venerdì 6 novembre 2009

Al termosifone

Infreddolita dai rigori dell'autunno, la mia gatta Amelie cerca riparo posizionandosi vicino al termosifone. Si dirà: c'è gente che muore di freddo e tu perdi tempo fotografando e parlando della gatta Amelie. Giusto. E infatti un po' me ne vergogno. Però è carina, dite la verità!

Crocifisso e croce affissa

Oggi tutti parlano di crocifissi. La questione diciamo 'giuridica' della croce affissa non è così semplice né scontata e preferisco non parlarne. Almeno per ora. Mi permetto solo, con umiltà, di esprimere una certa sorpresa nel vedere tanto amore per la croce da parte soprattutto di alcuni noti politici. Mi domando: ma hanno mai osservato con la dovuta attenzione lo 'scandalo' del crocifisso? Di un Dio così malridotto? Di un Dio così esigente?
in foto: la croce del Monte Tamaro

Notizie

In merito alla recente questione 'crocifisso a scuola', un'associazione laica e orgogliasamente atea esulta e su un volantino scrive: "La cattiva notizia è che Dio non esiste. La buona è che non ne hai bisogno." Io invece ne ho bisogno. E parecchio.

giovedì 5 novembre 2009

Inter

Sono interista da sempre. Data la vittoria di ieri sera contro la Dinamo Kiev (2-1), strappata in zona Cesarini, dovrei essere a mille. Ma non lo sono. Non mi va di lasciare la mia felicità o la mia tristezza in balìa di gente superpagata, a motivo di un gioco dove entrano fattori come fortuna e arbitraggio. Inoltre la passione per un team sportivo divide, propizia sottili vendette, tanto che la vittoria è attesa non come fatto sportivo in sè, ma come spunto di rivalsa e di soddisfazione di istinti poco nobili. E la rabbia-tristezza -a seguito di una sconfitta magari immeritata- non generano soprattutto dall'esito di una sfida sportiva, ma dal pensiero che sono già pronti a crudeli sfottò i tuoi amici-nemici d'altra casacca. La qual cosa genera insane attese di vittoria, onde potersi vendicare eccetera eccetera.
in foto: come lo sport può propiziare arte

mercoledì 4 novembre 2009

Uomo libero

Bene, auguri a tutti i Carli, visto che oggi è San Carlo Borromeo. Quindi auguri anche a me (in foto, primo a sinistra, insieme agli amici Marco e Adriano al Campo dei Fiori). E a mia moglie Carla, naturalmente. Carlo, dal germanico Karl, cioè 'uomo libero', anche se ho appena scritto proprio qui che la nostra libertà è assai condizionata. Carlo, un nome una volta di moda, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta, poi la disaffezione. Oggi trovare da noi un bimbo di nome Carlo o Carla è una rarità. Gli amici di liceo mi chiamano Charley, taluni Carlino o Carletto. Carlone non mi ha mai chiamato nessuno, eppure conoscendo le mie manie di grandezza, forse sarebbe l'espressione più corretta.

martedì 3 novembre 2009

Sulla poesia

La morte di Alda Merini ha propiziato in me riflessioni poetiche. Un mio amico poeta mi ha consigliato di darmi alla poesia ma ho declinato l'invito, perché poeta non sono. Eppure, più ancora che per la narrativa, nel mondo della poesia c'è posto per tutti. Ci sono applausi per tutti nelle pubbliche recite, ma quanti hanno capito? Meglio: quanti si sono davvero emozionati? Il poeta, solo per il fatto di immaginarsi tale, gode di ogni licenza (poetica). Spesso la gente invidia i poeti. Perché? Forse perché sanno vivere gli estremi della gioia e del dolore, e sanno trasmettere, bandendo la banalità, con parole nuove, ciò che noi percepiamo come un sussurro, come lo stupore e il terrore di un attimo. I poeti poeti. Perché, come ebbe a dire De André: "Tutti da giovani scrivono poesie. Poi continuano solo due categorie: i poeti e i cretini."
Comunque vi propongo questa poesia di Alda Merini. E' un abbraccio a lei e un omaggio alla (a mio giudizio) vera poesia.
L'umile giunchiglia
"Dimmi almeno/che oscura meraviglia/già ti prende di me/che trovi bella/questa scommessa/e umile giunchiglia/che già ti paragoni/a una stella/dimmi che me divina/e me presente/senti dentro/il tuo letto di piacere/dimmi che un bacio/fuga dolcemente/tutte le smanie/e tutte le chimere.

lunedì 2 novembre 2009

Alda, poeta

La mia amica, poeta (o poetessa) Renata Spinella, sosteneva che anche per le donne va bene il termine poeta. Quindi scriverò che Alda Merini, poeta, è morta ieri a 78 anni. Di lei ho un caro ricordo; venne a Varese l'11 maggio del 2008 (eccola in foto, con Bambi Lazzati) e sorprese chi, come me, non la conosceva. Donna sincera sino alla sfrontatezza, geniale e instabile, passava dal lamento per il troppo caldo o freddo ad una poesia di alto livello, fumava e cantava, prometteva di volersene andare e poi rimase sino a tardi, eseguendo anche brani al pianoforte. Diceva: "Il poeta non è mai solo, è sempre accompagnato dalla meraviglia del suo pensiero". Eppure proprio lei ha fatto una vita di solitudine e il suo pensiero spesso la tradiva, la ingannava, la mortificava, obbligandola a continui ricoveri negli ospedali psichiatrici.