venerdì 8 gennaio 2010

Luci accese

Un po' per pigrizia, un po' perché il 16 gennaio la nostra famiglia festeggia il compleanno della primogenita Valentina, un po' perché sono belle le luci di Natale e danno allegria, fatto sta che non ho mai fretta di riporre presepe e albero in soffitta. E così anche oggi, 8 gennaio, verso sera sono andato in sala e ho acceso le luci dell'albero e del presepe. Del resto Gesù è nato, e ora bisogna svezzarlo un po'!

Pippo e Arianna

Magari non tutti gli sportivi lo sanno ma Arianna Follis, in testa al Tour de Ski di sci da fondo, recente vincitrice di una gara a Dobbiaco, premiata come sportiva dell'anno 2009 per lo sci nordico, una delle nostre reginette alle prossime Olimpiadi canadesi, deve qualcosa anche al nostro Pippo Gazzotti (foto), che la allenò in anni passati. E la brava Arianna non si è dimenticata del suo mister, tanto che di recente gli ha scritto, fra l'altro: "....Tante volte ripenso alle gare giovanili e ai tuoi consigli. In particolare quando piove, e di solito succede a Dusseldorf, mi ricordo di quando non partii alla sprint di Oberstdorf perché pioveva tanto ed ero in casetta al riparo!..." Forza Arianna e forza Pippo, anima del Centro fondo di Brinzio.

giovedì 7 gennaio 2010

Bepi, signore delle cime

Basti dire che ha composto Signore delle Cime, e abbiamo detto tutto. Signore delle Cime, cioè uno dei canti di montagna più belli. Parliamo di Bepi de Marzi (in foto) che sabato 9 gennaio sarà all'Auditorium di Sant'Ambrogio Olona, a partire dalle 15.30. Leggerà, canterà e racconterà Mario Rigoni Stern, uomo di pace. E' prevista la partecipazione del Coro Piambello e del Coro Alpino Orobica, diretti dal mio amico, ex Shalom, Renato Orsenigo. Ingresso libero.

mercoledì 6 gennaio 2010

Incubo infantile


Questa minacciosa e orrenda befana che hanno regalato a mia figlia mi ha fatto ripensare ad un incubo infantile. Facevo le elementari, fra le incombenze domestiche vi era anche la discesa in cantina, per la spazzatura o per portare in casa la legna e il carbone, necessari per la stufa Worm Morning. E in quegli anni spesso vivevo quest'incubo notturno: io che scendo in cantina, poi la luce si spegne, la porta si chiude e nel buio una voce, risa, immagini vaghe anche di streghe, freddo e una paura del boia che mi faceva urlare, che mi trovava a correre in salita sulle scale. Poi il benefico risveglio. E la pace del cuore.

Mille post

Con questo che sto scrivendo sono a 1001 post in quasi tre anni di vita di questo mio blog, nato nel febbraio 2007. Si può dire che ho una certa costanza (in foto, alcuni fra i lettori del blog). So che la maggior parte delle mie note si possono dividere in tre argomenti: Dio, la morte, l'accettazione della mediocrità. Poiché tendo (come tutti) alla felicità, sono convinto (per esperienza) che la ricerca della felicità non possa scansare né la speranza nel Dio della Vita Eterna, né la riflessione sulla morte (scandalo superato dal Dio risorto) né la consapevole meditazione-accettazione del proprio limite. So di ripetermi, ma so anche che certe fondamenta sono imprescindibili affinché la casa regga. So....cioè, penso di sapere, mi illudo di aver intuito qualcosa...e poi sarà quel che sarà.

lunedì 4 gennaio 2010

Silenzio imbarazzato


Se ci incontriamo, in questo freddo inizio 2010 o più in là, possiamo parlare di tutto, anche del meteo (come si fa quando non si sa che dire) ma non ditemi, vi prego, che il tempo vola, soprattutto dopo gli anta. Dovrei rispondervi: "Ringrazia che il tempo corre veloce, vuol dire che stai bene, perché quando si sta male il tempo non passa mai"...così direi, ma intanto sarei costretto a ripensare allo stillicidio dei secondi che sgocciolano via dalla mia vita. Vi prego, meglio un silenzio imbarazzato. Del resto che questa vita sia a volte imbarazzante non è certo una mia scoperta.

domenica 3 gennaio 2010

Tagliare le gambe

Arrivano tristezze che ci dobbiamo assumere. Che non possiamo zittire, soffocare nell'ottimismo. E allora si urla, si piange, si protesta. Ma sono l'eccezione, per fortuna. E certo non ve le auguro all'inizio di questo 2010. Non le auguro a nessuno, mai. Vi auguro piuttosto di saper tagliare le gambe, subito, sul nascere, a tutte le altre tristezze, che sono il novantanovepercento della nostra malinconia. Non culliamole, non lasciamole di sottofondo, non facciamo che ci trascinino in un dolce, inutile vittimismo. Abbandoniamole al loro triste destino, mettiamo una canzone, usciamo di casa, telefoniamo a un amico, tagliamoci una fetta di panettone e beviamo un sorse di elisir del ciclista o di altro.