avere successo solo di critica e non di pubblico, un altro di pubblico e non di critica, e quand'anche io avessi successo sia di pubblico che di critica, fossi conosciuto nel mondo, avessi vinto il Premio Nobel per la letteratura, ancora potrei non accontentarmi, al pensiero che qualche critico letterario mi denigra, che mia moglie non apprezza i miei testi...oppure non accontentarmi perché consapevole di poter dare di più ma di non essere in grado di farlo.... Alla fin fine si tratta sempre di zittire il nostro delirio di onnipotenza.

in foto: la Piedmont Brothers Band raccoglie gli applausi

Springtime Flowers

Cold steel sky over the mountain
smoke is rising thru the whispering pines
firelight glowing thru the window pune and I'm
on my way home to you again.

Cielo freddo d'acciaio sopra la montagna
il fumo si sta alzando attraverso i pini mormoranti
luce del fuoco che arde attraverso il vetro della finestra ed io
sono ancora una volta sulla strada di casa
per tornare da te.

E' questa la prima strofa della canzone Springtime flowers (fiori di primavera). Se i fiori di primavera sapessero quante canzoni, poesie, melodie hanno ispirato, si inorgoglirebbero sino a perdere i petali! Fa parte del cd 'Lights of your party' della PBB, ma questo i miei lettori lo sanno già, visto che ne sto parlando da tempo. Le parole e la musica sono di Ron Martin, che dice: "Ho scritto la canzone molto velocemente, dopo aver visto uno dei miei film preferiti, 'Ritorno a Cold Mountain'. Forse è proprio quello che Inman (il protagonista) pensava nel suo lungo viaggio dai campi di battaglia della Virginia alle sue amate montagne".
"E' la mia canzone preferita" dice Moch Zanzi, che vediamo in foto insieme a Ron, ad un recente concerto della PBB.

Another year

Tanti auguri, caro Guido. Che tu possa coltivare ancora a lungo le tue passioni, in primis la musica, salendo e scendendo per le scale musicali, come ci ha insegnato mamma Ines.

venerdì 8 luglio 2011

Big Gray

Big Gray is so full of my day dreams
Big Gray is so full of my heart
Big Gray is the bastion of the dreamer
The dreamer that is kept inside us all

Big Gray è così colma dei miei sogni ad occhi aperti
Big Gray è così colma del mio cuore
Big Gray è la roccaforte del sognatore
Il sognatore che si trova dentro ognuno di noi

Questo è il ritornello di Big Gray, una delle canzone contenute nel nuovo cd della PBB 'Lights of your party'. Le parole sono di Ron Martin (foto), che vive ad Eden, nel North Carolina. La musica è di Moch (Marco Zanzi). E' una delle mie preferite dell'album. Già, ma cos'è questo Big Gray?
"E' semplicemente una canzone che parla della mia casa sulle rive del fiume Dan. Come dico nel testo, è il mio conforto per tutte le cose brutte della vita."
Grande Ron!

Scrittore deambulante

Più d'uno, notando che pubblico regolarmente, ogni giorno (come la sveglia del mattino) due o tre post sul blog e su fb, sapendo che scrivo racconti e ho sempre un romanzo da finire, che tengo una rubrica settimanale su La Provincia, che annoto ogni giorno un fatto per il Calandari dra Famiglia Bosina, che scrivo diari eccetera, mi domanda: "Toglimi una curiosità: ma quante ore stai al computer?" Costoro non sanno che sono uno scrittore deambulante. Ho il pc sempre acceso, in standby, ogni tanto mi fermo (come per bere un bicchier d'acqua) metto giù qualcosa e poi riparto. Ho bisogno di muovermi, come l'acqua di un fiume (in foto, il fiume Mincio). E non ho nessuna intenzione di farmi venire il culo piatto!

Conoscere la vita

Ci sono narratori e narratori, naturalmente, ma credo che un buon numero di coloro che scelgono di scrivere romanzi abbiano infine deciso che è meglio descrivere la vita che viverla, che è meglio inventarsene una più godibile che faticare per star dentro a quella che ci è data: così comune, così banale. Questi narratori tengono lo sguardo basso, sul foglio: ma la vita bisogna fissarla negli occhi.
E allora mi ritrovo con Irène, che così scrive in merito agli scrittori:
"Non è che siano cattivi" disse Aline. "E' che non conoscono la vita." (pag 76)

giovedì 7 luglio 2011

Un po' di sana invidia

Come già scritto su questo blog, non posso non ammettere un po' di sana ed innocente invidia verso i musicisti. Perché? Perché (quando sono bravi) a loro bastano pochi secondi per commuovere, emozionare il pubblico. A noi scrittori (sempre ammesso di esserne capaci) occorrono almeno venti, trenta, quaranta pagine, ed il lettore (soggetto in via di estinzione) a quel punto potrebbe essersene già andato.

in foto: la PBB in concerto alla Sala Fontana di Milano