martedì 1 febbraio 2011

Il libro dimenticato

Non è bello, per chi scrive libri, regalare una sua 'opera' ed accorgersi che chi ha ricevuto il dono se l'è dimenticato sul tavolino. Ebbene, nella mia lunga carriera di scrittore di 'insuccesso', mi è capitata anche questa disavventura. Eppure ho la quasi certezza che diventerò un autore di successo. Da dove origina questa mia velleitaria sicurezza? Dal fatto che, nonostante il sopradescritto 'affronto', non ho smesso di scrivere.

in foto: il libraio Canesi di piazza Giovine Italia, un uomo che non avrebbe mai dimenticato un libro ricevuto in dono

lunedì 31 gennaio 2011

Mundèll

Da quasi vent'anni partecipo regolarmente al Concorso di poesia dialettale 'Poeta Bosino', con alterne fortune (ultimamente, più che altro sfortune). E' un appuntamento che non mi voglio perdere. Di solito punto su due liriche, quest'anno ne ho messa in pista una sola. Ho parlato delle mie amate castagne.

Mundèll

Vìscura l’è la fiama e la cüsìna

la sa, dasìn-dasìn, dul bonn udùur

dra stagiùn ca l’è fung e nebiulìna,

prìmm frècc e ‘na gran prèssa a vegni scüür.

Bòfa la fiama e crèss dent la padèla

la voja da saltà di me castègn,

catà sü mia luntan du la Capèla

ca regorda ‘l Signùur sura ‘l so legn.

Bòfa la fiama e ridan i castègn,

ul taj sa slarga e par un gran suris.

Vüna la sciòpa e n’altra mo la vegn,

pizìga ‘l föögh. Che bell, l’è ‘n paradìs!

Autùn, i tò säùr in chi in la cà,

dent ‘na padèla, ul fa di me castègn.

Un vinell dulz giamò l’è preparà,

vùsan i fiö: “Hinn prunt i to castègn?”

“Ga sèmm, ga sèmm, mo sagi, sti un pù quiètt.”

Dabùn in cott, scutènt e muresèll.

Segn du la crùuz, pö ‘l tàca ul me Carlètt:

la büscia la so vöja da mundèll.

Vuraria ditt

Solo oggi ho saputo, dall'amico Ettore Pagani, l'esito del Poeta Bosino 2010. Purtroppo l'influenza mi ha impedito di essere presente, la sera della Giobia. Ho quindi appreso, con gioia, che la mia amica Lidia Munaretti è arrivata terza, con la lirica dialettale Vuraria dìtt, dialogo col padre, osservato durante una pausa di sonnolenza post prandiale. Brava, Lidia, avanti così! Ormai non resta che il Primo posto.

Si sono dati da fare

Si sono conclusi i Campionati italiani di corsa campestre. Non ho avuto modo di verificare, ma mi hanno riferito che i due quotidiani cittadini non hanno dato molto spazio all'evento. Ho letto Varesenews, che ne ha parlato a lungo. Vorrei però citare quattro persone (in foto) che hanno dato il loro contributo alla buona riuscita della manifestazione. Da destra: Antonio Antonellis, ds della Vidoletti, che ha ospitato gli incontri con Stefano Baldini; Baldini, olimpionico ad Atene nella maratona, che si è reso disponibile a pubblicizzare la bellezza dell'atletica leggera; Giuseppe Gazzotti, coordinatore dei prof. di ginnastica, e il suo braccio destro Claudio Schena, che si sono dati da fare perché l'evento non passasse inosservato.

domenica 30 gennaio 2011

In poltrona

Purtroppo, causa influenza, ho dovuto rinunciare a scendere all'Ippodromo, per assistere ai Campionati italiani di corsa campestre. Per fortuna RaiSport1 ha offerto la diretta, e ho potuto gustare fra l'altro la bella sfida, nei senior, fra Daniele Meucci (cappellino) e Kaddour Slimani (campione italiano di campestre 2010). Sfida che si è conclusa a favore del toscano Meucci. Fra le stonature, il telecronista Rai Bragagna (che parla molto, quasi sempre le azzecca ma a volte no) ha dato un giudizio negativo della Cerimonia di Inaugurazione dei Mondiali di ciclismo 2008, svoltasi per l'appunto all'Ippodromo ("Non all'altezza della manifestazione"). Non sono d'accordo.

sabato 29 gennaio 2011

180.000 chilometri

Alcuni numeri di Stefano Baldini: 180.000 Km di corsa, in una carriera più che ventennale; 8000 km all'anno. Circa 350 paia di scarpe consumate, una quindicina all'anno. Partecipazione a 4 Olimpiadi, con vittoria ad Atena 2004. Molte altre vittorie prestigiose. Regalargli la felpa Vidoletti è stato un piacere.

Dovevo esserci

Benché febbricitante, non potevo mancare al'incontro con Stefano Baldini: libro autografato e soprattutto foto, una delle mie foto della serie: in posa col Campione. Stefano, classe 1971, è un gran bel personaggio.