venerdì 13 aprile 2012

Sport NO


Arduo mestiere quello del genitore. Lo so per esperienza. Comunque, spesso, si sbaglia. Ma i genitori danno a volte il peggio di sé quando diventano i tifosi dei loro figli, quando li seguono ovunque in tribuna e a bordocampo, quando diventano i loro difensori, quando danno loro d'intendere che sono i migliori, al di là di ogni ragionevole osservazione e constatazione sul campo. I genitori devono soprattutto preoccuparsi che i loro figli frequentino una società sportiva che meriti tale nome, dare una mano negli accompagnamenti (le società sportive spesso devono far conto di quel trasporto) e poi defilarsi. Rischiano di far solo danno.

Sport SI' e NO


Gli sport di squadra scontano un peccato d'origine: la panchina. Che è ineliminabile. Nelle categoria giovanili si introducono regole per far sì che la panchina diventi sempre meno indigesta, sempre meno frequentata, ma più si sale di livello più la panchina 'obbliga' i migliori a giocare, i meno bravi a guardare. Del resto gli sport di squadra hanno, rispetto agli sport individuali, altri vantaggi.

A volte


Oggi davano pioggia, infatti è arrivata ma è arrivato, inaspettato, anche un po' di sole. A volte basta questo per rivoltare l'umore della giornata. A volte basta il saluto di un amico per far tornare il sole.

in foto: alba dalla Prima Cappella del Sacro Monte

FabriziaPaolo


Cari Fabrizia e Paolo: tanti auguri. Non ho immagini vostre in coppia, quindi utilizzo questa, sempre di matrimonio si tratta, e di un matrimonio che vi riguarda da vicino.

Certe mattine


Certe mattine alzarsi dal letto e come voler aprire una scatola di pomodori pelati senza l'apposito attrezzo, o senza la linguetta che strappa via il coperchio di latta: non ce la si fa.

giovedì 12 aprile 2012

Il ritorno


Questa sera, alle 20.10, sono uscito sul balcone della mia sala e ho guardato il cielo. Da giorni lo facevo. Ma stasera erano finalmente tornate. le rondini (foto da Google immagini). Alte nel cielo. In buon numero. Neri puntini svolazzanti, capaci di regalarmi speranza.

Sintesi degli opposti


Ho sperimentato che è importante saper fuggire da se stessi, sapersi dimenticare, perché un eccessivo attaccamento a sé, una marcata attenzione al proprio sentire rischia di diventare patologica. Ma ho sperimentato anche che bisogna conoscere se stessi, i messaggi che il corpo ci manda, perché il controllo di sé è necessario quanto l'allontanarsi da sé. Come spesso accadde, in noi avviene una sintesi degli opposti: scappare da sé e rientrare in se stessi, in un 'gioco' che ci permettere di lasciare il largo al mattino e di rientrare in porto la sera, sperando che la notte ci regali riposo e quiete.

in foto: la bellezza dei tulipani di Villa Toeplitz