domenica 24 gennaio 2010

Maddachef

L'ho già fatto una volta, ma mi permetto di fare ancora pubblicità al blog di mia figlia Maddalena (www.maddachef.it/blog/) perché noto in lei davvero questa grande passione per la cucina e per i dolci in particolare. Lo aggiorna continuamente, ora ha inserito anche una sezione musicale...insomma, la giovinezza dovrebbe essere per definizione l'età delle passioni ma non è così scontato che lo sia. Per questo fa piacere vedere un giovane (e ancor più una figlia) che pur fra alti e bassi, nella tipica instabilità adolescenziale (che in verità si prolunga anche dopo!) ci mette passione, prezioso carburante che ti permette di dare il meglio faticando quasi nulla.

Il paiolo pulito


Rilassante sabato sera dagli amici Luisa e Ric con Carla e Paolo. Lo so che a voi interessa poco di tale avvenimento, ma era solo per dire che chi vuole mettere in tavola una polenta che lasci il paiolo pulito, regalando una croccante crosta a forma di paiolo (vedi foto), ebbene, chieda la ricetta a Luisa e Ric. Che non ve la passeranno, perché ne sono gelosissimi!

venerdì 22 gennaio 2010

Utile

Ieri ho visto Beppe Grillo da Santoro. Come sempre, più che ciò che dice circa il bene dell'umanità, mi interessa ciò che vive. E in un passaggio ha detto: "Ho 62 anni, sono in una nuova giovinezza. E sono felice..." rimarcando l'ultima frase, come a dire che la felicità è un'ardua conquista, non il pane quotidiano. Sono felice per Grillo, mi pare che il nocciolo della sua felicità non sia tanto l'aver trovato vaste platee, ma il sentirsi più utile all'umanità. E ciò è fondamentale, soprattutto quando ci si approssima al tramonto della vita. Spesso i comici (si dice) sono persone tristi. Forse lui si era stufato SOLO di far ridere la gente, si è ritagliato una nuova identità, a suo avviso più utile al prossimo, ha molto seguito ("3500 persone e nella piazza accanto Casini con 300, tutte guardie del corpo, forze dell'ordine...") e lui è felice. Quasi euforico. Buon per lui.

giovedì 21 gennaio 2010

L'ordine


Dagli otto ai vent'anni circa sono stato un tipo piuttosto ordinato. Direi molto. Curato nel vestire, tenevo in ordine i cassetti, meritando elogi dai miei genitori. Preciso, tutto doveva essere bene in fila indiana. Ordinato e possessivo riguardo alle MIE cose. E poi l'aspetto esteriore, i capelli, le scarpe lucidate, il collo della camicia eccetera. Poi, e per fortuna, mi sono liberato da questo ordine eccessivo, guadagnando in libertà. Non sono d'accordo con chi dice che l'ordine esteriore è segno di ordine interiore. Non sempre e non comunque. Anzi, un po' di disordine esteriore regala più libertà, sfruttando la quale si possono anche realizzare buone cose.

Auguri, Chiara

Cara Chiara, viaggiando con un giorno di ritardo (ma ho scoperto solo oggi la data del tuo compleanno) ti regalo i miei auguri, così formulati: possa il tuo 'amante' Pogliaghi, ma soprattutto la vita, regalarti più felicità che inquietudine, più sorrisi che labbra inclinate al pessimismo. E per il resto, veditela tu con questo imprescrutabile avvenire.
in foto: Chiara Palumbo con il mitico Ginetto Piatti

Fuori dalla classe

Lo so che i genitori lo sanno, e magari alcuni si lamentano pure ("Ah, meglio la scuola di una volta, leggere, scrivere e far di conto...") ma al giorno d'oggi spesso gli alunni escono fuori dall'aula, per un contatto più diretto col profumo della vita. Così stamani al Brinzio, sul versante orientale della pista si sono svolte le finali provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi di sci nordico, mentre sul versante occidentale, alunni delle elementari, guidati dai qualificati istruttori del Centro fondo di Brinzio, imparavano i rudimenti dello sci nordico. Credetemi: ad esserci stamani c'è da ricredersi su quel discorso del leggerescrivereefardiconto, che non è certo da scartare, ma da abbinare con una riossigenante mattinata sulle nevi del Brinzio.
in foto: alunne dell'Istituto Comprensivo Varese 3 - Vidoletti

mercoledì 20 gennaio 2010

Il modello

Mi scuso con i lettori se mi lascio andare ad un dolce ricordo, dolce come è dolce la brioches manufatta da Maddalena (foto). Si tratta del prof. Secchia, il mitico prof. di educazione fisica della media Righi dei miei anni. Si divertiva ad accompagnare i cognomi con frasi del tipo: "Giannelli, che bei capelli!" e via dicendo. Io ero 'il modello' perché (praticando ginnastica artistica) ero abile soprattutto negli esercizi inizali. Io facevo da specchio per i compagni e lui diceva alla classe: "Guardate il modello quanto è bello!" In verità, più che inorgoglirmi, mi imbarazzavo. Ebbene, finito di fare il modello nel 1970, ho ripreso a farlo nel settembre del 1979 e da allora non ho più smesso, visto che a 53 anni mi metto ancora di fronte ad un gruppo di alunni e faccio vedere gli esercizi di avviamento motorio. Unica differenza (oltre al fatto che non sono né bello né giovane) ora uso anche l'accompagnamento musicale. Ci sono stati anni nei quali pensavo che potevo essere 'modello' non solo nell'ora di educazione fisica. Un esempio, insomma. Anni ormai lontani. Sono tornato al solo 'modello' scolastico: finché il fisico regge.