martedì 7 dicembre 2010

Perdono

Credo che dovrò prendere esempio da Teresina Natalino, maestra di Lamezia Terme, da pochi giorni vedova di Fortunato Bernardi. Fortunato è uno dei sette ciclisti travolti e uccisi a Lamezia da Chafik. Ho scoperto fra l'altro che era un prof. di educazione fisica della scuola media 'Nicotera', a giudicare dalla foto che vede sul Corriere più o meno della mia età. Ebbene, sua moglie così dichiara nei confronti dell'investitore: "Ma io lo perdono. Perché anche mio marito, se fosse stato vivo, avrebbe fatto la stessa cosa. Perché per tutta la vita noi due siamo stati educatori; prima ai nostri figli e poi a tutti gli alunni delle scuole abbiamo sempre e solo insegnato la legalità, la giustizia, la non violenza."
Che dire?

Interpretato da Carlo Meazza

Giovedì 9 dicembre, ore 18, in via Carrobbio 11 (cortile interno) si aprirà la mostra di Carlo Meazza 'Interpretato da Carlo Meazza-il ritratto in una mostra fotografica'. La mostra resterà aperta sino al 30 gennaio.
Nel giorno del vernissage e su prenotazione sarà possibile ottenere un ritratto da Meazza. La mostra ha anche uno scopo benefico, sostenere la Fondazione Onlus 'Con Andrea'.

in foto: Carlo Meazza sulla cima della Laurasca

lunedì 6 dicembre 2010

Di figlio in padre

A vent'anni di distanza dalla morte del padre Marcello, il mio amico Raffaele Novario ha voluto fargli un regalo: pubblicare i suoi scritti, i suoi disegni, le sue poesie. E' nato il libro 'Verso il Sacromonte', appena uscito, edito da Macchione.
La lettera che Raffaele scrivi a suo padre, all'esordio del libro, è molto bella. Ecco alcuni passaggi:
"Caro papà, è parecchio tempo che non ci sentiamo (20 anni) e poiché non mi sento a mio agio a parlare al telefono (fra l'altro non ho neppure il tuo numero) preferisco scriverti....Mi hai insegnato che nella vita esistono valori imprescindibili: la famiglia, il lavoro, l'amore per gli altri, il rispetto per i più deboli, l'onestà intellettuale e molti altri. Me lo hai insegnato con i fatti, non con le parole, e per questo ci sei riuscito...Ho trovato, sfogliando la montagna di scritti, pensieri e poesie che ci hai lasciato, una lettera che avevi scritto (ma non consegnato) a me e a Stefano (mio fratello). Diceva pressapoco così: Figli miei, spero di lasciare in eredità un ideale che, attraverso le difficoltà giornaliere e generali della vita umana, vi illumini di ragione e di fede, che vi rallegri, vi conforti nel lungo cammino della vita, che sarebbe altrimenti solo un cammino senza senso, una inutile cavalcata nel mondo dei vivi.....

Non ho parole

Sette morti in Calabria, ciclisti travolti da un'auto, una disgrazia che fa molto male. Soprattutto a chi, come me, sa cosa significa il piacere di andare in bici, e come ci si senta indifesi di fronte alle auto. Io cerco di stare lontano (dalle auto) andando in preferenza al Sacro Monte e al Campo dei Fiori. Ma chi non ha che statali trafficate, che deve fare?

in foto: 8 marzo 2009, inizia la stagione in bici, con la cima del cannoncino al Campo dei Fiori ancora innevata

Ometto

Quando ero un ragazzino non pochi mi davano dell'ometto, perché ero serio, posato, obbediente: insomma, non rompevo e cercavo di farmi benvolere. Anticipavo i tempi del futuro uomo che sarei diventato, in ciò dimostrando poca saggezza. Ebbene, oggi, se dovessi continuare con quella logica, non potrebbero che darmi del vecchietto. Allora ho cominciato a protestare, ad invertire la rotta: non sguardo in avanti, ma alle spalle.

in foto: lo sport (questo è il mio arrivo alla Brinziobianca 2010) è un modo per non sentirsi dare del vecchietto.

Ma bene

Molto bene, continua a nevicare. Una neve gentile, che non disturba gli automobilisti (fra l'altro tutti muniti di gomme neve o catene a bordo) e che si deposita con inattesa abbondanza su alberi, prati, fili elettrici, ombrelli e congela all'istante il vapore dei nostri sbuffi. Mi vengono in mente certi temi che facevo alle elementari: "Questa mattina è tornata la neve. Candida e lieve eccetera eccetera."

domenica 5 dicembre 2010

Sorpreso

Devo dire che sono rimasto sorpreso quando una persona a me molto cara ha espresso il desiderio (poi concretizzato) di andare al PalaIgnis a sentire la veggente di Medjugorje, Marija Pavlovic. Anzi, fra una decina di minuti dovrebbe esserci l'apparizione. La cosa si ripete da 30 anni. Era il 24 giugno del 1981. Ero sposato da nemmeno due mesi. Mi spiace non poter disporre della fede sufficiente per scendere al PalaIgnis ad assistere a ciò che molti giudicano un incredibile miracolo. Chi ci crede probabilmente vive meglio di me. Anzi, sicuramente, perché chi ha un piede già dall'altra parte, farà meno fatica a fare il passo.

in foto: Madonna in legno della Val Gardena, antica parrocchiale di Sant'Ambrogio Olona