lunedì 28 dicembre 2009

No smoking

Sul luogo non ho dubbi: la bella casa degli amici Alberti a Livo, sopra Gravedona. Di fronte a me il Monte Legnone, di sotto il lago di Como. Ho dubbi sulla data, poteva essere la sera del 28 o del 29 o del 30 dicembre 1979. Sedevo davanti al caminetto, insieme ai cari amici di allora e di oggi. C'era anche Carla, quella che sarebbe diventata mia moglie. Ebbene, in tale circostanza ho fumato la mia ultima sigaretta. Da allora, più nemmeno un tiro. Festeggio dunque 30 anni di sigarette evitate, di soldi risparmiati, di salute guadagnata (almeno spero). E' stata una delle migliori scelte della mia vita. Avevo iniziato presto, dieci anni prima, facevo le medie, rubavo le sigarette a mio padre e me le fumavo in solitudine, quando andavo a pescare. Più volte avevo cercato di smettere, senza successo. A militare, nella noia della naja, ho raggiunto il record del fumo. Forse anche per questo, al ritorno da Malles, la decisione irrevocabile. Drastica.

domenica 27 dicembre 2009

Confronto impietoso

Foto di rito anche per questo Santo Stefano 2009. Papà Mario e i suoi quattro figli. Un tempo davano un telefilm dal titolo 'Io e i miei tre figli'. Ricordo bene? Da alcuni anni scattiamo questa foto il 26 dicembre, sempre, inesorabilmente seduti ai piedi di quell'altra foto, che ci ritrae nell'estate del 1978 in Val Gardena. Perché mai scegliamo di scattare la foto qui, dove il confronto col tempo che passa è inesorabile, non lo so. Questo è il rito e così si fa. Ad multos annos.

Gesù Paolino

Un abbraccio a questo aitante cinquantenne cantante. Nascere il giorno di Natale è piuttosto impegnativo ma, caro Paolo, mi pare che tu stia facendo onore a tale data. Pensa te, se fossi nato a Genova, per la gente del porto saresti stato di sicuro 'Gesù Bambino'.

Si riparte


...e le mie speranze erano ben riposte. Una telefonata di Pippo ieri sera, e la notizia della riapertura della pista di Brinzio. E così stamani eccomi sulla neve, lungo l'anello di circa tre chilometri (e da domani forse altri due, per un giro completo di 5 km). Evviva, la neve non è tanta ma gli uomini del Centro Fondo Brinzio (dal presidente Alberto Ponzi a Pippo Gazzotti a Fabio Piccinelli eccetera) la stanno amorevolmente curando, spostando qua e là dove manca, nella speranza che non venga né caldo né pioggia, ma il giusto freddo e altra provvidenziale neve dal cielo. Ma intanto si riparte. Eccomi con il senatore della Marcialonga Alberto Zuffi e con la mia istruttrice Silvia Bossi.

sabato 26 dicembre 2009

Non si replica

Purtroppo non si è ripetuto l'incanto dello scorso anno (foto), quando il 26 dicembre 2008 sono stato accolto da Brinzio con un candido, fantastico abbraccio. Stamani alle 9 ero già lì, ma ho trovato neve ghiacciata, poca e non fresata. La pioggia s'è bevuto il manto, non so se gli uomini del Centro Fondo di Brinzio sapranno riparare al danno. La sorella meno nobile, invidiosa, ha fatto scempio della parente. Così, mestamente, ho calzato gli skiroll e sono salito al Sacro Monte. Ma non ho perso la speranza. Attendo comunicazioni da Pippo e dal Pirata.

venerdì 25 dicembre 2009

Natale

Un altro Natale. Per me è il cinquantaquattresimo. Che dire? Vorrei avere più entusiasmo e più fede. Mi accontento di questo po' di brace, premessa di fuochi futuri, purché qualcuno ci soffi sopra. E se fosse Dio stesso, non mi dispiacerebbe.

in foto: presepe di casa, con statuine realizzate da noi, meglio, da loro, cioè da Carla Valentina Maddalena e Caterina. Da qualche anno lo avevamo trascurato, utilizzando piccoli presepi. Quest'anno le ragazze hanno voluto un ritorno al passato. Già hanno nostalgia della loro giovinezza. Andiamo bene!

mercoledì 23 dicembre 2009

Da dove tanta energia?

Piazza Canonichetta trasformata per qualche ora in una grande falegnameria. Un inebriante profumo di legno ha mutato questo pomeriggio i soliti odori del centro città. Tanti ragazzi, in abiti d'epoca, hanno animato il Presepe vivente, dieci anni di Presepi, cioè di lavoro, materiali, idee, animali sull'aia ai piedi del campanile del Bernascone, un lavoro di mesi, dispendioso anche in termini economici. Perché tutto ciò? Da dove genera tanta energia? Me lo chiedevo scattando foto e ammirando la scena. Loro, la gente di Comunione e Liberazione, gli autori del Presepe, lo fanno per se stessi, per i loro figli e nipoti, e lo mostrano ai varesini. Si mostrano con l'abito della fede, col vestito della festa.