lunedì 20 ottobre 2008

Parole d'autunno

Ieri ascoltavo parole d'autunno dette dagli alberi, discorsi molto più interessanti dei miei.

sabato 18 ottobre 2008

Tutti poeti (e scrittori) noi del '56

Salutare incontro ieri sera al Teatrino di via Sacco, salutare perché sul palco parlavano quattro medici-scrittori. Da sinistra: Carlo Mazzoni, Andrea Vitali, Dino Azzalin e Romano Oldrini. Devo ammettere che il mattatore è stato Andrea Vitali, non solo perché è del '56 come me (tutti poeti noi del '56, cantava Miguel Bosè) ma perché mi è parso il più consapevole, il più ironico e scanzonato, il più distaccato da una presunta 'superiorità' degli scrittori, nonostante sia di gran lunga, dei quattro, quello di maggior successo. Andrea dice ciò che pensa, regala affermazioni che per solito in certi contesti 'culturali' non si dicono, tipo: "Carlo Emilio Gadda...ho iniziato un suo libro e poi l'ho messo da parte per quando sarò più grande e in grado di capirlo...intanto leggo libri più alla mia portata." E bravo Andrea.

venerdì 17 ottobre 2008

Graffio nel cielo


Un aereo graffia il cielo. L'Osservatorio astronomico del prof. Furia sta a guardare. In basso s'accendono le prime luci. E' tempo che torni a valle. Mi viene alla mente l'incipit di una mia poesia-preghiera: Son salito sul monte ad incontrarTi/lassù sei più vicino/ritrovo con certezza i Tuoi contorni....

Sorprese

Il Campo dei Fiori regala anche queste sorprese. Naturalmente (a differenza di quanti maliziosamente hanno pensato) io mi riferivo al tramonto sui monti. Anche perché la ragazza in chiaroscuro aveva già un altro fotografo tutto per lei. Però questa ragazza in contemplazione, spersa in chissà quali pensieri, sagoma che non stonava affatto conro l'orizzonte, mi ha invogliato allo scatto. Tiepido tramonto di un ottobre stupendo.

giovedì 16 ottobre 2008

Lo dobbiamo assolvere

Credo non vi siano alternative: lo dobbiamo assolvere. Ogni giorno. perché ogni giorno l'imputato Dio è sotto processo, sia che ad accusarlo siamo noi (per cose storte che ci riguardano) sia che siano altri (ma noi comunque siamo spettatori delle disgrazie altrui). Se vogliamo continuare a crederGli, dobbiamo testardamente riconoscerlo cme Padre buono. Basta. Già i padri, in genere, sono buoni con i figli, e in più Lui è, per definizione, un Padre buono. Lo dobbiamo assolvere perché non c'entra, è estraneo ai fatti. Il colpevole è un altro. Chi? Metteteci chi volete, purché non sia Lui.
carlo.zanzi@tele2.it

Una bici mondiale

Ecco la bici mondiale di Ballan. Non gliel'ho chiesto, ma credo sia quella della vittoria. E se non è quella, è copia identica alla bici iridata. Una Wilier (stessa marca di quella di Gianni Argese) al carbonio, una grossa 'cicala al carbonio' che ha cantato per tutta quella domenica, compreso l'urlo finale.

Ballan in villa

Fastosa e festosa inaugurazione della Sala Napoleonica alle Ville Ponti. E, nel bel mezzo della festa, ecco arrivare l'iridato Alessandro Ballan con bici (forse quella che gli ha permesso di vincere i Mondiali) e sorriso. Sui mega-triplici schermi ecco le immagini degli ultimi due, meravigliosi chilometri di Ballan, locomotore inarrestabile lanciato verso la striscia bianca del Mapei Cycling Stadium. Un temporale di applausi, per quelle emozioni mondiali.