mercoledì 13 luglio 2011

SuperLuca

Mi è arrivata dal presidente dello Sci Nordico Varese, l'amico Luciano Genovese, questa breve nota sul mio ex alunno, grande sportivo Luca Bosetti, che qui pubblico più che volentieri.

Quando Scuola e Sport vanno a braccetto…

Ovvero come testimoniare di una bella storia di successi di un nostro giovane che si sta togliendo varie soddisfazioni in più campi. Infatti l’adagio “per far bene fai una cosa alla volta” puo’ essere superato se si mettono in campo una buona dose di organizzazione e volontà, doti apprese sui banchi di scuola e sui campi sportivi.Stiamo parlando di Luca Bosetti, classe 1992, neo-diplomato con uno splendido 100 al Liceo Scientifico ‘Ferraris’ di Varese, sezione sperimentale scienze. Non pago di questo traguardo, durante l’ultimo impegnativo anno da liceale ha deciso di correre su più campi riportando vari altri successi. Si è permesso una stagione da agonista nella squadra delle Alpi Centrali di sci di fondo, rappresentando i colori dello Sci Nordico Varese in varie località italiane ed estere, fino alla partecipazione ad una gara di Coppa Europa. Ha sostenuto l’esame di inglese per il livello Advanced ed è il quattrocento-ostacolista della squadra d’atletica del Cus dei Laghi di Varese. Luca è poi tra i 25 brillanti ragazzi selezionati dalla Ducati, fra centinaia di candidati provenienti da tutta Italia, per la Summer School “Fisica in moto” a Borgo Panigale.

in foto: la pista di sci nordico a Brinzio, palestra di Luca e di tanti altri sportivi varesini, amanti dello sci da fondo.

Gli incontri con Guido

Da almeno una decina d'anni, in estate, si rinnovano i miei incontri con lo scrittore Guido Morselli. Lo saluto e prego per lui ogni volta che scendo in bici, a 60 all'ora circa, dal Sasso di Gavirate e passo davanti alla piccola chiesa di Santa Trinità (foto). E così al ritorno, quando ripasso da lì, molto più adagio, in salita (15 all'ora), nel caldo di luglio e agosto. Lo saluto, ripenso al suo talento, alla sua gloria postuma (a che serve?), al suo gesto estremo di libertà, di riappropriazione della 'vita' attraverso la morte. Un gesto che non oso giudicare né condannare. L'infelicità è degna di rispetto.

IL RACCONTO DEL MERCOLEDI'

NON CE LA FACCIO

“Diceva?” e si asciugò la fronte con un fazzoletto. Il caldo aveva seccato l’ugola anche alle cicale di Gavirate.

“Dicevo che per me dipende dal lago?”

“Lago?”

“Sì, il lago l’ha fatto salire in auto, l’ha mandato a Varese. In quella villa buia.”

“Senta, abbia pazienza, facciamo un passo indietro.”

“Mi dica, sono qui apposta…per quel biglietto….la mia idea ce l’ho.”

“Dunque, erano le otto più o meno, le venti per la precisione, e lei è venuta a chiamarlo per la cena. Ha sentito che il signor Guido parlava fra sé, s’è bloccata sulla soglia, c’era il fascio di luce, il sole al tramonto, l’ha quasi acceccata, non vedeva bene…”

“Sì, ma abbastanza da intuire che era inquieto e che teneva in mano qualcosa. ‘Non ce la faccio, non ce la faccio’ ripeteva affacciato alla finestra.”

“Qualcosa…non ha escluso potesse essere la pistola, la ragazza dall’occhio nero…”

“Non lo escludo….anzi, forse quel mio decidermi ad entrare è stata la scelta di chi ha un’intuizione…forse ho pensato che avesse una pistola e ho temuto….fatto sta che sono entrata….ma non l’ho chiamato e sono certa che lui non mi ha sentita…senza girarsi ha aperto con rabbia un cassetto e ha nascosto ciò che teneva in mano…”

“Ma il biglietto l’aveva già scritto.”

“Sì, stava sul tavolo, l’ho visto….lì dove è stato poi recuperato, il giorno dopo.”

“Non ce la faccio….sicché lei non ha dubbi.”

“Che sia stato il nostro lago?”

“Già.”

“Ma l’ha visto?”

“Non le ho già detto che abito a Barasso?”

“Appunto…ma venga un attimo, s’affacci, per favore.”

L’uomo lo fece di malavoglia. Troppo caldo. Chiazze di sudore sotto le ascelle, sulla schiena, sul ventre. Si vergognava di farsi vedere a macchie. Aiutandosi con le braccia, si mise in piedi e la seguì alla finestra.

