domenica 29 novembre 2009

Un dottore di troppo

Ho rivisto nell'armadio il mio diploma universitario ISEF arrotolato in pergamena e m'è venuta voglia di esporlo in casa, sotto picoglass. Proprio ora, che non mi mancano tantissimi anni alla pensione. Insieme pensavo al fatto che tale diploma mi abilita al titolo di prof, che mi ha accompagnato sino al 1989 quando, avendo intrapreso anche la carriera di giornalista pubblicista, molti hanno cominciato a darmi del dottore. Del tutto immeritatamente. In principio dicevo: "Non sono laureato, non chiamatemi dottor Zanzi." Poi ho lasciato perdere. Da noi, nella terra dei cachi (come canta Elio - vedi foto), il dott non lo si nega a nessuno. Ma la mia considerazione è anche un'altra: puoi essere il miglior prof di educazione fisica d'Italia, ma sarai sempre e solo un prof di 'ginnastica'. Puoi essere il più normale dei giornalisti pubblicisti, ma basta che pubblichi da qualche parte e sei subito dottore. Non c'è giustizia. I giornalisti contano, i prof scontano, ma quali siano i loro peccati, non si sa.

sabato 28 novembre 2009

Colore

Guardo sempre con ammirazione e riconoscenza chi, acciaccato, provato dalla vita, riesce ad essere ottimista, positivo, speranzoso; chi riesce a colorare il grigio che lo dovrebbe caratterizzare. Ogni tanto li incontro. Non sono in molti ma ci sono. Sappiano costoro che fanno del bene a se stessi e anche a me; e, con me, a tanti altri che incontrano sulla loro strada.

venerdì 27 novembre 2009

In diretta

Sono un uomo fortunato. Lo ammetto. Ma la fortuna, un po', bisogna andarsela a cercare. Così ho sempre fatto in modo di non dover dire: "Mi piacerebbe..ma non ho tempo." Solo raramente provo questa angosciante sensazione, l'impressione che la vita ti porti via come farebbe l'acqua di un torrente, causa impegni non voluti ed altri poco saggiamente presi. Sensazione spiacevole, ancor più rimarcata dal sospetto che certe cose non le si potranno recuperare: non saremo più capaci, non saranno le stesse...e poi, ci arriveremo? Certi colori preferisco vedermeli in diretta e non osservarli di fretta alla finestra o alla tele, rimandando all'autunno successivo.

mercoledì 25 novembre 2009

Post-it

Per solito (non faccio per vantarmi) spetta a me trovare frasi ad effetto, immagini non banali, ma questa volta una persona a me molto cara e vicina mi ha fregato. Per descrivere i suoi troppi impegni, ha detto di avere la mente piena di post-it. In effetti avrebbe bisogno di una bella vacanza (Cit sta per Compagnia italiana turismo). Per parte mia, le ruberò l'immagine e la sfrutterò in qualche mio scritto.

Skirollmania

Continua la mia skirollmania. Davvero li consiglio a chi ama lo sport di fatica, a chi ama andare in salita, a chi vuole un movimento completo, che interessi tutti i muscoli e l'apparto cardiocircolatoriorespiratorio. Lo skiroll è meglio anche del nuoto, perché si usano maggiormente gli arti inferiori e soprattutto si pratica in ambiente naturale. Ecco in foto i miei ski, sono da pattinato, ruota piccola, che gira in entrambi i sensi. Per chi inizia e per chi ama anche la tecnica classica consiglio gli 'easy', con ruota più grande, che gira in una sola direzione. Sono partito il 3 settembre ed ho già fatto km 165, tutti in salita, e cioè i 5 km che da casa mia vanno al Sacro Monte, su strada asfaltata. E' chiaro che aspetti la neve, ma anche non dovesse nevicare, quest'anno sarò meno triste.

domenica 22 novembre 2009

On the road

Avete mai pensato che, un domani, il vostro nome e cognome potrebbero essere stampati sopra un cartello stradale? Io sì. Anche se devo ammettere che per dar pace alla mia 'megalomania', tale esito sarebbe insoddisfacente. Infatti, su mille persone che dicono: "Devo andare in via Carlo Zanzi", quante si chiederebbero: "Ma chi è 'sto Carlo Zanzi?"

Riti

Sono l'uomo dei riti. Ne ho quotidiani, settimanali, mensili, annuali eccetera. Il rito è un gesto che si ripete tale e quale. Un gesto che per noi ha un significato. Un atto che, spesso, ci ha reso felici. Ripeterlo significa riappropriarsi di quella felicità. O semplicemente dire a se stessi: 'Ci sono ancora!'