venerdì 3 ottobre 2008

Nell'ultima stanza

Svapora il Monviso all'orizzonte, nel quieto tramonto autunnale. E penso alle parole del Cardinale Carlo Maria Martini, pronunciate ieri a Milano, alla presentazione di un suo libro su Paolo VI. Papa che ha speso molte parole sulla morte, scritte -secondo Martini- quando il momento era ancora lontano: perché ne parla troppo bene. Il Cardinale Carlo, giunto -a suo dire- nell'ultima o penultima stanza della sua vita, ha avuto parole tutte negative per la morte come passaggio inevitabile, ha 'tirato le orecchie' a Dio perché, col suo sacrificio sulla Croce, avrebbe potuto risparmiare a noi questo passaggio, il duro calle, come ebbe a scrivere Dante. Ma senza la morte -ha concluso- non potremmo dimostrare sino in fondo la nostra fedeltà a Dio. Martini, ferito dalla malattia, con voce fioca ha mostrato una grande umanità, chiedendo aiuto ai presenti, capaci forse di offrirgli una parola di luce; anche il sommo teologo, di fronte al sommo passaggio, mostra ogni fibra della debolezza che è di ogni uomo. E anche per questo gli vogliamo bene.

giovedì 2 ottobre 2008

Le belle foto di Piera


Piera Macchi non solo è stata la miglior sciatrice varesina in assoluto, slalomista di livello internazionale, facente parte della 'valanga rosa', carriera breve causa un brutto infortunio; non solo è mia collega, docente di educazione fisica e grande sportiva ancora adesso; ho di recente scoperto che è anche una bravissima fotografa. Ecco sopra un piccolo assaggio. Ma per chi volesse gustare la sua arte, può andare a visitare il suo album informatico. Vada su flickr.it e poi, una volta entrato, digiti il nome vamp9919 e troverà lei e le sue foto. Che meritano. Soprattutto natura e sport; soprattutto le sue amate montagne.

Angelo on the road

Ecco il mio amico Angelo Puricelli al 'ferro di cavallo' di Sant'Ambrogio, mentre svolge il suo lavoro di fotoreporter durante i Mondiali. A lui il compito di stare sulla strada, mentre Domenico (vedi sotto) stava all'Ippodromo. Fra poco saremo ancora insieme per una nuova avventura di AgendaVarese, appuntamento di novembre ormai tradizionale. Finisce l'anno, e noi ne facciamo subito il riassunto.

Domenico al Mapei Cycling Stadium

Resto ancora sui Mondiali, perché voglio tributare un doveroso omaggio anche all'altro mio amico fotoreporter Domenico Ghiotto, autore delle foto di AgendaVarese, qui impegnato nella settimana di duro lavoro al Mapei Cycling Stadium. Il nostro quotidiano locale 'La Prealpina' deve a lui (e ad Angelo....e anche a Tommy Martinelli) le belle foto della settimana iridata.

mercoledì 1 ottobre 2008

Errata corrige

La mia solita fretta, il mio solito errore. Due post sotto ho scritto via Nuccio Casula, in realtà è via Nuccia Casula.

Trops e sport

Ecco quattro stantuffi ucraini. C'è chi dice che lo sport alle origini era sano, puro, ideale; poi quello sport, causa i soldi, lo spettacolo, l'agonismo esagerato s'è inquinato. Non sono d'accordo. Credo ci siano sempre state due anime ben distinte, che qui chiamo sport e trops, cioè il suo esatto contrario. Lo sport per tutti, che consiglio e che amo, accarezza il nostro corpo, aiuta con gradualità la nostra crescita, ci regala spazi di libertà in ambiente naturale, ci distende, ci tonifica e ci potenzia, senza eccessi. Il trops è praticamente il suo contrario, è un'altra cosa, un altro mondo, mondo che c'è stato sin dall'inizio e che il progersso ha solo accentuato nelle storpiature e negli eccessi. Qui contano spettacolo e prestazione. Se si vuole ottenere il massimo da un atleta per forza bisogna logorare il suo corpo, potenziarlo sino al limite di rottura, 'aiutarlo' perché non ceda di schianto. Se si vuole dar spettacolo, bisogna offrire il meglio, cioè rischio, velocità, fatica, record....e tutto ciò ha prezzi altissimi, in primis per l'atleta, che del resto quello ha scelto come mestiere. Sport e trops: due mondi. A voi la scelta.

Un urlo commosso

Sentendo i commenti della gente, sintetizzerei la domenica Mondiale in due parole: urlo e commozione. Un urlo poderoso, partito a tre chilometri dal traguardo, piazza Monte Grappa, scatto di Ballan. Urlo continuo, per oltre tre minuti, all'Ippodromo; urlo in crescendo, come un' onda a seguire, a sospingere l'azzurro lungo corso Moro, via Morosini, via Nuccio Casula, via Carcano, via dei Mille, viale Valganna, svolta a sinistra per il Mapei Cycling Stadium. E commozione. Più d'uno ha confessato d'aver pianto, gente certo non appassionata di bici, gente che s'è lasciata trasportare dall'evento. Un mio collega ha persin detto: "Ho sempre considerato la lacrimuccia roba da femmine. E invece, questa volta, ho pianto anch'io." Lasciarsi trascinare. Siamo troppo controllati. Troppo seri. Rischiamo pure, qualche volta, e lasciamoci condurre verso l'ignoto.