La frase è: 'Si nasce incendiari, si muore pompieri.' Io sono nato pompiere, ma oggi so accendere almeno un cerino. E l'evento mi scalda.
martedì 15 novembre 2011
Chiedi alla polvere
lunedì 14 novembre 2011
Rok & Patrizia
Fra gli attuali giocatori Cimberio, presenti alla presentazione di Passi da Gigante, ho notato con piacere Rok Stipcevic (qui con la sua ragazza Patrizia). Dico con piacere perché Rok è un play di lusso, un gran giocatore, decisivo soprattutto nei minuti finali, freddo, determinato. Ai tempi di Dino i play erano Dodo e Aldo, oggi abbiamo Rok e Teemu. Altri tempi.
Sandrone
Dino in cattedra
Dino Meneghin stasera si è seduto in cattedra (ma non dalla parte delle sedie) ed è stato uno spettacolo. Come quando ha tirato in ballo i prof. di ginnastica. In pratica il suo prof a scuola, non so se medie o superiori, pur vedendolo un armadio rispetto agli altri, non lo aveva indirizzato al basket ma all'atletica leggera, portandolo dal prof. Bresciani della Gallaratese. Che gli mise nel menù centinaia di lanci con il peso e con il disco. Uno come Dino si annoiò subito, e per fortuna incontrò casualmente Nico Messina: fu la sua (e nostra) salvezza.
In potenza
Uno degli aspetti desiderabili dell'età matura è che si affina la capacità di gioire. Si prova goia per aspetti che i giovani spesso trascurano (uno scorcio, un tramonto, un sorriso), ma non solo. Si prova gioia per l'attesa: ma non solo. Si può provare gioia anche semplicemente ipotizzando la realizzazione di un evento. Si sa bene che mai si concretizzerà, eppure il solo fatto che sia ipoteticamente possibile lo rende portatore di gioia. Un giovane, di fronte alla mancanza del possesso, proverebbe solo struggimento, dolore, rabbia. Un adulto, insieme al dolore, può provare anche attimi di gioia. So bene che un giovane, questo, non lo può capire.
in foto: sulla via delle pizzelle c'è uno scorcio del tutto particolare della Madonna del Monte, che appare come in un quadro, con la cornice fatta dagli alberi. Questa sera passavo in mtb, passeggiavano tre anziane, sui settant'anni, una delle tre ha detto: 'Mi siedo un attimo qui. Questo quadro non me lo perdo.' Dai suoi occhi ho capito che era la donna più felice del mondo.
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