domenica 15 novembre 2009

A metà

Ma sì, diamoci una calmata, diventiamo -per quel che si può- padroni del tempo e non schiavi. Tanto (facciamocene una ragione) un lavoro lo lasceremo comunque a metà.

Manualità

Fra i nostri tanti bisogni, ne sottolineo due. Il primo: abbiamo bisogno di manualità, di usare le mani per fare qualcosa, aggiustare, creare un oggetto che si veda e si tocchi. A volte ci basta riattaccare un bottone per essere felici. Orgogliosi. Ma abbiamo anche bisogno di comunicare idee, di 'regalare' i nostri pensieri immateriali, di raccogliere consensi ideologici, di interessare, di sorprendere. Ecco perché il libro fa alla bisogna: pensieri che si toccano, idee che si materializzano in carta e inchiostro. Il libro è un oggetto e molto più di un oggetto. E anche per questo molti vogliono fare gli scrittori, meglio, vorrebbero pubblicare un libro. Anche a pagamento.

sabato 14 novembre 2009

Resistenti al cambiamento

Consideravo che è ben difficile cambiare. Ciò che la natura ci ha dato, e probabilmente ciò che abbiamo appreso nei primi anni di vita, ci hanno regalato un'impronta non più modellabile. Forse si può limare via un po', ma è dura. E così si segue cò che ci viene più spontaneo, ciò che ci viene meglio. Per stare a me, sono nato per parlar poco, mai sarò un grande oratore, in compenso supplisco un po' con la scrittura. Ho maggiore versatilità per la fatica fisica e meno per quella mentale, ragion per cui (tenuto poi conto di un'intelligenza men che normale) non sarò mai un genio né un intellettuale di fama; in compenso nel 2007 (so che mi ripeto) sono salito 109 volte in un anno, in bici, al Campo dei Fiori. Ho fatto i miei bravi tentativi per superare certi limiti, ma sono quel che sono nato. Forse i maggiori sforzi li ho operati sul fronte morale, sin da bambino: ho cercato di essere più buono. Ma anche qui, con scarso sucesso. Ragion per cui, resterò sempre un santo fallito.


Felicità imperfetta

Insomma, già la felicità è merce rara, e poi abbiamo anche chi ci dice che è imperfetta. 'Felicità imperfetta' è infatti il titolo del romanzo di Maria Giulia Baiocchi (a sinistra) e Annalina Molteni, edito da NEM e presentato ieri alla Libreria del Corso. Non conosco Maria Giulia, mentre conosco bene Annalina, che andai a disturbare anni fa, chiedendole di aiutarmi nella presentazioni dei miei libri 'L'ultimo nemico' e 'Luzine'.
'Felicità imperfetta' è arrivato secondo al Premio Morselli, quindi già questo è garanzia di qualità. Lo leggerò e farò sapere. Intanto mi gusto la dedica: 'A Carlo, augurandogli una perfetta felicità.' E così va bene.

Il decennio di NEM

Robin Hood rubava ai ricchi per dare ai poveri. Poi ho scoperto che abbiamo un Robin Hood moderno, Fabrizio Corona, che ruba ai ricchi e tiene per sè. Poi abbiamo Dino Azzalin (maglione di vari colori autunnali) che non ruba a nessuno, ma come medico odontoiatra è piuttosto caro, bravo (lo posso dire per esperienza diretta) ma caruccio. In compenso è uomo generoso. Indirizza tale virtù in due direzioni: volontariato in Africa e casa editrice, la NEM, cioè Nuova Editrice Magenta. Poeta, narratore, editore, l'amico Dino ieri ha festeggiato i dieci anni di NEM con un incontro alla Libreria del Corso. Presenti alcuni suoi autori (fra gli altri, Silvio Raffo e Romano Oldrini), nonché la moglie (giacca a vento viola), che alla NEM dedica parecchio tempo. Bravo Dino: ad multos annos!

venerdì 13 novembre 2009

Videocrazy

Ho visto il contestato film Videocrazy, di Erik Gandini, spaccato dell'Italia televisiva, impietosa vivisezione del sorriso del Presidente, della pancetta di Lele Mora, dei tatuaggi di Fabrizio Corona e di quanti venderebbero l'anima pur di apparire davanti ad una telecamera. Senza arrivare alla svendita della coscienza o di un proprio genitore, credo che nessuno possa facilmente sgattaiolare da questa legge di natura: il bisogno di apparire, di avere un pubblico, di essere considerati, di diventare ricchi e famosi. Se non ricchi di soldi, almeno di fama. Poi c'è chi trascende, chi travalica il confine della decenza, chi si immiserisce sino alla disperazione, ma anch'io che ho un blog, che sono su fb, che scrivo libri, perché lo faccio? Posso elencare le ragioni più nobili, ma se gratto come farei con il fondo di un paiolo che conteneva polenta, troverei il sorriso del Presidente, cioè il riflesso del mio volto, troppo simile al suo.

mercoledì 11 novembre 2009

Da Brunello

Scendevo stamani dalla rizzàda della Madonna del Monte quando ho incrociato un tale, più o meno la mia età. Mi ha sorriso e ha aggiunto: "Sa da dove vengo? A piedi?" Non ho fatto in tempo a dirgli di no, che non lo sapevo e ha continuato con entusiasmo: "Da Brunello...laggiù" e mi indicava il paesino all'orizzonte, nitido per la stupenda mattina di novembre. "Là...tre ore ci ho messo...ma ho il passo buono...a piedi da Brunello." Gli ho fatto i complimenti e ho pensato ai pellegrinaggi dei nostri nonni, a piedi al Sacro Monte anche da Busto, da Gallarate, viaggiando di notte o partendo all'alba. Ore e ore di cammino e poi la rizzàda sassosa alla fine, sgranando i chicchi della corona del rosario.