domenica 12 dicembre 2010

Figli

Resto sempre drammaticamente stupefatto di fronte ad un genitore che riesce a sopravvivere alla morte di un figlio in giovane età. E' il peggio che possa capitare. E provo un certo disagio quando chi, non essendo genitore (e penso anche a taluni sacerdoti), si permette di usare la mano leggera di fronte a simili disgrazie. Chi non è genitore non può capire. Leggo oggi (e sono contento) che Annamaria Gazzotti Colli ha ricevuto il Premio 'Bontà coraggiosa'. Annamaria ha visto morire la figlia Federica a soli 17 anni. Afferma: "Non è vero che il tempo aiuta a superare il dolore." Credo di capirla. Sono ferite che nessun punto può suturare. Ma lei ha avuto la forza di dare il consenso alla donazione degli organi di Federica, e continua su quella via generosa. Dice: "Si va avanti perché esiste il bene, altrimenti la vita sarebbe più dura di quello che è." E Annamaria ha provato il colmo del dolore.

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