martedì 20 dicembre 2011

Sonno arretrato


Il 20 dicembre del 1991, a soli 68 anni, moriva il grande comico Walter Chiari. E' stato uno dei miei comici preferiti. Ricordo che era molto amato da mia mamma Ines, che un giorno riconobbe di aver scelto mio padre anche perché vedeva in lui una certa somiglianza con l'attore. E poiché io ho una certa somiglianza con mio padre, mi pare di non esagerare (mi scusi il grande Walter) se riconosco una certa somiglianza anche con me. Il che mi gratificherebbe, perché è noto che Walter era molto amato dalle donne! Ma a parte ciò, vorrei essere capace di pensare ad una battuta del suo livello, ad esempio del livello di quella che è stata scritta sulla sua lapide: 'Non piangete. E' solo sono arretrato'

lunedì 19 dicembre 2011

Cimberio Varese-Angelico Biella: 79-73


Domenica 18 dicembre 2011: sono le 22.30, mancano ormai pochissimi minuti al termine del big match Cimberio-Biella, la partita non è ancora chiusa, ci vorrà come spesso accade la determinazione e la calma glaciale, 'serafica' di Rock Stipcevic, più un rimbalzone di Fajardo e qualcosa d'altro, e la Cimberio porta a casa anche questa nuova sfida a Masnago, campo che resta inviolato. L'Angelico non vola in cielo, la Cimberio mangia un dolce panettone ancor prima di Natale. La classifica ride, anzi: esulta. Ecco uno degli ultimi tiri liberi della gara, il pubblico se la gode questa domenica davvero speciale.

Paolo Villaggio al Premio Chiara


Domenica 18 dicembre 2011: presentazione, in Galleria Ghiggini, del Premio Chiara 2012, da parte di Bambi Lazzari, Romano Oldrini e Mauro Gervasini. Confermato lo schema del Premio, con il Chiara per racconti editi, il Chiara per racconti inediti, il Chiara giovani, una quarantina almeno di eventi culturali (con la solita contaminazione parola-suono-immagine, confermato anche il Premio Riccardo Prina). La novità più ridondante (soprattutto dal punto di vista mediatico) è il Premio Chiara alla carriera, che andrà a Paolo Villaggio. Lo scrittore-attore genovese ha accettato con gioia, sarà a Luino presumibilmente nel mese di maggio 2012.

domenica 18 dicembre 2011

La morte di un eroe



LA MORTE DI UN EROE

Commovente cerimonia ieri mattina presso la scuola media Vidoletti di via Manin per ricordare la morte di Angelo Vidoletti, bersagliere, avvenuta 70 anni fa, la notte di Natale del 1941 durante la campagna di Russia. La mattina, coordinata dal dirigente scolastico Antonio Antonellis e dal presidente dei bersaglieri della provincia di Varese, Dino Soldavini, ha avuto il suo esordio davanti al busto bronzeo del Vidoletti, ripulito splendidamente: deposizione di una corona, alzabandiera, spari di colpi a salve, Inno di Mameli. Presenti il 3° reggimento bersaglieri storici ‘Papà Caretto’ (con le divise del 1848-1859) e la fanfara bersaglieri ‘Vidoletti’ di Vergiate. E’ stata poi inaugurata ufficialmente la palestra della scuola, che da questo momento sarà dedicata a ‘Mario Croci’, amico fraterno di Angelo, suo compagno d’armi. Era presente Fiorenzo Croci, figlio di Mario. Si è poi passati in palestra, dove l’attore Giovanni Ardemagni ha interpretato una scena, tratta dal libro ‘In prima linea’ (scritto da Fiorenzo Croci) che ripercorre la storia di Mario e la sua amicizia con Angelo. Alcuni alunni hanno poi interpretato brani natalizi, preparati dai professori Rosalba Gazzotti e Ferdinando Fanello. Infine è salita sul palco la fanfara, con brani coinvolgenti e un toccante Inno di Mameli, cantato dai molti presenti. Fra le autorità, in rappresentanza del Comune di Varese era presente l’assessore Montalbetti. E’ stato poi possibile visitare la mostra di presepi, realizzati dagli alunni con il prof. Salvatore Cuzzupè.

La Provincia di Varese domenica 18 dicembre 2011

Non scherza affatto


Quando mia figlia Maddalena prepara i biscotti di Natale, non scherza affatto.

Un tempo nuovo


Capitano dei periodi, nella vita, durante i quali in un mese, due si impara molto più che nei 10-20 anni precedenti. Periodi nuovi, creativi, capaci di aprire prospettive non immaginate e coraggi assopiti. Periodi fecondi, rari ma possibili, auspicabili, sperati, nei quali non è necessario leggere per apprendere. Tempi che richiedono una sola condizione: non dormire.

Le luci della festa


GLI ESTENSI ILLUMINATI


Sono entrato casualmente, nel buio, ai Giardini Estensi. Passavo da via Sacco per altri motivi, giunto al portone del parco più bello di Varese sono stato attratto da un grande chiarore nella zona della fontana. Mi sono ricordato che erano state accese nuove, natalizie luminarie. Sono entrato. Eravamo in tre: io, la notte e le luci. Risucchiato da quella sorgente mi sono incamminato verso la fontana, lentamente, bevendo insieme all’aria una gioia diffusa. Alla fontana sono rimasto incantato davanti ai tre alberi illuminati riflessi nell’acqua, che pareva piuttosto uno specchio nero dentro il quale avevano stampato i tre abeti luminescenti. Da saggio esteta, da esperto di vita, so che le immagini migliori sono impreviste, quindi ho sempre con me la Nikon: ho scattato lì alcune foto. Poi mi sono girato verso il grande Palazzo e sono rimasto ammaliato. Già avevo notato le aiuole illuminate ma riviste ora, degradanti verso le luci della nobile dimora, facevano un effetto magia. La bellezza di quella visione ha fatto sì che estraessi la macchina fotografica senza nemmeno accorgermene. Ho scattato altre foto, e mente le scattavo e le rivedevo e guardavo verso il fondo del giardino mi domandavo da dove provenisse tutto quel mio stupore, il piacere che provavo, al centro di quel luminoso silenzio, di quella notte di pece intarsiata da gemme di vari colori. Non trovando uno solo ma tanti motivi, mi sono chiesto se fosse davvero necessario ricercare un perché al piacere. Davvero più produttivo e rilassante goderselo tutto quel piacere, respirare il benessere in fondo ai polmoni e sin fra i capelli, senza troppe domande. Sono allora rimasto in contemplazione per qualche attimo prima di raggiungere l’uscita, trovando sì altre luci in via Sacco: ma quanto rumorose e dozzinali.