mercoledì 9 febbraio 2011

Sant'Arnaldo, poeta

Domani avrò poco tempo per scrivere, e allora anticipo ad oggi, anche se l'onomastico del mio amico Arnaldo Bianchi, poeta, sarà domani, 10 febbraio. E voglio fargli gli auguri utilizzando, come regalo, in realtà un suo regalo, cioè una sua poesia. Conosco Arnaldo dalla metà degli anni Novanta. Il mio primo articolo su La Prealpina (28 marzo 1996) e propria un'intervista a lui, in occasione dell'uscita della sua terza raccolta di poesie, 'Paesaggi inattesi' (L.V.G.). E proprio da questa raccolta traggo una poesia, come al solito senza titolo, datata gennaio '93.

Ha innumerevoli gobbe il vento
sulla sua strada:
un vicolo, un dosso, un fitto intrico di rami.
La pianura è un miraggio prima
e poi un premio
in cui liberamente scivolare
e pigramente perdersi
come in un lago, come nella noia
o dentro il sonno.

Paolo-Emanuela x 20

Sono felice per l'anniversario di matrimonio di mio fratello Paolo e di sua moglie Emanuela. Vent'anni insieme: non male. Poiché mi pare d'aver capito che Paolo (il più piccolo dei quattro fratelli Zanzi) non ami apparire (almeno per ciò che riguarda foto in rete) allora evito gaffes, pubblicando questa immagine neutra. Si tratta dell'organista, impegnato nel matrimonio della mia cara amica Marialgi; foto che ha un senso, visto che Paolo suona l'organo, perpetuando la tradizione di mamma Ines. Vent'anni, due decenni: una bella cifra tonda. Già un discreto tratto di strada insieme. Auguri.

L'adulazione buona

Vedo però anche un'adulazione in un certo senso 'buona', un'adulazione reciproca a fin di bene. E il bene sarebbe la nostra felicità. Magari stiamo simpatici a qualcuno, ci fa un complimento che giudichiamo sincero. Ebbene, tale apprezzamento mette colui che ce lo ha regalato dentro una luce brillante, sicché siamo naturalmente portati a ricambiare. E di rimando in rimando, di sorriso in sorriso, ci si aiuta nel cammino della giornata, senz'altro fine che quello di essere felici insieme. E se anche San Bernardo diceva: 'L'amicizia sa prendere talvolta il tono del rimprovero, dell'adulazione mai' chi se ne frega di San Bernardo. Quest'adulazione buona, nell'amicizia, ci sta.

L'adulazione cattiva

Non neghiamolo. Sarebbe ridicolo. Ad ogni età, ci fa sempre un gran piacere se qualcuno ci fa i complimenti. Abbiamo un bisogno vorace di qualcuno che confermi la nostra autostima. Purtroppo c'è chi approfitta di questa umana debolezza, adulandoci (cioè valorizzando falsamente aspetti che in realtà non considera positivi) per ottenere ciò che vuole. Questa è l'adulazione cattiva, da biasimare perché poggia sulla falsità e su doppi fini. Eppure, pur di ottenete ciò che vogliamo (cioè un giudizio positivo su di noi) mentiamo anche a noi stessi, non vediamo ciò che è palese, neghiamo la realtà. E ciò la dice lunga sulla potenza di tale bisogno.