giovedì 10 marzo 2011

Per giovani scrittori

Giovani, datevi da fare, ecco il Bando del Chiara giovani 2011, dove compare fra i giurati, fra gli altri, il mio carissimo amico Riccardo Prando detto Ric, giornalista e narratore.

PREMIO CHIARA GIOVANI 2011
bando di concorso
L’Associazione Amici di Piero Chiara grazie alla Provincia di Varese, al contributo di Prealpi
Servizi e con il sostegno della Regione Lombardia Culture, Identità e Autonomie della Lombardia,
della Repubblica e Cantone Ticino, del Comune di Varese, del Comune di Luino, della Camera di
Commercio di Varese, della Banca Popolare di Milano e con la collaborazione dell’Ufficio
Scolastico Territoriale di Varese, promuove un concorso di narrativa allo scopo di incentivare le
attitudini linguistiche e letterarie dei giovani.
Il Premio Chiara Giovani 2011 è rivolto a giovani nati tra il 1 gennaio 1986 e il 31 dicembre 1996.
Tema del Racconto
I concorrenti sono invitati a produrre un breve racconto originale ed inedito sulla traccia:
“Amore mio”
Ogni elaborato dovrà essere massimo di 6000 battute dattiloscritte, dovrà pervenire in 6 copie, entro
giovedì 12 maggio 2011 al seguente indirizzo:
Premio Chiara Giovani, AMICI DI PIERO CHIARA, Viale Belforte 45, 21100 Varese.
Alle 6 copie dattiloscritte dovranno essere allegati:
• Un CD con il testo in word.
• Riassunto del racconto in cinque righe dattiloscritto in 6 copie.
• Una fotografia dell’autore.
• La fotocopia della carta d’identità.
• La scheda di partecipazione, qui allegata, debitamente compilata.
Giuria
La giuria letteraria, così costituita:
Raimondo Malgaroli (Presidente), Andrea Giacometti, Marilena Goracci, Pierpaolo Pedrini, Riccardo
Prando, selezionerà i racconti finalisti che verranno pubblicati in un volume.
Premi
Il volume con i racconti finalisti verrà inviato alla Giuria popolare del Premio Chiara che voterà un
racconto. Dalle preferenze espresse si formerà una graduatoria per i seguenti premi:
1° 500 euro offerti da Prealpi Servizi
2° Consolle Nintendo Wii offerta da Iper La grande i, Varese
3° Gioiello DoDo offerto da Gioielleria Dino Ceccuzzi, Varese
4° Macchina fotografica digitale offerta da Trony-Bernasconi, Varese
5° Parure Faber-Castell offerta da Villa, Varese
6° Occhiali da sole offerti da Aris occhiali, Varese
Premiazione
La premiazione dei vincitori avverrà domenica 16 ottobre 2011 ore 16.00, Chiostro di Voltorre, Piazza
Chiostro 23, Gavirate (Va).
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Scheda di partecipazione
Cognome ……………………………….. Nome ………………………………………………………..
Data di nascita …………………………………………………………………………………………....
Via …………………………………………………………………………………………………….….
Cap ………………….. Città ………………………………………………………………………….…
Telefono ……………………………………………E-Mail…………………………………………….
Studente presso ………………………………………………………………………………………….
Lavoratore presso ………………………………………………………………………………………..
Dichiaro che il racconto è originale, inedito e ne autorizzo la pubblicazione nell’ambito del Premio Chiara Giovani 2011.
Per i minorenni è obbligatoria la firma di un genitore o di chi ne fa le veci.
Firma ………………………………………………………..
Organizzazione: Bambi Bianchi Lazzati Tel. 0332335525 E-mail :amicichiara@premiochiara.it

17 marzo meno 7

Ho già appeso il tricolore, che sventola oggi dal mio balcone. Eccolo in foto. Non credo di essere particolarmente patriota. Ma il pensiero che gente della mia stessa terra ha dato la vita per un ideale di unità, per la difesa dei confini, per un concetto di Patria che va perdendo i suoi connotati, ecco, il pensare ai tanti morti italiani mi invoglia a non sottostimare quel sacrificio, e le fondamenta ideali che lo hanno reso possibile. E poi, se l'Inno di Mameli non mi entusiasma sia per le parole che per la musica, la nostra bandiera è bella, cromaticamente appagante.

mercoledì 9 marzo 2011

17 marzo meno 8

INNO DI MAMELI

Fratelli d’Italia

l’Italia s’è desta,

dell’elmo di Scipio

s’è cinta la testa.

