Mi rendo conto che il mio blog è praticamente l'opposto di quello di Grillo. Lì tutta denuncia e rabbia e protesta e indignazione e voglia di rivoltare la frittata, qui tutto rose e fiori e belle foto e pensierini della sera. Del resto ognuno è fatto alla sua maniera e, come si sarà capito, io sono molto diverso da Beppe Grillo. Eccomi allora coi mughetti, che fanno parte del clima del mio matrimonio. Mio papà ne regala sempre un mazzetto o due a Carla, di questi giorni. Li va a cogliere nei suoi posti (non so bene dove) ben sapendo che se colgono lui coi mughetti in mano scatta la multa. Ma lui preferisce rischiare pur di far contenta Carla, le altre nuore, i suoi amici. In questo ho senz'altro preso da mio padre, che ha i suoi riti, le sue ricorrenze, i suoi piccoli regali annuali. Quando ero piccolo, intingevo nell'inchiostro i mughetti, che diventavano a strisce bianche e nere. Poi ho cominciato ad odiare la Juve (mai come il Milan), e non l'ho più fatto.
sabato 3 maggio 2008
giovedì 1 maggio 2008
9901 giorni
Con oggi, 1 maggio 2008, fanno 9901 giorni di nozze. Posso scrivere di aver accumulato una certa esperienza in ambito matrimoniale. Parlando per me (e parafrasando le parole dell'amico Gigetto) posso dire che sino ad ora non è stato un matrimonio perfetto ma sostanzialmente felice, questo sì. Ci siamo sposati, Carla ed io, nella nuova chiesa di Biumo Inferiore. Lì erano i nostri amici, le nostre famiglie, il nostro passato e, si pensava, anche il nostro futuro. Poi le cose sono andate diversamente. Dovessi scegliere la chiesa oggi, forse deciderei per la chiesetta di Sant'Eusebio, fra Casciago e Morosolo. Vedendo la foto, probabilmente non mi dareste torto.
Che cosa le sostituirà?
So già che fra sette, otto, nove anni, quando andrò in pensione, rimpiangerò le soddisfazioni sportive che riesco ad ottenere dai miei alunni. Ecco ad esempio la squadra 'cadette' di atletica leggera, seconda alle provinciali, che si è qualificata alle regionali del 20 maggio, in programma alla mitica Arena di Milano. Prime nella staffetta 4x100, terze nei 1000 metri, altre ottime prestazioni, e io mi domando: con quali altre paragonabili soddisfazioni potrò mai sostituire queste?
lunedì 28 aprile 2008
Il glicine
Cascate di glicine stanno scrosciando sopra Varese. A me il glicine ricorda il bersò dei cari zii Maria e Carletto. Ancora li vedo, seduti all'ombra nelle giornate estive, accogliermi la zia con sorrisi e parole, lo zio soprattutto con sorrisi. Non potrò mai dimenticarli, sono mosaici indispensabili nel quadro della mia giovinezza. Poi penso: perché utilizzare del tempo per ricordi nostalgici sugli zii, e poetici sul glicine; datti piuttosto da fare affinché il disastro ambientale che incombe venga sanato e il profumo di questa pianta possa permanere sulla terra. Giusto. Mi pare una buona idea. Però un posticino se lo meritano anche i miei zii e la poesia di un fiore, che annuncia ormai l'estate.
domenica 27 aprile 2008
L'ultimo capitolo
Stamani sono salito al Cuvignone, una ascesa che affronto una, massimo due volte all'anno. Ci sono andato grazie alla bici 'Romeo' prestata dall'amico e collega Enrico Piazza (la mia Decathlon è rotta), bici che ha un rapporto agile (sarà un 28) e che quindi mi ha permesso di non morire, dato il mio scarso allenamento. Ci ho messo lo scandaloso tempo di un'ora e 15 secondi (il mio personale è sotto i 50'). Vi è da dire che sono salito in scioltezza, perché dovevo studiare il paesaggio, visto che probabilmente ambienterò qui l'ultimo capitolo del mio romanzo breve sul ciclismo. Titolo provvisorio: 'L'ultima fatica'.
sabato 26 aprile 2008
Il Mahatma
C'è stato un periodo, anni fa, durante il quale il mio amico Gianni Argese (che mi accusa d'avergli trasmesso il vizio del fumo) mi chiamava Gandhi. Non so perché. Forse perché ero magro, o perché andavo in giro con un certo andazzo da asceta. Il paragone mi lusinga ma è del tutto immeritato. Anche perché il Mahatma (la grande anima) predicava fra l'altro il distacco dalle pesantezze della 'carne', distacco che io ignoro. Però Gandhi è un personaggio che mi ha sempre affascinato. E ora soprattutto per la sua visione della religione, considerata un grande albero dai molti rami (le diverse religioni) protesi verso il cielo. Tanti rami e un solo tronco: Dio? Il desiderio prepotente dell'uomo di un Dio, verità infinita? Credo che la scelta del ramo dipenda essenzialmente dal luogo di nascita. Non credo al primato di un ramo sull'altro. In questo sono come Gandhi, il Mahatma.
Ginestre
'Qui su l'arida schiena/del formidabil monte/sterminator Vesevo/la qual null'altro allegra arbor né fiore/tuoi cespi solitari intorno spargi/odorata ginestra....' (Giacomo Leopardi)
Questa è una delle poche piante di ginestra che sono riuscito a trovare a Varese, vicino al camposanto di Casbeno. Perché amo la ginestra? Perché mi ricorda una bella vacanza a Sirolo, nelle Marche, in occasione del 25° di matrimonio. Il monte non era il Vesuvio (come per Leopardi) ma il Conero; il fiore lo stesso, giallo, forte, capace di resistere ai venti del mare.
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