“Lo vede ora? Che ore sono…vediamo….le diciannove….bé, quella sera era tutto un altro paradiso, un’ora più tardi, il più bel tramonto di luglio, temporale al mattino e il vento. Sa com’è in estate, senza il temporale sale l’afa dall’acqua, cielo bianchiccio, ma dopo la pioggia, sfogata la tempesta chi è di qua sa bene che arriverà il vento e un tramonto d’argento sull’acqua….il lago si increspa, la luce galoppa sopra le piccole onde….non come stasera, mi pare un tramonto normale, senza la luce adatta, troppo caldo…era solo per farle vedere il panorama, la posizione…lui stava così come sono ora io, si specchiava in quell’argento…mi dica lei se uno può anche solo pensare ad una fine del genere, se incontra un tramonto così…venga, guardi.”

L’uomo si sporse, sentì una brezza minima, sentì fresco dove era bagnato.

“Non ce la faccio….solo questo ha scritto, lui che con le parole…quattro parole ma, se vuole, il seguito glielo scrivo io.”

“Scriva pure.”

“Non ce la faccio, se Dio continua ad ingannarmi così, regalandomi bellezza dopo avermi tradito. Che senso può avere questo lago che brilla? Perché non la solita acqua, inquinata e stagnante, già corrotta dal progresso? Acqua marcia? No, proprio stasera doveva arrivare la luce dove vorrei solo la notte, per poter fingere di non incontrare il nero di quest’occhio di pece, ragazza maledetta. Lago maledetto, che canta con la sua voce migliore….per dirmi cosa? Ormai è fatta…troppo tardi….no, qui non ce la faccio…devo andare….a Varese….troverò il coraggio….qui i riflessi parleranno alle stelle e alla luna convincendole che un fallito come me può trovare ancora pace. Anche di notte. Qui non ce la faccio….”

Lo scrittore Guido Morselli morì suicida il 31 luglio 1973, grazie ad un colpo di pistola. Era nella sua bella villa di via Limido, in Varese. Aveva 61 anni.

martedì 12 luglio 2011

Villa Torelli Mylius

Ammetto una mia mancanza (una delle mie tante): non ero mai stato nel parco pubblico di Villa Torelli Mylius 'Achille Cattaneo'. Oggi ho ricevuto l'invito per assistere alla consegna della Martinella del Broletto (massima onorificenza varesina) ad Achille e Roberto Babini Cattaneo e allora mi sono deciso. Breve storia: nel 1700 sul colle sorgeva il Collegio dei Padri Gesuiti, poi venne acquistato dalla famiglia Torelli (1774-1902), che fece al piano inferiore una filanda e locali per la 'produzione' dei bachi da seta. Il cavalier Giorgio Mylius (industriale tessile) acquistò la villa nel 1903 e realizzò il parco come lo si può ammirare adesso, con tanto di palme liberty della Manciuria. Nel 1941 la villa e il parco passarono all'industriale Achille Cattaneo. Il 21 dicembre del 2007 Achille e Roberto Babini Cattaneo (nipoti di Achille) hanno donato la preziosa dimora e il magnifico parco al Comune di Varese.

A ciascun giorno

Quando siamo al 100%, il futuro ci appare rassicurante, ci ingolosisce e la prospettiva di un domani che superi in fascino il presente ci fa correre in avanti. Ma appena qualcosa si incrina il futuro ci appare un'impresa impossibile. E sale l'ansia al pensiero che non saremo in grado di affrontarlo. In quei momenti accontentiamoci di un passo alla volta. Un passo dopo l'altro, pur di tirar sera e raggiungere l'approdo del sonno. Così l'ansia si ammorbidisce.
Un passo alla volta. Una cosa alla volta.
"A ciascun giorno basta la sua pena" dice il Signore.

Auguri, Ric

Tanti auguri di buon compleanno, caro Ric (eccolo a destra, al termine della Brinziobianca2009. Con lui la bionda 'assessore' del comune di Brinzio e un noto giornalista varesino). Un altro anno è passato. Tu corri, impegnato fra scuola, giornale e sport (un po' pochino). E fai bene: così non senti il ticchettìo del tempo.

lunedì 11 luglio 2011

Mario miao

Ho letto con piacere ieri, sul quotidiano La Provincia di Varese, un racconto del mio amico Mario Chiodetti, artista poliedrico, grande amante dei gatti. Infatti il racconto proprio di un gatto parla. Bravo, Mario, avanti con la narrativa! Ho l'impressione che anche tu, come me, preferisca il racconto breve.