martedì 21 agosto 2012

Il racconto del mercoledì




IL PROFESSORE

Lo rivedo oltre la nuvola di fumo delle Turmac, appoggiato al calorifero, secco come un bacchetto, alto come un giunco, impregnato del sapere che ci serviva. Lo rivedo alla quarta lezione di filosofia,  prima liceo. In tre lezioni era successo questo: nella prima aveva sfruttato l’effetto sorpresa, quel silenzio che sempre accompagna l’esordio di un nuovo professore. Gli alunni tastano il terreno, sondano, valutano. E quel silenzio che ogni classe concede al nuovo prof si era caricato subito di interesse. Sicché la seconda lezione partiva bene per il professor Angelo Viscardi, che non la sprecò, non ci deluse e navigò sulla scia di quella prima onda.
Parlava lento, a basso volume, fra una boccata e l’altra; quelle parole misurate, roche, odorose di tabacco, venivano da lunga sedimentazione, da lenta maturazione, come gocce di vino stagionato in una botte di buon legno. Alla terza lezione ci aspettavamo che interrogasse e invece disse, dopo aver fatto l’appello, dopo essersi alzato con flemma, dopo aver acceso il cucuzzolo della Turmac e dopo essersi appoggiato al solito calorifero: “Avete domande da fare?” Silenzio. “Non partiamo bene, comunque ammetto di essere un insegnante che si fa capire” e così aveva dato inizio ad una nuova spiegazione.
Poi venne la quarta lezione. Sento ancora l’odore del fumo e le sue parole, che diradano la nebbia. Disse: “Ho finito di spiegare.” Silenzio fra noi, un vento lieve di brusio, qualche sorriso e soprattutto stupore. “Quello che mi paga lo Stato basta solo per tre lezioni. Ora riposo. A meno che….” Ci guardammo come avessimo visto la Madonna. “A meno che mi facciate trovare, tutte le mattine, sulla cattedra, un pacchetto di Turmac” e mostrò la scatoletta di cartone. “Queste Turmac” e le sollevò oltre la nube. Barilozzi si alzò, controllò, scrisse sul quaderno l’esatta dizione del prodotto.
“Barilozzi, hai visto bene? Quelle piatte, Turmac piatte.”
Uscì dall’aula per farci decidere in riservata democrazia. I pochi fra noi che mostrarono tracce di giustificata perplessità vennero ridotti alla ragione, mettendo sul piatto la validità di quell’insegnante. In tre sole lezioni aveva conquistato una classe definita esigente, a volte irrequieta.
Angelo Viscardi rientrò, ascoltò la sentenza, sorrise e interrogò Barilozzi e Faccioni. Non fu severo. Direi giusto.
Non mancarono mai le sigarette sulla cattedra del nostro professore di filosofia. Alla fine dell’anno feci i conti del mio investimento nel sapere, e lo giudicai un ottimo affare.  

Questo breve racconto è tratto da una storia vera. I nomi sono di fantasia.  

Un ragazzino

Tanti auguri, caro Cesare. Buon compleanno. Sì, lo so che il compleanno è domani, ma non ci sarò, quindi vado in anticipo, così sono il primo. Sembri un ragazzino, 61 anni ma sei un sempreverde. Bravo. Avanti così. Sei quasi ad altezza di Miss!

Differenze

E' ben diverso lo stato d'animo che accompagna l'arrivo di una lettera o di una telefonata, quando si hanno venti-trent'anni e quando se ne hanno cinquanta-sessanta. Nel primo caso prevale la gioia della speranza di una sorpresa positiva, nel secondo il timore di una nuova grana. Se questo è il lascito della vita, il regalo degli anni, non c'è da stare allegri.

Telegiornale

Chi riesce a seguire, dall'inizio alla fine, una volta al giorno, il telegiornale (di qualsiasi rete televisiva) gode senz'altro di un'ottima salute psicofisica. E' dotato di una bella corazza. Il tiggì ti deprime, ti mortifica, ti umilia, ti carica di rabbia rivendicativa, ti lascia l'amaro in bocca. Lentamente, ti spella. Chi riesce a seguirne due al giorno, è un eroe.

Tripla Steamboat

Triplo impegno, in questo fine agosto, per la Steamboat band, formazione musicale nella quale è coinvolto anche mio fratello Guido. La SB sarà il 23 agosto (ore 22.30) al Pub & Bar 'Sottosopra' di Luino, il 25 agosto (ore 21) a 'Mare, monti e lago' di Dumenza, e il 26 agosto (ore 21) alla Festa della Birra di Cunardo. Saranno tre omaggi alla musica americana, black and white.
La Steamboat Band è: Barbara Galafassi, Ivan Santini, Guido Zanzi, Marco Caccianiga, Fabio Dellea, Carlo Chiaravalli e Marco Mengoni.