mercoledì 4 aprile 2007

Dall'alba al tramonto


Al tramonto (quello della foto è alla Schiranna) spesso tornano in me le parole del Salmo: "Alla sera sopraggiunge il pianto, ma al mattino ecco la gioia". Nella stanchezza svogliata della sera, ciò che faccio perde d'importanza. Si veste di mediocrità. S'impone il desiderio di scelte più radicali, più essenziali, più rischiose. Ma non ne sono capace.


Torno al mio racconto lungo. A 'Vicolo Canonichetta'. Riporto qui parte del mio intervento di venerdì 30 marzo, a Villa Recalcati:

"Preferisco leggere ciò che vorrei comunicare. Del resto un narratore, se sapesse comunicare compiutamente con la parola orale, probabilmente non scriverebbe. La scrittura supplisce qualcosa che manca. Torno alla narrativa lunga dopo dieci anni. Dal '97 ad oggi, per la verità, ho scritto molto, anche troppo: articoli per il settimanale 'Luce' e per il quotidiano 'La Prealpina', ricerche di storia locale, racconti brevi...Quando non si scrive su commissione; quando si scrive per il piacere, per il desiderio di scrivere una storia d'invenzione, non bastano la buona volontà né la caparbietà né il rigore di un impegno costante né la voglia di farlo. Occorre qualcosa d'altro. Una forte emozione che ribalti la tua calma piatta. Nel caso di 'Vicolo Canonichetta' si è trattato di un incontro con la sofferenza. E' giunta infine l'ultima goccia, e il vaso è traboccato. Ciò a partire dall'estate del 2005, e per un lungo periodo...Questo racconto è uno dei frutti di quella tempesta. Ho pensato, e poi ho scritto, questa storia anzitutto per non disperdere, nella dimenticanza, vissuti che oggi, con il ritorno della quiete, rischiano di sdrammatizzarsi, nell'attesa forse di una nuova bonaccia e di altre burrasche. Per non dimenticare, e per raccontare ad altri che certe prove nella vita fanno molto male e molto bene allo stesso tempo. Il coraggio, qualsiasi atto di coraggio (tanto desiderato quando mi capita di rileggere la mia mediocrità) forse deve molto allo smarrimento delle sicurezze..."

lunedì 2 aprile 2007

Un'ombra di luce


Ho scattato questa foto nell'inverno fra il 2005 e il 2006. Stavo male, ero alla Prima Cappella, giornata di sole e di vento. In quel periodo camminavo quasi tutti i giorni sulla rizzada che conduce alla Madonna del Monte. Partivo con l'ansia dentro, a poco a poco, in salita, col respiro profondo, l'ansia s'attenuava. la discesa era gioia. Scattando la foto ho pensato: un'ombra di luce. La vita è luce e ombra. Nell'ombra (quella del soffrire, ad esempio) è nascosta anche tanta luce.

Avrei voluto scrivere, oggi, della presentazione di VICOLO CANONICHETTA, venerdì 30 marzo: tanti amici, ero felice. Ma è morto Giorgio, amico della Shalom, a soli 52 anni. Oggi i funerali. E allora prego, e riporto qui una mia poesia, già pubblicata nella raccolta UN ANNO, di molti anni fa.


La mia vita è marchiata da una Croce.

L'errore, il caso, il nulla o la scommessa

di andarmene con Te, appeso a un legno,

fissano quella croce di montagna,

sempre disposta a spiegarmi ciò che muore.

venerdì 23 marzo 2007

Testimone del mio tempo


Oggi, 23 marzo 2007, alle 17.30, dal signor Marcello della Marwan di Mesenzana ho ricevuto copia, fresca di stampa, del mio 'Vicolo Canonichetta'. Dicono -i male informati- che un nuovo libro è come un nuovo figlio. Niente affatto. Però è emozione, soddisfazione. Ci si illude di aver fatto qualcosa che resta. E' un atto, a volte generoso, di comunicazione. Forse i più farebbero a meno dei nostri slanci comunicativi. Si spera sempre che a qualcuno faccia piacere. Ohimé, so di non aver scritto un capolavoro, né un racconto d'alto livello, né di medio: punto alla normalità. Alla decenza. Più che creare, descrivo ciò che esiste. Testimone dei miei anni, racconto per non disperdere. Fra una settimana esatta, a quest'ora, presenterò il mio libro. Qui aggiungo una delle trenta foto di Carlo Meazza, che lo arricchiscono. Compaiono anche quattro foto di mia figlia Valentina. Mi sento un padre orgoglioso.

mercoledì 21 marzo 2007

Solo una foto, molto più di una foto


Quando ci si inchina davanti ad un panorama così (era il 30 maggio 2006, vicino a Recanati) non occorre essere fotografi, basta avere lì una macchina fotografica, anche modesta. E io spesso ho in tasca la digitale. Perché so che incontro Dio più nella natura che nelle parole scritte, anche di un libro Sacro. E perché credo che una foto possa prolungare un'emozione. La commozione ha qualcosa di sacro. E mentre scattavo pregavo e recitavo a memoria: "Primavera d'intorno brilla nell'aria e per li campi esulta..."

mercoledì 14 marzo 2007

il mio nuovo libro


Nonostante una moglie, tre figlie, tanti amici, i miei alunni, la scrittura e Dio, a volte ci si sente soli. Anche per questo ho pensato ad un blog. Che mi permette, oggi, 14 marzo, di comunicare la data della presentazione del mio nuovo libro, un racconto lungo, titolo VICOLO CANONICHETTA, con foto di Carlo Meazza. Verrà presentato a Varese, venerdì 30 marzo, ore 21, Sala congressi di Villa Recalcati, piazza Libertà. Ingresso libero. La foto qui a fianco è di Silvia D'Ambrosio, fotoreporter. Ero alla presentazione del mio penultimo libro, il 17 novembre 2006.

mercoledì 21 febbraio 2007

carlo zanzi, insegnante di scienze motorie, giornalista pubblicista e scrittore (anche se questa è parola molto impegnativa, a meno di intendere, in senso esteso, scrittore come colui che scrive) marito di carla da oltre 25 anni e padre di valentina, maddalena e caterina