venerdì 2 settembre 2011

Speranza, non certezza



Incuriosito dal titolo del Meeting di Rimini 2011, organizzato come ogni anno dagli amici di Comunione e Liberazione (E l'esistenza diventa una immensa certezza), ho scaricato la spiegazione del titolo scelto. L'ho letta velocemente, mi riprometto di leggerla con calma e di meditarci su. Capisco che ho molto da imparare. Ma su una cosa credo di essere certo: al termine certezza avrei preferito il termine speranza. Quando si parla di fede, il termine certezza mi pare improprio. Sono certo che le montagne sono fatte di pietra, ma non sono certo dell'esistenza di Dio, della sua amorevole cura, del progetto che ha su ciascuno di noi. Lo spero, questa speranza è necessaria (quindi prego), quasi connaturata in me, ma non è una certezza.
Avere fede significa rischiare la speranza, non avendo in tasca il lasciapassare della certezza.

Non riesco a dimenticarti

Cara Immacolata,
benché mi sforzi (le notizie tristi amareggiano la vita e non tengono buona compagnia) non riesco a dimenticarti, anche perché da quella curva di via Virgilio ci passo quasi tutti i giorni: skiroll, bici, raramente in auto. Ieri mentre scendevo in bici e mi approssimavo alla curva disgraziata sulla sinistra, con lo spartitraffico che oggi viene contestato, ti immaginavo in auto, probabilmente felice (avevi finito di lavorare), giù in picchiata verso la città.
Poi immaginare quel momento, quell'attimo è diventato insopportabile, insostenibile. Ho una figlia della tua età, puoi capire.
Cara Immacolata, no, non ce la faccio a non pensare a te.

giovedì 1 settembre 2011

Alberto e Aldo

Anche lo spettacolo più affascinante può nascondere la tragedia. Sono vicino a Alberto e Aldo, quarantenni di San Vito di Cadore. In montagna si può morire per una distrazione, loro ieri erano invece molto attenti, stavano portando in salvo due alpinisti, vittime di un incidente sul Monte Pelmo. Una frana li ha fatti precipitare per 700 metri. Eroi.

in foto: Sasso Lungo, Cinque Dita, Sasso di Levante, Sasso Piatto. Le frane sulle dolomiti non sono infrequenti, anche a causa delle temperature elevate.

Augurissimi

Augurissimi ai miei amici Pierfausto Vedani (al centro) e alla cara signora, Maria Concetta. Domani festeggeranno i 50 anni di nozze. Pierfausto, noto giornalista varesino, già direttore de La Prealpina, mi ha sempre incoraggiato nella mia tardiva carriera di giornalista; sua moglie ha sempre avuto parole sin troppo gentili verso la mia scrittura. Come ho già scritto altrove, spero di imitare (senza fretta, naturalmente) il loro cammino matrimoniale. Evviva!

Si ricomincia

1° settembre: si ricomincia. Auguro a me stesso e a tutti i miei colleghi prof. un anno scolastico 2011-2012 se non caratterizzato da costante entusiasmo (merce rara), quanto meno vissuto con la consapevolezza del nostro ruolo e del valore del nostro servizio ai giovani. Per me inizia il 35° anno di insegnamento, 28° alla Vidoletti. Non male. Credo di avere una certa esperienza. E non prendiamocela se qualche genitore considera di maggior peso gli insegnamenti dei comici nostrani (in foto, uno dei due Fichi d'India) rispetto a quelli che scendono dalle cattedre. Noi andiamo avanti.

mercoledì 31 agosto 2011

Speriamo

Oggi Stefano (che tanto amava il basket), 32 anni, un virus letale, era in vacanza; qualche giorno fa Immacolata, 21 anni, incidente in auto dietro casa mia. Lo scrivevo oggi, prefazione al mio racconto del mercoledì: è facile parlare della morte, ce l'abbiamo al nostro fianco. E dobbiamo finirla di pensare che capita sempre agli altri. Oggi non mi domando più 'perché?' come fa disperatamente Rachele. Oggi dico: 'Speriamo'. A quel perché non c'è risposta. Speriamo che ci sia davvero un Dio e un paradiso per Stefano e Immacolata. Speriamo che quei genitori distrutti possano continuare a vivere. Speriamo che i fidanzati, gli amici più cari trovino la forza di andare avanti. Da ogni morte, ma soprattutto da queste scandalose morti giovani, dobbiamo imparare un appassionato amore per la vita. Dura così poco: sfruttiamola al massimo. E' un modo puerile ma bello per dare un senso umanissimo alla morte dei nostri amici.

Auguri

Cari Paola e Roberto (ultimi a sinistra): buon anniversario di nozze!