venerdì 1 maggio 2009

Tutti al Santuario di Ardena

Domenica 17 maggio invito gli amici pedalatori al Santuario di Ardena. E' in programma la cronoscalata non competitiva Brusimpiano-Santuario della Madonna di Ardena (in foto), oltre 3 km di dura ascesa. Si parte 'alla francese', uno arriva a Brusimpiano (fra le 8.30 e le 12.30), si iscrive (10 euro, pacco gara e contributo per il restauro del piccolo e prezioso Santuario) e parte. Fra gli organizzatori c'è anche il mio amico giornalista e scrittore Paolo Costa. Leggende metropolitane dicono che lui abbia percorso la ripida salita in circa 9 minuti. Se così fosse, ha davvero una 'bella gamba'.
Vediamo di batterlo, quindi tutti a Brusimpiano!

Primo maggio

10266 giorni dopo sono ancora qui, appoggiato allo stesso tavolo intorno al quale ci siamo seduti Carla ed io, il giorno prima del nostro matrimonio. Stesso tavolo, stessa sala, stessa posizione, stesso panorama dal balcone. 10266 giorni fa, cioè 28 anni fa, avevo anche un po' paura di quell'avventura matrimoniale. Che, data la nostra educazione, avrebbe dovuto essere definitiva. Ora questa casa si è riempita (di là dormono Carla, tre figlie e una gatta), la mia paura è passata. Se Dio esiste, deve c'entrare in qualche modo con questa fedeltà insperata, con questa gioia duratura, con questa vicenda esistenziale che ha determinato la mia vita. E se Dio non esiste? Bè, allora ho avuto una gran fortuna.

martedì 28 aprile 2009

Carlo

Nella foto di Silvia D'Ambrosio, siamo alla fine di novembre 2008, Salone Estense, Carlo Chiodi è presente al 'battesimo' di AgendaVarese2009. Forse sa già di essere malato. Oggi è morto, dentro una schifosissima, fredda e piovosa giornata d'aprile. Il Carlo che conosco è quello con la cuffia e il microfono, giornalista a Radio Missione Francescana. Sono stato più volte alla sua trasmissione 'Cappuccini e brioches': lui dava l'idea di apprezzare i miei libri, io senz'altro apprezzavo la sua cordialità. Ho saputo da fonte affidabile che è stato testimone credibile, e sino alla fine, anche nel dolore e nell'infinita amarezza di un addio (o arrivederci?), testimone, dicevo, del Dio che risorge e promette la vita eterna. Se così è stato (e non ho motivo di dubitarne) lo ringrazio; mi è di esempio, maestro nella più impegnativa delle lezioni.

lunedì 27 aprile 2009

Andrea, Jacopo e Dean

Torno ad Andrea, Jacopo e Dean. A Dean auguro il paradiso, ai suoi due amici-nemici una sopravvivenza su questa terra degna di un pentimento, di una risalita, di una rinascita. Fra le varie cose che ho letto sulla triste vicenda varesina, c'è chi scrive: nessuno si senta assolto, siamo tutti responsabili, genitori, educatori...è anche colpa nostra. E sia, ma torna in continuazione la frase di Dante: 'Libertà vò cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta....' E' o non è, la libertà, il nostro dono più grande? Parrebbe di sì, e la nostra società la sbandiera, la reclamizza, se la pone come obiettivo. Se Dio per primo ci ha creati liberi e ne sopporta le conseguenze, che lo si ammetta: la libertà ha questo prezzo. Io sono libero di ammazzare; io sono libero di ammazzarmi. E lo sono anche se ho ricevuto ottima educazione, modelli positivi, una buona famiglia, studi appropriati eccetera eccetera. Chi è genitore lo sa: stessa educazione, risultati differenti. Chi è professore lo sa: stessi insegnamenti, risultati differenti.
Diciamocela tutta: forse avremmo preferito che Dio ci regalasse meno libertà.
ps che senso ha la foto dell'esultanza per la salita in seria A1 della Cimberio? Rende a mio avviso l'idea della nostra società, che a volte impazzisce di gioia o di dolore.

Il paradiso della A1

Festa grande ieri sera al PalaWhirlpool. La Cimberio sconfigge la Prima Veròli per 81 a 70 e risale in A1, dopo un solo anno di purgatorio in A2. Davvero una bella serata, che mi ha fatto rivivere le emozioni dell'ultimo scudetto, addì 11 maggio 1999. Ho seguito il basket al Palazzetto negli anni Settanta, poi l'ho praticato con piacere (a livello oratoriano, si capisce) e poi, dal 1996-97, sono tornato al PalaIgnis e difficilmente mi perdo una partita.

La bestia che è in noi

Ecco un esempio di rabbia repressa, o l'urlo della bestia che è in noi, liberata dalla gabbia grazie allo sport, tifo che diventa occasione di esternazione del nostro peggio. Qui in foto ecco la rabbia di un tifoso della Prima Veròli, sconfitta ieri dalla nostra Cimberio basket. Provo davvero una grande tristezza nel vedere, quando vado al PalaWhirlpool, certe esagerazioni, sentire bestemmie e cori offensivi, e a volte mi chiedo cosa sono lì a fare. Poi il basket è talmente bello e spettacolare che resto. Ma a fatica.