domenica 17 luglio 2011

Umiliazione necessaria

"Gli eventi gravi, fasti o nefasti che siano, non cambiano la natura di un uomo ma permettono di definirla meglio, così come un colpo di vento, spazzando all'improvviso le foglie morte, rivela la forma di un albero; mettono in luce quello che era rimasto in ombra; danno allo spirito l'inclinazione che da lì in avanti lo caratterizzerà."
(Irène Nèmirovsky Suite francese p 176)

Capisco che questa è un'umiliazione necessaria alla mia scrittura

Luca: slalom fra sport e studio

Luca: slalom fra sport e studio

Certo che me lo ricordo Luca Bosetti. In questi casi si scrive: sì, lo rivedo da bambino. In effetti faceva la prima media e già batteva la sorella Laura (lui classe ’92, lei ’91) nelle garette di sci nordico. Lo ritrovo, magro e scattante, a Torgnon, o al lago Palù di Chiesa Valmalenco. Ci sono la stoffa e la grinta. Alle spalle l’esempio della famiglia, che rammenta al ragazzo le due esse fondamentali: Sport e Studio. Bravo sugli sci, ottimo ostacolista in atletica, e bravo a scuola, già alle medie di Villa Valerio, a Casciago. Sbircio sui suoi progressi, lo ritrovo di tanto in tanto sulla candida distesa del Brinzio, so che indossa in inverno la tutina attillata dello Sci Nordico Varese, e quando la neve è un ricordo mette la canotta dell’Atletica Varese ‘Cus dei Laghi’. Mi straccia regolarmente alla Brinziobianca, ma questo è un titolo di merito da non inorgoglirsi troppo. Sceglie il Liceo Scientifico ‘Ferraris’ di Varese. Lo perdo di vista qualche istante, giusto il tempo di ricevere una lettera da Luciano Genovese, dinamico presidente dello Sci Nordico Varese, che mi prende per la manica: guarda che Luca continua nel suo viaggio. E mi ragguaglia: maturità scientifica con un brillante 100, conseguimento del livello Advanced in inglese, selezione (25 su non so quanti) alla Summer School ‘Fisica in moto’, promossa dalla Ducati a Borgo Panigale. Questo lo studio: poi c’è lo sport. Selezionato nella squadra delle Alpi centrali di sci da fondo, con una ricca stagione agonistica culminata con la partecipazione da una gara di Coppa Europa. E quando spunta l’erba, eccolo nel giro di pista, 400 ostacoli con la gloriosa società di atletica leggera cittadina, dove ancora aleggia il ricordo del mitico prof Gianni Bellorini. Mi pare che Luca stia camminando (e ogni tanto scivolando) su un’ottima strada: avanti così.


La Provincia di Varese domenica 17 luglio 2011

Siamo come il pc

Avete presente quando, al mattino, accendiamo il pc? Si mettono in moto tutta una serie di pallosissime operazioni preliminari, che duravo molti minuti. Lo stesso è per noi. Quando ci alziamo, è come se ripassassimo tutte le volte i mille motivi che ci permettono di tirarci fuori dal letto e dare inizio alla giornata. A volte tale operazione è abbastanza veloce, altre laboriosa, estenuante. Alla fine, bene o male, il pc inizia il proprio lavoro. E così noi.

in foto: alba a Cropani Marina

11.111

Con oggi sono 11.111 giorni di nozze, pari a 30 anni + due mesi e mezzo circa. Per vedere un'altra volta 5 numeri uguali dovrò attendere altri 11.111 giorni, cioè arrivare a 60 anni e 5 mesi di nozze. Naturalmente me lo auguro e tecnicamente è anche possibile, ma sarà molto dura. Viviamo alla giornata, chi vivrà vedrà. Buona domenica a tutti.

sabato 16 luglio 2011

Domande

"Se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai, che invidia fanno, ci farebbero pietà?" (Metastasio)

Ma allora: la vita è finzione? Vive bene chi sa fingere meglio? O è meglio far leggere in fronte l'interno affanno? Raccogliere pietà? Suscitare commiserazione? Meglio un abbraccio di condivisione o la fredda lontananza? Meglio allungare la mano verso un fazzoletto o disegnare un sorriso forzato? Ma allora? Ma dunque? Ma quindi???????
Meglio farsi un buon amor di cioccolato (foto)



Il libro mancato

Oggi attendo un grande Ivan Basso sui Pirenei, Lo vedo in forma, potrebbe anche portarselo a casa questo Tour, o arrivare sul podio, e sarebbe una grande impresa. Il suggello di una rinascita. Ma vedendo Ivan non posso non ripensare a quel 2006 e al mio libro mancato. Dunque: Ivan aveva vinto il Giro e si apprestava ad andare al Tour. Ho detto: se fa l'accoppiata è un'impresa storica. Pensa se uscisse, dopo pochi giorni, il libro della sua vita. Ce l'avevo fatta con Maroni, potevo tentare anche con Basso. Così riuscii a parlargli. Era a Londra. Non scartò l'idea ma disse: "Ora pensiamo al Tour. Poi si vedrà." Le cose andarono come andarono: Ivan quel Tour non lo concluse, scese in purgatorio, due anni di pena, la lenta risalita. La resurrezione. Lasciai perdere l'idea del libro, raccolta da un collega de La Provincia di Varese. E in questi giorni è uscito IN SALITA CONTROVENTO. Per me, un libro mancato.

in foto: Ivan Basso nel 2009, pronto a ritornare alle gare. L?anno dopo avrebbe vinto il Giro d'Italia.

Tutto il resto

Nella vita o siamo felici per davvero o dobbiamo far finta di esserlo. Tutto il resto è malinconia.