sabato 13 febbraio 2010

Bandiera a mezz'asta

Cominciano nel peggiore dei modi le Olimpiadi invernali a Vancouver, con una bandiera a mezz'asta, quella della Georgia, per la morte in prova di un atleta dello slittino. Prego per lui, sono addolorato ma non certo sorpreso. E' il prezzo che si paga allo spettacolo, che fa del rischio un elemento essenziale. Lo sport professionistico è spettacolo, corre il rischio di rischiare anche una vita e a volte succede. Purtroppo.

Al caffè Viviani

Lo scrittore Guido Morselli, negli anni Sessanta e inizi Settanta (morì suicida nel 1973) scendeva col suo cavallo Zefirino dalla 'casina rosa' sino al caffè Veniani di Gavirate. Posteggiava l'animale nei pressi e si sedeva sempre sul tavolino, che vedete in foto. Ad accoglierlo la signora Augusta (a sinistra, oggi ottantasettenne). Ordinava caffè lungo e zalette, dolci di pastafrolla. E scriveva scriveva scriveva. Pensava, leggeva e scriveva: questo ha fatto Morselli, per tutta la vita, lunga 61 anni, da lui recisa perché non foriera della felicità che lui, come ogni uomo, inseguiva. Ieri, commovente serata allo storico caffè, che ha visto clienti anche Verdi, Carducci, Mura e Liala. E' stato presentato il libro 'Lettere ritrovate', lettere inedite dello scrittore, curate da Linda Terziroli (seconda da destra), edite dalla NEM di Dino Azzalin (primo a destra). E naturalmente non poteva mancare Romano Oldrini (secondo da sinistra), grande esperto di Morselli, gaviratese pure lui.

venerdì 12 febbraio 2010

Tracce

Stamani alle 8.30 ero già sulla pista del Brinzio. Sono stato il primo a lasciare le tracce dei miei sci, incidendo i pochi centimetri di neve fresca. Il fondo di neve ghiacciata permetteva di sciare egregiamente, pur con fatica. Lo spettacolo era molto suggestivo. Silenzio e bianco su ogni cosa, appiccicato anche sopra i rami più sottili. Ogni tanto incrociavo tracce di animali, probabilmente cani e gatti, o forse anche volpi e lepri: chissà. Pensare in grande non fa male a nessuno. Seguendo le tracce mi sono chiesto: ma io chi seguo? Ho qualche modello o vado per la mia strada? Forse, più che seguire modelli, mi piacerebbe essere modello a mia volta. Ma credo sia un'ipotesi molto velleitaria.

Italia, forza!

Iniziano le Olimpiadi invernali a Vancouver. W l'Italia!

giovedì 11 febbraio 2010

Pippo e Vancouver

Domani avranno inizio le Olimpiadi invernali a Vancouver. Bianche Olimpiadi che vedono l'assenza, per pochi punti, del mio ex alunno Vidoletti Giorgio Ciancaleoni, mago dello snowboard. Mancherà per la prima volta, dopo tanti anni, anche il mio amico Pippo Gazzotti, che ha vissuto il clima delle Olimpiadi non da atleta ma da allenatore Fisi, Pippo, che ha avuto l'onore di allenare tutti gli attuali qualificati dello sci nordico, allenatore compreso. Il prof. Gazzotti, certo preso da nostalgia alla vigilia di questa bianca festa, mi fa arrivare ora questo sms: "Domani inizia un'avventura storica e grande. Dove gli uomini di sport si guardano negli occhi e sorridono. Lottano e giocano. Ma tutti...tutti pensano alla bellezza dello stare insieme."
in foto: Brinzio, la nostra piccola Vancouver

Discrepanza

Se penso ai miei anni, e poi se mi guardo allo specchio e metto in relazione ciò che vedo con taluni vissuti che provo, noto una stonatura, una discrepanza, un'avvilente distanza fra le due 'immagini'. In sintesi: se a 18 anni mi avessero detto che a 53 avrei avuto 'dentro' voglie e vitalità adolescenziali, avrei detto: "Impossibile." Ancor più sinteticamente: a 53 anni mi sarei visto serio, saggio, ponderato, sicuro, dimentico ormai del ragazzo che fui. Ma non è così. Qualcosa non quadra.

Imperscrutabili vie

Leggo un bell'articolo di Josè Saramago sul Corriere di oggi, 11 febbraio. Lo scrittore mette in relazione il terremoto di Haiti con quello di Lisbona, nel giorno di Ognissanti del 1755. Migliaia e migliaia di morti anche lì, molti erano in chiesa a pregare. Quindi Saramago afferma, giustamente, che i disegni di Dio sono davvero imperscrutabili. E io aggiungo: tanto vale scrutare. E' come (vedi foto) cercare di veder bene, durante una fitta nevicata. E poi si parla di un fatto che, se vero (ma perché dubitarne?) sarebbe assai triste: i ricchi di Haiti, per lo più risparmiati dal rutto devastante del terremoto, non stanno per nulla aiutando i loro più disgraziati conterranei. E allora davvero passeranno facilmente cammelli in crune d'ago, mentre i ricchi dovranno attendere a lungo, prima di sperare nel Regno dei Cieli.