giovedì 3 luglio 2008

Ascolta l'infinito


'Ascolta l'infinito' è una delle canzoni di Fiorella Mannoia che preferisco. Ascolto musica quasi esclusivamente quando vado in auto. Stamani l'ho ascoltata nell'eden delle nostre terre, passando dal lago di Ghirla (foto), a picco verso il Ceresio. Normale che l'infinito (cioè la bella prospettiva che tutto si dilati e non finisca mai, compresa la nostra vita) appaia, si lasci ascoltare e commuova. Ma all'uomo è chiesto ben altro: credere all'infinito quando la vita ti sbatte in faccia, come un pugno senza guantoni, tutta la sua insensata finitezza.

mercoledì 2 luglio 2008

La grande fatica


Di questi tempi sono impegnato a finire il mio romanzo breve. Titolo (provvisorio): 'La grande fatica', cioè la grande fatica del ciclismo ma anche la grande fatica che è la vita. Ma ho in mente altri titoli, quali: 'Fra l'asfalto e il cielo' oppure 'Morsi all'asfalto', parafrasando una celebre frase del ciclista Lance Armstrong, che ebbe a dire: "Noi non ci involiamo in salita, noi mordiamo l'asfalto." Sarà un romanzo sul ciclismo, ma non solo. Forse avrà in copertina la foto che vedete, cioè l'ombra del sottoscritto al Campo dei Fiori, ottobre 2007. Non ho ancora l'editore eppure, con grande ottimismo, sto già preparando la presentazione, durante la settimana dei Mondiali. Il romanzo c'è quasi tutto, ma è come una statua appena abbozzata, bisogna togliere, lavorare di cesello, dare precisione, limare.

martedì 1 luglio 2008

Alla memoria di Fabio


Ho avuto la fortuna di poter assistere ad alcuni momenti del 3° Memorial Fabio Aletti. Fortuna perché? Durante la Messa venerdì sera all'oratorio 'Molina' di Biumo Inferiore, guardavo i luoghi, la scalinata dei nostri Vesperi, sentivo il profumo dell'estate in oratorio, e questi ricordi aiutano...ma soprattutto ho visto loro, i genitori di Fabio, Emanuela e Attilio, capaci di testimoniare che si può andare avanti ancora, e bene, costruendo e non solo rimpiangendo. E' stata una grande lezione di speranza, per chi trema anche solo al pensiero della morte.

lunedì 30 giugno 2008

Accidenti, i nomi!

Ho sempre avuto qualche problema con i nomi, e ora l'età certo non aiuta. Quindi chiedo venia a Vincenzo Garzillo (e non Cardillo, come avevo scritto sul post Fede nella parola). Fra Garzillo e Cardillo non c'è molta differenza, ma nel mio caso, se avessero scritto Zonzo anziché Zanzi me la sarei presa.

domenica 29 giugno 2008

Pre Notte Bianca


Ho gradito senz'altro di più la prenotte bianca, i preparativi, l'attesa, quando il sole era ancora alto e i girasoli brillavano di giallo nel verde di via Sacco, e il profumo di salamelle ancora non nauseava e la musica del gruppo The Pedmont Brothers Band era quieta, rilassante e gradevole. Poi è stato un crescendo di esagerazioni: nei volumi, negli odori, nella ressa. Sono sceso a mezzanotte e la città mi ha rispedito a S.Ambrogio: non si poteva camminare per le strade del centro. Ogni tanto abbiamo bisogno di sforare. Anche se al mattino, poi, ci ritroviamo con le ossa rotte.

San Paolo


Negli anni Cinquanta e Sessanta, Paolo era nome comune, come Carlo. Per questo conosco tanti Paoli, primo fra tutti mio fratello (foto), al quale faccio gli auguri, e così agli altri: PM, fra i 50 e i 60, di Avigno, Paolino, Paolo il ciellino, e poi le Paole (Paoletta, Paolaferracini) e a tutti quelli che mi sono dimenticato.

sabato 28 giugno 2008

Scrittura


Ho sentito il desiderio di riscrivere qui la conclusione del mio incontro del 13 giugno, VENT'ANNI IN TRENTA LIBRI: "E termino con una citazione da Raffaele La Capria. Lo scrittore partenopeo paragona la scrittura al nuoto di un'anatra, in apparenza facile, leggero, liscio, ma che comporta un ininterrotto lavorìo delle zampe palmate sotto il pelo dell'acqua. Vorrei che la mia scrittura fosse leggera ma non banale, frutto dello 'zampettìo' di una vita appassionata."