Dov’è la Vittoria?

Le porga la chioma

‘chè schiava di Roma

Iddio la creò.

Stringiamoci a coorte

siam pronti alla morte

L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli

calpesti, derisi,

perché non siam popolo,

perché siam divisi.

Raccolgaci un’unica

bandiera, una speme:

di fonderci insieme

già l’ora suonò.

Stringiamo a coorte…

Uniamoci, amiamoci,

l’Unione e l’amore

rivelano ai popoli

le vie del Signore;

giuriamo far libero

il suolo natìo:

uniti per Dio

chi vincer ci può?

Stringiamoci a coorte….

Dall’Alpi a Sicilia

dovunque è Legnano,

ogn’uom di Ferruccio

ha il core, ha la mano,

i bimbi d’Italia

si chiaman Balilla,

il suon d’ogni squilla

i Vespri suonò.

Stringiamoci a coorte…

Son giunchi che piegano

le spade vendute:

già l’Aquila d’Austria

le penne ha perdute.

Il sangue d’Italia,

il sangue Polacco,

bevè, col cosacco,

ma il cor le bruciò

Stringiamoci a coorte…

L'inno di Mameli ha ben poco di poetico, a parte la rima. Ma è il nostro inno.

Equilibrio

Mi sento in equilibrio precario. Si dice: come sulla lama di un rasoio. Preferisco un'altra immagine: come sulle creste dei monti. Godo di ottima salute, ma non sono così ingenuo da non sapere che basta un attimo e la salute diventa pessima. E in equilibrio precario è lo stato di chi mi sta vicino, giovane o anziano che sia. Un soffio e si cade. Però non mi lagno e certamente non sto qui, immobile sopra la cima, per paura di affrontare il sentiero. Corro. Sarà quel che sarà.

martedì 8 marzo 2011

Francesco

Due anni fa moriva il mio amico Francesco Ogliari. Uomo di grande cultura, espertissimo di trasporti (treni ma anche mezzi di navigazione), apriva la sua bella villa di Ranco a tanti amici, ed io ero fra questi. Fondatore del 'Museo dei trasporti', il suo curriculum richiederebbe molte pagine. Era un galantuomo. E questo basta.

Donna

Donna: se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Purtroppo c'è già. (Woody Allen)
In principio la donna mi ispirava soprattutto due sentimenti: ammirazione e paura. La paura se n'è andata da tempo, l'ammirazione si è confermata nel tempo. Auguri.

domenica 6 marzo 2011

Oratorio rinnovato

E' stato inaugurato questo pomeriggio il nuovo oratorio della parrocchia Massimiliano Kolbe: più che nuovo, rinnovato radicalmente soprattutto nelle sue strutture sportive, grazie anche al contributo del mio amico Daniele Zanzi. Campi da basket, da volley e un bellissimo campo da calcio in erba sintetica. Sono cresciuto in oratorio e non rinnego certo il mio passato. Vedendo questo ragazzino mi sono immedesimato totalmente. Certo, negli anni Sessanta, all'oratorio 'Molina' di Biumo Inferiore, anziché l'erba c'era la terra. Inoltre non ho mai avuto il piacere di utilizzare i parastinchi. Quando il piede altrui finiva sulla mia tibia, si sentiva un gran botto, un gran dolore, e spuntava la collinetta della 'botta'. Ero pieno di lividi allora, ma non mi sono mai lamentato. Più che altro, a giocare a pallone, mi divertivo un mondo.