mercoledì 7 novembre 2012

Quel giorno che tremò la notte 21


VENTUNO

Romano si svegliò. Qualcosa lo stava sfiorando sul naso. Sulla bocca. Una mano, le dita di una mano e una luce che lo feriva. Una voce, una filo sottile che lo collegava al mondo dei vivi. Don Marco, strisciato sin lassù, sdraiato, teneva con la sinistra la torcia e con la destra, allungandosi il più possibile, nell’anfratto che era rimasto aperto sotto il tetto crollato, lo accarezzava.
“Mi senti? Rispondi. Muovi la testa se mi senti” urlava don Marco.
Romano non capiva. Era stordito, ma appena trovava un po’ di luce nella mente la chiamava “Roberta, Roberta…”. Romano avrebbe voluto gridare ma usciva solo un rantolo, che don Marco cercava di interpretare, trattenendo la gioia. Il ragazzo era ancora vivo. 
“Cosa dici? Dai, parla, dai….” e intanto gli illuminava il viso. Romano aveva gli occhi serrati, il viso sporco di sangue e di terra, ma altro non riusciva a identificare di lui. Solo il nero di quella notte senza luci artificiali e un volto irriconoscibile. In quei rantoli don Marco pensò di aver capito che stava chiamando la sua ragazza. Fece luce intorno, per quel poco che riusciva. Era incastrato anche lui, con quintali di materiale che avrebbe potuto schiacciarlo alla prossima scossa. Non vedeva che macerie, mattoni, tegole e le gambe metalliche del letto.
Ma non era il momento delle domande e delle risposte. Solo una la domanda, come liberarlo. Non c’era altra via che togliere da sopra il peso che lo opprimeva. Con tutti i rischi di quella operazione. Con tutte le cautele. Ma dalla posizione del sacerdote ogni intervento sarebbe stato impossibile.
Ora quell’uomo non diceva più nulla. Morto? Don Marco cercò di far luce per cogliere il movimento del respiro, il tremore delle labbra, segnali di vita. Girò ancora con il tondo luminoso, distingueva bene una gamba del letto, piegata dal peso enorme del terremoto. Vide qualcosa fra i sassi. Erano capelli. Probabilmente.   

                                                                                              21 - continua

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