martedì 28 aprile 2009

Carlo

Nella foto di Silvia D'Ambrosio, siamo alla fine di novembre 2008, Salone Estense, Carlo Chiodi è presente al 'battesimo' di AgendaVarese2009. Forse sa già di essere malato. Oggi è morto, dentro una schifosissima, fredda e piovosa giornata d'aprile. Il Carlo che conosco è quello con la cuffia e il microfono, giornalista a Radio Missione Francescana. Sono stato più volte alla sua trasmissione 'Cappuccini e brioches': lui dava l'idea di apprezzare i miei libri, io senz'altro apprezzavo la sua cordialità. Ho saputo da fonte affidabile che è stato testimone credibile, e sino alla fine, anche nel dolore e nell'infinita amarezza di un addio (o arrivederci?), testimone, dicevo, del Dio che risorge e promette la vita eterna. Se così è stato (e non ho motivo di dubitarne) lo ringrazio; mi è di esempio, maestro nella più impegnativa delle lezioni.

lunedì 27 aprile 2009

Andrea, Jacopo e Dean

Torno ad Andrea, Jacopo e Dean. A Dean auguro il paradiso, ai suoi due amici-nemici una sopravvivenza su questa terra degna di un pentimento, di una risalita, di una rinascita. Fra le varie cose che ho letto sulla triste vicenda varesina, c'è chi scrive: nessuno si senta assolto, siamo tutti responsabili, genitori, educatori...è anche colpa nostra. E sia, ma torna in continuazione la frase di Dante: 'Libertà vò cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta....' E' o non è, la libertà, il nostro dono più grande? Parrebbe di sì, e la nostra società la sbandiera, la reclamizza, se la pone come obiettivo. Se Dio per primo ci ha creati liberi e ne sopporta le conseguenze, che lo si ammetta: la libertà ha questo prezzo. Io sono libero di ammazzare; io sono libero di ammazzarmi. E lo sono anche se ho ricevuto ottima educazione, modelli positivi, una buona famiglia, studi appropriati eccetera eccetera. Chi è genitore lo sa: stessa educazione, risultati differenti. Chi è professore lo sa: stessi insegnamenti, risultati differenti.
Diciamocela tutta: forse avremmo preferito che Dio ci regalasse meno libertà.
ps che senso ha la foto dell'esultanza per la salita in seria A1 della Cimberio? Rende a mio avviso l'idea della nostra società, che a volte impazzisce di gioia o di dolore.

Il paradiso della A1

Festa grande ieri sera al PalaWhirlpool. La Cimberio sconfigge la Prima Veròli per 81 a 70 e risale in A1, dopo un solo anno di purgatorio in A2. Davvero una bella serata, che mi ha fatto rivivere le emozioni dell'ultimo scudetto, addì 11 maggio 1999. Ho seguito il basket al Palazzetto negli anni Settanta, poi l'ho praticato con piacere (a livello oratoriano, si capisce) e poi, dal 1996-97, sono tornato al PalaIgnis e difficilmente mi perdo una partita.

La bestia che è in noi

Ecco un esempio di rabbia repressa, o l'urlo della bestia che è in noi, liberata dalla gabbia grazie allo sport, tifo che diventa occasione di esternazione del nostro peggio. Qui in foto ecco la rabbia di un tifoso della Prima Veròli, sconfitta ieri dalla nostra Cimberio basket. Provo davvero una grande tristezza nel vedere, quando vado al PalaWhirlpool, certe esagerazioni, sentire bestemmie e cori offensivi, e a volte mi chiedo cosa sono lì a fare. Poi il basket è talmente bello e spettacolare che resto. Ma a fatica.

domenica 26 aprile 2009

Dean

Dean, 17 anni, accoltellato a Varese. Morto. Un dramma per lui, per i suoi genitori, per i due giovani assassini, per i loro genitori...e un piccolo dramma per tutti noi. Sono preso da sentimenti contrastanti. Mi verrebbe da dire: 'Basta con le eccezioni, guardiamo la regola. E cioè che la maggior parte dei giovani sono sostanzialmente felici, con difficoltà ma ce la fanno.' Ieri ne ho visti scendere a migliaia dal Sacro Monte, pregavano e cantavano. A furia di riflettere sulle eccezioni, dimentichaimo la regola. E se non dobbiamo abbandonare la pecorella smarrita, dobbiamo mettere le altre 99 nell'ovile, al sicuro. Poi però rifletto sui dati del disagio giovanile, su quanti giovani si 'fanno' in vario modo, e allora l'eccezione si allarga, la fascia si dilata. Di pecorelle ne abbiamo una sola o due, tre, quattro, cinque? E poi penso all'episodio in sé: non doveva partire la prima coltellata, poi credo sia stata una reazione a catena, un'inarrestabile corsa verso un dramma sempre più scandaloso e inaccettabile, brutale e allucinante. Quella prima coltellata ha definitivamente liberato la 'bestia' che è in noi (in tutti noi), ha accecato ogni ragione, ha distrutto tre vite, ma credo anche di più. E allora penso a Dio che 'permette' la bestia, alla mistero della libertà che ci ha 'regalato' il male e la morte... e allora mi perdo....

La gabbia

Rifletto su un proverbio siciliano, che dice: "Acèddu nna 'aggia o canta pi' stizza o canta pi' raggia' e cioè : "L'uccello in gabbia o canta per stizza o canta per rabbia"...già, noi quando sentiamo cantare un canarino in gabbia diciamo: 'To' come è felice, canta alla primavera..." e magari lui canta, sempre, la sua disperazione per quella vita reclusa. Per dire che a volte ci si inganna, ottimisticamente si pensa una cosa che non corrisponde alla realtà. E così penso anche alle tante 'gabbie' che fanno della nostra vita una vita reclusa, o impaurita, come quando ci si perde in un bosco. Ma siccome sono ottimista per natura, penso anche al poeta dialettale della Val Ceresio Nino Cimasoni e alla sua bellissima poesia 'A un legurìn'; descrive la morte di un uccellino in gabbia e finisce: '...ma io penso ai tuoi allegri, ai tuoi improvvisi, come quando, in una spanna di prigione, ti bastava un pezzetto di cielo, un raggio di sole, per portare la primavera sul balcone.'

giovedì 23 aprile 2009

E' andata bene

Oggi, per la Vidoletti, è stata una giornata memorabile. Tutto alla perfezione. A cominciare dal meteo: una giornata d'incanto, rarissima a Sesto Calende, in primavera. Di solito le 'provinciali' le disputiamo sotto l'acqua. Poi i risultati: Sixto Noboa (secondo da sinistra) ha battuto il suo acerrimo rivale nel salto in lungo, Binda dell'Anna Frank. Binda aveva vinto in prima e in seconda media, anche quest'anno alle interdistrettuali, battendo Noboa di un paio di centimetri. Ebbene, oggi Sixto ha battuto Binda di un centimetro, m 5.33, primo posto e un oceano di soddisfazione. Non solo: Gigi Nicholas (secondo da destra) ha vinto nel peso 4 kg, col nuovo personale. La staffetta 4x100 (che qui vediamo, da sinistra Zampini, Noboa, Gigi e Broggini) ha vinto, con nuovo record della scuola. Non solo: ci siamo qualificati per le Regionali del 12 maggio a Lodi sia coi maschi che con le femmine, cosa che mi è capitata una sola altra volta in carriera, nel 1999, giusto dieci anni fa.
Una giornata da incorniciare: poi uno attacca su il quadro, lo osserva prima di addormentarsi e dice: "Bè, niente male!"