martedì 27 marzo 2012

Il racconto del mercoledì


LA MAGNOLIA

Voleva un miracolo, anche se non ci credeva. Aveva bisogno di un Dio ma non sapeva dove cercarlo. Uscì di casa che battevano i dodici rintocchi di metà giornata. Il soffitto del suo appartamento gli pesava in testa, l’aria dei suoi locali aveva un cattivo odore, i pensieri intossicati gli avvelenavano quel poco di felicità che con gran fatica cercava di mettersi dentro.
Uscì confidando nel sole, che illuminava una dolce giornata di primavera. Avrebbe potuto svoltare a destra, verso la chiesa, dove avrebbe però trovato altra ombra, silenzio, avanzi d’incenso e un inginocchiatoio, sopra il quale piegare la sua sofferenza. Avrebbe potuto svoltare a sinistra, verso un modesto spazio verde, un giardinetto pubblico con tre panchine, qualche albero, erba malcurata, un cestino per la spazzatura che traboccava di avanzi, escrementi di animali.
Mosse due passi a destra perché non gli andava di incontrare gente: era certo che in chiesa non ci sarebbe stato nessuno. Si fermò, guardò verso il giardino, gli sembrò sgombro da presenze umane, ci pensò, andò da quella parte. Solo allora si ricordò della magnolia. Fra le poche piante che salivano al cielo lì dentro, una era una magnolia. ‘Sarà fiorita?’ si domandò.
La trovò come sperava, aumentò il passo, arrivò subito ai suoi piedi, osservò che era al meglio: qualche fiore ancora in bocciolo, gli altri aperti ma non ancora sfioriti, quando i larghi petali cadono fra i sassi e vengono calpestati, perdendo tutto il loro fascino, come la neve non più intonsa.
Vicino al tronco della magnolia stava una panchina di legno, verniciata di verde scrostato, sporca di terra. Cercò in tasca un fazzoletto, la pulì, si sedette. Alzò lo sguardo nel cuore della pianta fiorita, un paracadute bianco e rosa, una doccia calda dal profumo delicatissimo. Il sole filtrava fra i fiori, non abbagliava, scaldava quel giusto che gli serviva per stare bene. Si sdraiò. Chiuse gli occhi. Cercò la posizione migliore per non sentir dolore, almeno quel dolore del corpo avrebbe potuto mitigarlo con la postura. Per il dolore dell’anima avrebbe pregato e sperato, ma sapeva che sarebbe stata una lotta ben più aspra.
Tutto il meglio della primavera lo abbracciò come una donna desiderata da sempre. Il bello della primavera lo avvolse e provò piacere. Aprì gli occhi, i fiori gli parvero uno sciame di farfalle allegre, poi fiocchi di neve colorata che restavano sospesi nell’aria. Il mondo aveva trovato una fetta di perfezione in quell’angusto giardinetto di cartacce e brutte copie della natura. Quella magnolia stava ritta sopra di lui, respirando uno stato di grazia che gli trasmetteva con generosità. Cominciò a credere al miracolo, al Dio della bellezza assoluta.
Richiuse gli occhi e cercò di addormentarsi.
Lo stato di dormiveglia quanto durò? Due minuti? Dieci? Si era addormentato? Stava sognando? Di certo avvertì un pizzicore alla guancia destra, un solletico non fastidioso che lo invogliò ad aprire gli occhi. Un lungo ramo si era piegato verso di lui e un grosso fiore si era posato sopra la sua guancia. Spaventato si tirò su, il fiore si allontanò, il ramo si mosse, lui restò inebetito, per il sonno e per il risveglio, per ciò che il risveglio gli aveva preparato. Immobile osservò il fiore, che lentamente tornò verso il suo viso e si adagiò sulla guancia.
Forse era un bacio.
Forse era un sogno.
Forse davvero, questa volta, era Dio.



Questo racconto breve è liberamente ispirato alla canzone ‘Il ciliegio’ di Angelo Branduardi

Occhio al cielo


Occhio al cielo. Le rondini a Varese arrivano in questi giorni, fra la fine di marzo e i primi giorni di aprile. Lo so per esperienza d'osservatore accanito. Occhi al cielo soprattutto la sera. E se una rondine non fa primavera, la prima rondine della primavera è sempre un gran spettacolo.

Coraggio


Perché amiamo gli eroi? Perché hanno coraggio. Tutti abbiamo bisogno di dare qualche prova di coraggio, di vivere momenti nei quali ci sentiamo coraggiosi. Capaci di rischiare per un ideale, per un obiettivo. A volte le più eclatanti prove di coraggio le viviamo, rischiando per amore. Spesso è lo sport a darci questa opportunità.

in foto: Kangour premia le alunne Vidoletti del basket

lunedì 26 marzo 2012

Certezze


L'uomo ha bisogno di certezze. Altrimenti le mani tremano. L'unica certezza della quale faremmo volentieri a meno è la certezza della morte, ma lasciamo stare questo argomento niente affatto allegro. Anche sul fronte della fede in Dio l'uomo, stanco del dubbio, dell'indecisione (ma Dio c'è o non c'è? E quale Dio è quello giusto?) può operare un atto di volontà: sono certo di Dio, voglio credere in Dio. La fede è soprattutto un atto di volontà, reso necessario perché non si può vivere nell'indecisione. E tutto sommato è meglio così, perché dire che la fede è dono di Dio significa generare immediatamente la domanda cruciale: 'Perché a lui sì e a me no?'

