mercoledì 20 maggio 2009

Come dentro un film

Come i miei lettori sanno, ho preso parte alla cronoscalata Brusimpiano-Ardena. Ho mantenuto sulla Decathlon gialla il numero di gara, e adesso vado in giro immaginando di essere ancora in competizione. E mi pare, così, che la vita sia più avventurosa. Si badi che ho 53 anni quasi compiuti. Pensavo a questo bisogno di essere come dentro un film (ciò che si prova quando si va in auto con la musica), come dentro una vita più interessante e colorata. Un lieve ritocco alla quotidianità (come quando da bambini mettevamo la cartolina e la moletta sulla forcella, e la bici diventava un motorino) e ci si guadagna in entusiasmo. Non si cresce mai del tutto: per fortuna. Per fortuna invecchia solamente la nostra buccia.
in foto: l'emozione scivola dagli occhi delle ragazze di prima media, staffetta 4x100, alle recenti fasi interdistrettuali di atletica leggera.

martedì 19 maggio 2009

I vecchi

La foto è scelta per contrasto, perché intendo parlare della vecchiaia. Sto leggendo i libri che partecipano al Premio Chaira, facendo parte della giuria. In un racconto leggo una frase che vorrei fosse mia. Più o meno fa così: i vecchi non pensano alla morte, già un po' la vivono.
Penso spesso alla vecchiaia, perché mi ci sto approssimando e perché i miei parenti di riferimento sono anziani. Credo che con i 'vecchi' si possano rapportare meglio i giovani, perché aperta è la forbice che li divide. Per parte mia faccio fatica, perché chi ho di fronte (soprattutto se soffre e non è come mio padre, che è più arzillo di me) mi dice quale sarà il mio prossimo futuro. Il che un poco mi angoscia. Mi sbaglierò, ma penso di essere in buona compagnia. Non capisco altrimenti il gran uso odierno delle badanti.

domenica 17 maggio 2009

E tre

Per il terzo anno consecutivo, riunione sul Sacro Colle dei compagni di Liceo, foto di rito e poi pizza alla Rasa. Quest'anno eravamo in tredici, un buon numero dimostra di gradire questo ritorno al passato, un tempo di scuola che si ripresenta nei panni di più o meno arzilli cinquantatreenni con voglia di rivedersi, contarsela su, ridere prendendo a calci malinconia e grane quotidiane e traguardi che si approssimano.
L'appuntamento è per il 16 maggio 2010, consapevoli che un anno volerà...in 53 anni almeno questo l'abbiamo imparato tutti...e allora godiamocelo questo benedetto attimo, guardiamolo bene in faccia prima che ci mostri con spudoratezza il lato B.

Santa cronoscalata



Stamani i pedali mi hanno condotto in alto (come sempre) ma non al solito Campo dei Fiori, bensì al Santuario di Ardena, non proprio in mezzo alle nuvole ma comunque a picco sul lago di Lugano. Santa cronoscalata (perché mi ha permesso di pregare la Madonna di Ardena) Brusimpiano-Ardena: 3 km di ascesa che ho percorso in 11'20", un tempo medio, ma non mi lamento. Sono arrivato stanco ma non stravolto, e dopo pochi minuti avevo già recuperato, tanto che ho battagliato ancora sul Brinzio e sulla Mottarossa. Poi sono arrivato a casa, una bella doccia e via, come nuovo.

sabato 16 maggio 2009

Federico alla Scala



Federico Bianchessi, giornalista e scrittore, mio compagno di viaggio nel pomeriggio letterario 'Parole a pie' di monte' domani, domenica 17 maggio, ore 18, libreria Feltrinelli di corso Moro, presenterà il suo nuovo romanzo 'Un tetto alla Scala-Milano 1943-1944', edito da Zecchini.
Se passate da quelle parti, se siete incuriositi, se amate i pomeriggi letterari, entrate da Feltrinelli.
Il romanzo di Federico non l'ho ancora letto. E' sul comodino, ma ora devo dare la precedenza alla lettura dei libri del Premio Chiara, in scadenza. Lo leggerò con calma, quest'estate. Posso solo garantire che Federico scrive bene, e che il romanzo è di 300 pagine, una lunghezza che io non sono mai riuscito a raggiungere.

giovedì 14 maggio 2009

L'ansia di Paolo

Ci voleva Paolo Giordano, giovane scrittore di successo, per riempire il 'Santuccio'. Bene, i varesini si sono risparmiati una figuraccia. Non ho letto 'La solitudine dei numeri primi' ma lo leggerò. Uno che scrive non può ignorare un libro che vende un milione di copie, e forse anche di più. Paolo Giordano, 28 anni, è un giovane fisico che ha scritto un libro perché il futuro gli metteva una fortissima ansia. E' un giovane insicuro, che cade in una tetra depressione quando si trova davanti la noia del tempo libero. E' un giovane che vive nella sua carne la precarietà, e dice: "I miei genitori e quelli della loro generazione vivono un senso di sicurezza e, ohimè, anche di giustizia, nel senso che si credono nel giusto, mentre noi abbiamo davanti solo la miglior prospettiva possibile per metterci in salvo."
Poiché Paolo Girodano non è uno stupido, tale affermazione non può (a me, che potrei essere suo padre) lasciarmi indifferente.

Come si cambia

Stamani un mio alunno mi ha detto: "Ma come, prof, non è emozionato di andare alle Nazionali con i suoi ragazzi?" La domanda mi ha fatto riflettere. In dieci anni, dal 12 maggio 1999 ad oggi, la mia 'Vidoletti' si è qualificata 5 volte per le nazionali: tre con l'atletica leggera (due volte a Rieti e una a Gubbio), una con il basket (Cagliari) e una con il tennis tavolo (Gorizia). Certo, sono contento, ma in dieci anni le cose cambiano, le emozioni mutano, le tinte un po' si attenuano, prevale oggi forse un po' di più la preoccupazione di dover essere responsabile, per cinque giorni, di sei minorenni ricchi di ormoni e adrenalina. Posso però dire che oggi -rispetto ad allora- gioisco più per la gioia dei miei alunni, che per la mia gratificazione professionale. Il loro entusiamo, la loro paura, la voglia di sognare è contagiosa. Mi fa bene. Mi ringiovanisce. Mi cura.
foto: Lodi, martedì 12 maggio 2009, ore 15.30 circa, ecco lo squadrone della Vidoletti con il prof. Enrico Piazza (grande tecnico) e il sottoscritto, subito dopo la vittoria della staffetta 4x100, che ha dato la certezza della qualificazione alle nazionali.