martedì 14 ottobre 2008

I capelli di Cristicchi

Anch'io da giovane tenevo i capelli lunghi, ma non ho mai raggiunto il livello di Simone Cristicchi, cantautore, ma anche scrittore, attore, giovane d'ingegno e d'impegno, ieri a Varese nell'ambito del Premio Chiara. Ha raccontato che la canzone che l'ha reso famoso (quella nella quale vorrebbe essere come Biagio Antonaci...si scrive con una o due c?) l'ha scritta dopo dieci anni di tentativi di sfondare. Era arrabbiato e deluso e ha esternato nel canto la sua rabbia di non poter salire sul palco come Biagio. Anche se in realtà Cristicchi (a differenza del 'romantico' Antonaci) è cantante di testi anche impegnati, scomodi. Ha tanti progetti per la testa ma -come alla fin fine ammettono tutti- il progetto (realizzato) più bello è stato la nascita del suo primo figlio.

lunedì 13 ottobre 2008

Ma chi se ne frega

Più sotto leggerete un mio giudizio non proprio lusinghiero nei confronti dell'eminente Eugenio Scalfari. Sono stato forse un po' troppo severo, soprattutto perché conosco poco o nulla il grande giornalista, e mi sono basato solo sulle parole ascoltate in una sera. Quindi parziali. E poi non sono abituato a dare giudizi definitivi e severi. Però una cosa davvero mi ha sorpreso del suo dire. Posso capire che uno non creda in Dio, che non ne escluda l'esistenza ma che per lui tale esistenza non sia determinante. Posso capire che uno non senta il bisogno di pregare, non abbia necessità di soccorsi trascendenti. Però la nostalgia di Dio o di un dio qualsiasi; il piacere di pensarlo esistente. La speranza che la vita non finisca mai. La meraviglia di fronte ad uno spettacolo che non può essere umano... Insomma, non si può arrivare a dire (non virgoletto, ma il segmento di senso era questo): Dio? C'è? Non c'è? Ma chi se ne frega!
carlo.zanzi@tele2.it

Enrico e Bobo

Enrico Ruggeri e Roberto Bobo Maroni: bell'incontro ieri nell'ambito del Premio Chiara. Due personaggi di successo che sanno vivere il successo con leggerezza, senza prendersi troppo sul sero. Mi pare una corretta lettura del senso della vita. Mi sembra saggezza. Miei coetanei con passioni ancora giovanili e gusto per l'ironia. Che sanno raccontare con sincerità il loro vissuto. Ruggeri ha detto fra l'altro che ogni storia meriterebbe una sceneggiatura. E concordo. Non ci sono vite noiose. Vedo piuttosto uno spreco, nel senso che la maggior parte delle vite resta anonima, mentre meriterebbe più pubblicità. E poi Ruggeri ha confermato una mia idea: non si crea senza emozione, se non c'è alla base uno stato d'animo da mare mosso e non da calma piatta. Non si crea senza soffrire almeno un po'.

domenica 12 ottobre 2008

Buona domenica

Buona domenica e, per me, una domenica buona, già dall'inizio, per almeno tre motivi: sole tiepido, un incontro e una poesia. L'incontro è, al Campo dei Fiori, con il mio ex alunno Francesco. Quando vedo giovani che conosco, navigare felici nel loro provvidenziale destino, con famiglia, figli (ecco il piccolo Alessandro) non posso che raccoglierne motivi di gioia. E poi, al rientro, un messaggio al cellulare, una nuova poesia di Arnaldo Bianchi, che qui allego:
Si schiude,
con le voci dentro le voci,
un canto fatto di sale e luce
che brucia e illumina,
come lacrima, come alba:
schegge di parole
aghi d'amore.

Eugenio il vincente

Il sabato sera vincente porta il nome di Eugenio Scalfari, già direttoreditore di Repubblica, giornalista, scrittore, intellettuale colto, fin troppo consapevole del suo successo. Successo che è stato confermato da una sala stracolma (è arrivato a Varese per il Premio Chiara), dalle molte attestazioni di stima (al limite della venerazione), dagli applausi. Un vincente, che ha avuto la fortuna di arrivare ad 85 anni in salute, mente fresca e nessun bisogno di Dio. Nemmeno quando ci si approssima alla meta. Bhè, questa, del non bisogno di Dio, per me non è una fortuna. Non conoscevo Scalfari come oratore, non sono un suo lettore, ci sono andato curioso. Anche perché parlava di scrittura. Me ne torno deluso. Anzitutto perché di scrittura, del mestiere dello scrivere ha parlato poco. E poi perché resto deluso, lontano, guardingo verso gli intellettuali troppo certi delle proprie certezze, troppo carichi di amor proprio. Preferisco chi si mantiene alla ricerca di un senso ultimo, e non si accontenta di "segmenti di senso". Una cosa mi è piaciuta: quando Eugenio 'il grande' ha parlato dei libri come mezzi atti ad esorcizzare la paura della morte. Ma non è certo una sua intuizione. Insomma: non mi unisco al coro dei plaudenti. Troppe arie da primo della classe.

Oasi senz'acqua

Sabato sera a due facce, una perdente e l'altra vincente. Cominciamo dalla perdente. Una pizzeria, l'Oasi, di via Rodari, zona Bustecche. Aperta da quattro mesi. Ci siamo andati, Carla ed io, perché offrivano pizza e birra a buon prezzo. Un'offerta speciale. E mi dicevo: "Ci sarà la coda." Da soli. Eravamo da soli. Poi sono arrivati altri: in tutto sei, compresi noi. Avevano persino ingaggiato un cantante, che ad un certo punto si è messo a mangiare pure lui. La pizza (non male) mi è andata giù a fatica, pensando a questi poveri pizzaroli. Al momento di pagare, capendo che eravamo un po' rimasti per la scarsa affluenza, il padrone ci ha detto: "Qui ci vuole il navigatore per trovarci...fateci un po' di pubblicità." Pizzeria Oasi di via Rodari, alle Bustecche: pizza buona e prezzi bassi.

sabato 11 ottobre 2008

Le donne di Broggini

E' chiaro che un artista come Luigi Broggini mi sta simpatico. Chiaro per me, naturalmente. Ieri sera si è aperta una mostra a lui dedicata, in Galleria Ghiggini. Piccole statue e disegni. Tema: le donne. Anche per questo tema mi sta simpatico. Ma soprattutto perché è uomo dell'interiorità, poeta, artista poliedrico poco incline ad accontentarsi delle mode. Uno che preferiva essere attorniato da pochi, sinceri amici piuttosto che raccogliere il plauso di una vasta, anonima platea. Non so se l'ha detto per giustificare, per sopportare, per digerire una mancanza di successo eclatante, successo che probabilmente la sua arte avrebbe meritato. E poi Broggini ha scritto, parlando della vita che dà e toglie, "la vita ride e deride". Bello. Andate in Galleria Ghiggini, e seguite le iniziative legate al Premio Chiara 2008 (www.ilfestivaldelracconto.it).