domenica 1 giugno 2008

Grazie


Ci sono delle mattine nelle quali scappa fuori dalla bocca una parola soprattutto: grazie. A chi? Probabilmente a Dio, e poi a tutti coloro che, nel cammino della vita, mi sono più vicini. Ad esempio mio padre (in foto, quando era giovane, promessa della ginnastica artistica alla 'Varesina'), dal quale ho ereditato senza dubbio la passione sportiva, papà Mario che ha compiuto 82 anni lo scorso 27 maggio. Spero di aver preso da lui la longevità 'sbarazzina'. Grazie anche a chi legge questo blog. Contribuisce a spingermi in avanti, perché stamani si va in discesa, ma poi arriva la salita.

venerdì 30 maggio 2008

Varese in rosa


Giovedì 29 maggio, ore 15.40 circa, passa il Giro d'Italia dalla stretta di Fogliaro. Piove (poco, ma piove), come diluviava alla Tre Valli dello scorso agosto, per cui chi ha visto Varese nelle dirette Rai di questi due eventi ciclistici dirà: "A Varese piove sempre." Mi piacerebbe un ciclismo senza doping, ma così non è. Tutto ciò fa parte dell'imperfezione del mondo. Del peccato nel mondo che, purtroppo, ci accompagnerà sino alla fine dei tempi.

giovedì 29 maggio 2008

La fatica


Credo di essere uno specialista nel fabbricare ottimismo, nel rimandare indietro l'ansia che ti prende, quando la vita ti regala fatica. Però ho anch'io i miei limiti, e allora l'ansia sale. Di solito, per un genitore, sono i figli il motivo delle preoccupazioni più aspre. Ero nello stato di assenza di ottimismo, quando mi è giunta via mail una poesia del mio amico poeta Arnaldo Bianchi (in foto, con Silvio Raffo). Una poesia che ho capito molto bene.


Che fatica camminare tra le parole/quando non si ha nulla da dire,/che fatica fingere di amare/quando non si ha nulla da dare,/che fatica vedere/quando non si vuole guardare,/che fatica sperare, che fatica scoprire/la vita, nostra comunione dei silenzi/nell'oscillare libero dei giorni.

lunedì 26 maggio 2008

Vi aspetto


Come preannunciato, venerdì 13 giugno, ore 21, Teatrino di via Sacco 10, di fronte al Palazzo Comunale, mi sono ricavato una serata per parlare di me e dei miei trenta libri. Non ho affidato ad altri il compito dio presentarmi, anche perché resta sempre il sospetto che non siano sinceri sino in fondo, e che gli elogi non siano del tutto meritati. Così parlo io, e non ci sono fraintendimenti. Inoltre regalerò a tutti i presenti un mio libro. Non sarà un gran regalo, ma è sempre meglio di niente. Vi aspetto.

sabato 24 maggio 2008

Menestrello di lago


A sorpresa, sempre ieri sera, al Teatrino di via Sacco è arrivato Davide Van de Sfross e ci ha regalato quattro canzoni. Mi aspettavo Guglielmo Tell, ma lo stesso mi sono divertito. E' un altro (al pari di Bossi) che ha creduto alla sua proposta e gli è andata bene. Ora vende e si diverte, riempie gli stadi, canta ciò che gli piace, sta contribuendo a nobilitare il dialetto nella canzone (sino ad ora c'era riuscito solo il dialetto napoletano), è un poeta alla buona, ma almeno si capisce e non va in giro con la puzza sotto il naso. Nel mio piccolo anch'io ho scritto una canzone in dialetto (Valzer par Varès) che proprio oggi sarà cantata alla festa della Scuola Bosina. L'amica Lidia Munaretti l'ha insegnata ai bambini dell'asilo, delle elementari e delle medie. Il Gruppo Folkloristico Bosino la sta imparando, e forse la proporrà nello spettacolo durante i Mondiali di ciclismo di settembre. Anch'io mi sto divertendo.

Il senatur


Come già scritto, qui non dirò per che partito voto. Sia quel che sia, ieri sera ero al Teatrino di via Sacco ad ascoltare Umberto Bossi. Un uomo che si è definito fortunato (nonostante la botta tremenda della malattia, che l'ha segnato in modo evidente), che continua a combattere, che ha grinta, che non vuole mollare e stringe i denti. Chi ha un ideale e lotta, chi dà un senso alla propria vita e fa qualcosa per la collettività ha la mia stima. Certo, dipende anche cosa uno dice e propone, dipende dai contenuti, però un uomo appassionato fa sempre invidia. Bossi si è definito cattolico, amante della famiglia. "Per camminare insieme bisogna avere alle spalle una storia comune" ha detto fra l'altro il senatur.

mercoledì 21 maggio 2008

Grigio


Dopo un paio d'anni di lontananza, i monsoni prealpini sono tornati, alla faccia della siccità. I 'vecchi' bosini come me sanno bene che aprile e maggio, da noi, sono un disastro: cielo grigio e pioggia. Io sono meteopatico e questo clima non mi sta bene. Condiziona il mio umore e il mio lavoro di prof. di ginnastica. Inoltre non mi permette di gustare queste sere; sono le giornate di maggior luce dell'anno, in un crescendo sino al 21 giugno. Quando inizieranno le vacanze, le giornate si staranno già accorciando. Mi pare di sprecare tutta questa luce, di non gustare adeguatamente le serate lunghe, che si portano via una bella fetta di notte. Il grigio non è un colore che mi piace, eppure anche i miei capelli mi ricordano che non sempre si può avere ciò che si desidera... ohimè.