giovedì 3 dicembre 2009

Incontro

La Decima Cappella, quella della Crocifissione, è il luogo ove quasi quotidianamente e con maggior intensità incontro mia madre. Perché l'ultima volta che salimmo insieme sulla rizzàda (molti, troppi anni fa) lei riuscì con gran fatica ad arrivare sino a lì, si sedette e non ce la fece a raggiungere il santuario. Qualche giorno fa, passando dalla Decima Cappella, l'ho incontrata più intensamente del solito. La sensazione di essere in braccio a lei, quando il profumo, la voce, il contatto sono ravvicinati. Materialmente possibili, nella immaterialità di una presenza che si rigenera di tempo in tempo.
in foto: riflessi alla Decima Cappella

In pace con se stessi

Durante la giornata vivo taluni ricorrenti attimi nei quali mi sento in pace con me stesso. Tale pace non è certo frutto del sentirsi a posto con la coscienza, appagati, soddisfatti, creditori più che debitori. No, credo che nessuno possa sentirsi tale. E' una pace frutto di un livello sopportabile, nella norma, comprensibile, accettabile di compromessi, silenzi, piccole bugie, prudenze, pavidità, mediocrità. E' la pace che genera da una considerazione: servi inutili sumus. Da tale pace nascono rimpianti (che hanno a che vedere con la nostalgia) più che rimorsi (che attengono alla disperazione).

mercoledì 2 dicembre 2009

Le copertine

Ecco in anteprima assoluta il grosso foglio in cartoncino delle copertine di AgendaVarese2010. Per tradizione mi faccio lasciare dalla tipografia un foglione non tagliato, che appendo a mo' di poster in garage. Come si può notare, in genere ogni foglio contiene quattro copertine, mentre sulla stessa dimensione (ma con carta diversa, uso mano) si stampano le pagine interne, 16 per facciata, 32 fronte-retro. Vi piace il colore? Io avrei preferito un bordeaux scuro, ma questa volta ho lasciato decidere ai due fotografi Angelo e Domenico.

Lavando i denti

Stamani, lavandomi i denti, a questo fra l'altro pensavo; se sia preferibile, al momento della partenza, avere in dote un grande amore, abbondante come una tavola imbandita, o un amore modesto, mediocre, usuale, persino striminzito. Certo, un grande amore, che in principio strappa i capelli e poi resta comunque vivace come un vino mosso, fa piacere, può lusingare tutta una vita, ma non renderà ancor più crudele e insopportabile l'epilogo? Incomprensibile? Assurdo?

Paletti


In un'intervista a IO DONNA (del 28.11.2009), il cantante Francesco Tricarico, alla domanda su quale sia stato il giorno più infelice della sua vita, così risponde: "Quando ho iniziato a pensare alla morte." Lo condivido solo in parte. Se così fosse, io sarei sempre infelice. Quando si sta bene (e sottolineo: quando si sta bene), può essere persino dolce pensare alla morte. In ogni caso è sensato. Pensare alla morte permette di mettere i giusti paletti alla vita.

lunedì 30 novembre 2009

Vicino al bersagliere


Poiché sono quasi certo che qualcuno, desideroso di venire alla presentazione di AgendaVarese2010 (in programma venerdì 11 dicembre, ore 21) sbaglierà sala, recandosi come da tradizione in Salone Estense, allora preciso che la presentazione sarà all'ex Cinema Rivoli, che si trova vicino al ben noto monumento al Bersagliere, opera di Oreste Quattrini, in fondo a via Dandolo, zona tribunale.

Coraggio

Il pensiero di scrivere banalità, di mettere nero su bianco pensieri del cavolo (vedi foto), dovrebbero indurre chiunque ad una buona dose di prudenza, se non di ritegno. In questo credo invece di essere molto coraggioso. Quasi spudorato.