Preghiera per un amico


Sto leggendo 'Preghiera per un amico' di John Irving. Sto leggendo questo romanzo di ben 590 pagine per tante ragioni, ma anche per il suo incipit, che qui vi propongo:
'Eccomi condannato a ricordare un ragazzo dalla voce fessa -non già a causa della sua voce, né perché fosse la persona più piccola che io abbia mai conosciuto, o neppure perché fu strumento della morte di mia madre- ma perché è lui la ragione per la quale io credo in Dio: sono cristiano grazie a Owen Meany.'
Sì, vorrei che il piccolo Owen aiutasse un po' anche me.

Un buon attacco


Ha avuto inizio stamani 'Vidoleggiamo' (nella foto il programma) presso la scuola media Vidoletti di via Manin. Il buon attacco alla manifestazione che promuove la lettura e la scrittura (a tema 'Il viaggio') è stato dato da un concerto realizzato dagli alunni, preparati dai prof. Gazzotti, Pugliese e Fanello. Iniziati anche i laboratori artistici, in collaborazione con il Liceo Artistico 'Frattini'. Ho avuto modo di inccntrare il mio amico Gabriele Scazzosi, docente all'Artistico. E domani potrò salutare anche il mio amico poeta e scrittore Dino Azzalin, che parlerà del suo libro 'Diario d'Africa'.

domenica 25 marzo 2012

Accadde...un anno fa



Domenica 27 marzo 2011 – pioggia, coperto, pioggia
Ha raggiunto la ribalta nazionale l’onorevole del Pd Daniele Marantelli, caduto nella rete delle Iene. Intervistato sul perché della festa il 17 marzo, il politico varesino se l’è data a gambe, salvo poi rilasciare un’intervista a La Prealpina, dove accusava le Iene di aver tagliato la registrazione. Per tutta risposta, i curatori del noto programma televisivo hanno mostrato il filmato integrale, dal quale si evince che Marantelli non ha dato alcuna risposta ed è letteralmente scappato.

Lunedì 28 marzo 2011 – coperto, variabile
Le responsabili dell’Istituto Orsoline San Carlo di Saronno (scuola privata con 300 alunni) hanno messo le mani più che avanti. Sollecitati dalla protesta di alcuni genitori, hanno deciso di far svolgere la ricreazione all’interno, per paura di eventuali nubi radioattive di provenienza nipponica. Benché la distanza fra noi e il Giappone sia notevole, le suore Orsoline vanno coi piedi di piombo.

Martedì 29 marzo 2011 – variabile, coperto, pioggia fine
Le frustava con la cinghia, le molestava e le trattava come schiave: le figlie di Giuseppe Piccolomo (accusato di aver ucciso e mozzato le mani a Carla Molinari) hanno deposto ieri davanti alla corte d’assise del Tribunale di Varese, descrivendo il padre come un orco. “Massacrava di botte anche nostra madre” ha detto Cinzia Piccolomo, 37 anni.

Mercoledì 30 marzo 2011 – variabile, scroscio, sereno
Ha giocato solo pochi minuti, ma l’emozione è stata grande ugualmente: ieri sera Marco Parolo, gallaratese di 25 anni, calciatore professionista al Cesena, ha vissuto il suo esordio in Nazionale, nel corso dell’amichevole Ucraina-Italia a Kiev, vinta dagli azzurri 2 a 0. Chiamato in campo da Prandelli al 43° della ripresa, Marco ha gustato attimi di gloria tricolore.

Giovedì 31 marzo 2011 – sereno
Con un anticipo di qualche giorno rispetto alla tradizione, stamani sono state avvistate stamani nel cielo di Varese, vicino allo stadio ‘Franco Ossola’, le prime rondini della stagione. Negli ultimi anni arrivavano in città nei primi giorni di aprile. Il caldo di questo fine marzo ha invogliato il ritorno anticipato dei volatili. Una rondine non fa primavera, ma in città abbiamo temperature vicino ai 20°.
APRILE 2011

Venerdì 1 aprile 2011 – sereno, molto caldo
Andrea Colombo, classe 1997, terza media alla ‘Dante’ di Varese, ha vinto la fase provinciale dei Giochi Matematici cat. C2 (terza media-prima superiore) e si è dunque qualificato per la finale nazionale, in programma il 14 maggio alla Bocconi di Milano. Con lui andranno alle nazionali dei numeri altri due alunni della ‘Dante’, Alessandro Carabelli e Giacomo Gabriele.

Sabato 2 aprile 2011 – sereno, molto caldo
L’ex sindaco di Varese, Aldo Fumagalli, a processo nei prossimi giorni (dopo 5 anni di attesa) per i reati di concussione e peculato, ha deciso di lasciare la Lega. “E’ un atto dovuto, comunque sono innocente, non ho voluto il rito abbreviato proprio per avere la possibilità di dimostrare la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati” ha detto l’ex sindaco del Carroccio.