venerdì 5 dicembre 2008

Roberto Acca

L'amico Roberto Bof ha regalato ai disabili che fanno sport e ai cosiddetti normodotati (che, come dice lui, a volte sono più disabili dei disabili) la tradizionale serata di informazione e di passione. Il generoso Bof non ha guardato l'orologio, ha tirato le ore piccole con immagini, musica e parole. Applausi a raffica. Una vetrina sulla e per la disabilità commovente e istruttiva. Un bravo anche al presidente della provincia Dario Galli, che ha fatto il 'valletto'. Che dire? Viva Roberto Bof detto Acca. Certamente ha trovato la sua strada, paladino di una comunità di fratelli diversamente ma più che egregiamente abili.

in foto: Roberto (ultimo a sinistra) presenta alcuni protagonisti delle Paralimpiadi di Pechino 2008

giovedì 4 dicembre 2008

Accettare

"...la vita ci spoglierà a poco a poco della nostra giovinezza..." canta il poeta spagnolo. Ci pensavo stamani... che poi io sono fra i fortunati, o almeno nella media, perché la vita sta compiendo in me quest'opera di spoliazione con tranquillità, senza troppa fretta. Altri sono stati costretti ad accettare un cambiamento meno graduale...il problema, comunque, non è di ritoccare, ma di accettare.

mercoledì 3 dicembre 2008

Gianni dei miracoli

C'era anche il Ministro degli Interni Roberto Ernesto Maroni detto Bobo alla Cena di Gala, organizzata al De Filippi per raccogliere fondi a favore di 'Varese per l'Oncologia-l'Oncologia per Varese' fondata dal mio amico Gianni Spartà. 238 invitati, vip e non vip, a dar sostegno ad una realtà che, da anni, lotta insieme a chi lotta contro il tumore. Novità: un day hospital oncologico a Luino. Bisogna avvicinarsi al soffrire per cambiare e costruire. Il mio amico Gianni così ha fatto, questo ha vissuto e sta vivendo. Tutti possono entrare a far parte del "popolo dei 30 euro" dice Gianni. La porta, ovviamente, è spalancata.

Neve

L'autunno si rinfresca sotto la prima neve dell'inverno. Che si sta sciogliendo in Villa Toeplitz ma non (promette il mio amico Pippo Gazzotti) sui prati del Brinzio. "37 centimetri" mi assicura Pippo. "La battiamo in questi giorni, sabato si scia." Non potevano farmi regalo migliore: la neve e Pippo, col suo gatto delle nevi. Se già non lo avete fatto, provato lo sci da fondo. E' una fatica per nulla sprecata.

lunedì 1 dicembre 2008

Semplicemente felice

Prima una correzione: nel post sottostante ho scritto che Guido Morselli chiamava la pistola'la sorella dall'occhio nero', ma devo aver sbagliato, perché credo sia 'la ragazza dall'occhio nero'. Cambia poco. E resto su Morselli. Sono contento di sapere che anche per lui lo scopo della vita era la ricerca della felicità. Tanto che è stato scelto questo titolo, come tema poer gli aspiranti scrittori del primo concorso 'Morselli'. A mio parere la ricerca (e la conquista, mai definitiva) della felicità hanno a che fare con la semplicità. Con l'accontentarsi. Con l'ammettere un limite, una dipendenza, una 'povertà' della nostra intelligenza. E', questa mia, una felicità facile, semplice, elementare, bambina come può definirsi la gioia dei miei alunni della Vidoletti (foto)? Forse, chissà, magari, ma (in tutta sincerità) la distinzione mi interessa poco: mi basta essere felice.

La sorella dall'occhio nero

Il 31 luglio 1973, a 61 anni, Guido Morselli, scrittore, utilizzò 'la sorella dall'occhio nero' (la pistola) per togliersi la vita. Vinto dalla sofferenza, dal male di vivere. Credo che tutti, di tanto in tanto, pensino al suicidio, non nel senso di riflettere su come metterlo in atto, ma come riflessione su un possibile esito della vita, estremo atto di libertà, somma pretesa di autodeterminazione. Nel corso degli anni ho mutato visione rispetto a questo esito esistenziale. Quando scrissi 'L'ultimo nemico', non che considerassi il suicidio in termini positivi, ma vi era in me una sorta di 'rispetto' verso un gesto che consideravo in fondo eroico. Nel caso del racconto citato, il suicida compie l'atto come gesto d'amore verso l'amata moglie, morta da poco. Ebbene, oggi credo sia più eroico continuare a vivere, accettare -sia quel che sia- la sfida dell'esistere, nonostante tutto.

carlo.zanzi@tele2.it

domenica 30 novembre 2008

Guido, l'infelice

Apertura, a Villa Recalcati, del Convegno su Guido Morselli, scrittore non vincente (almeno da vivo), uomo tutto sommato, da quello che ho potuto sapere, non molto felice. Quindi genio, perché sovente la genialità non collima con la felicità. Ecco la sua famosa Lancia, auto che spesso compare in compagnia del suo padrone, in fotografie ormai storiche. Per quel poco che so, sono certamente più le differenze che le consonanze fra noi due. Eppure mi sento suo fratello, nel desiderio costante e a volte pressante di mettere nero su bianco la propria vita, nelle forme letterarie più diverse. Guido era colto, leggeva come un matto, di tutto, curioso e inappagato. Ciò traspare con evidenza nei suoi libri, che sono libri che nascono da altri libri, ovviamente non nel senso di copiare, ma di succhiare la linfa creativa, la sostanza, dalla vita di carta. Per me è esattamente il contrario: scrivo della vita in carne ed ossa.