venerdì 17 aprile 2009

Non vedo l'ora



Dal dialogo fra due mie alunne, ho colto l'espressione: 'Non vedo l'ora...' Non ho sentito il seguito, ma probabilmente era: 'Non vedo l'ora che venga oggi pomeriggio, così vado al Luna Park' o cose del genere. Subito ho pensato: 'Già, ma tu dici ancora -Non vedo l'ora?-'
Il fatto che non arrivasse subito la risposta, che fossi costretto ad alambiccarmi per cercare un 'Non vedo l'ora...' anche per me, mi ha messo un po' in affanno.
E' finito il tempo, per me, dei 'Non vedo l'ora?' Di quella sana trepidazione che ti fa sopportare il presente, perché pedana verso un futuro promettente?
Mah...me lo chiedo e sono un po' preoccupato.
E voi?

Farsi del male

In seconda elementare, mentre mio fratello Guido si alzava presto a studiare con mia mamma Ines, vedendo la luce accesa mi alzavo anch'io e così ho imparato a memoria LA CAVALLINA STORNA. Ora mi sono messo in testa di imparare a memoria tutto il V canto dell'Inferno dantesco....Così discesi del cerchio primaio giù nel secondo, che men luogo cinghia eccetera...Si vede che ogni tanto ho bisogno di farmi del male. In realtà è questo un modo per trattenere la foga del tempo. O forse voglio imitare il mio amico padre Mauro Serragli detto Baffo (al centro, con capelli e barba bianchi), missionario comboniano in Uganda, noto per la sua memoria prodigiosa.

mercoledì 15 aprile 2009

Come il sale

Quando uno eccelle in qualcosa (che so, una abilità sportiva, una dote qualunque), tale eccellenza è come se illuminasse tutto il resto, come il sale che dà sapore a tutta la pietanza. E più la qualità è di alto livello, più cresce d'intensità la luce. Credo sia giusto impegnarsi per trovare la nostra peculiarità; è importante farla crescere, coltivarla, innaffiarla, curarla. Ne avrà beneficio il tutto. E non lo scrivo solo per i giovani che sono, ovviamente, i primi destinatari di queste mie poche parole.

Daniele e gli alberi


Che Daniele Zanzi (un ex cairolino come me) fosse uomo generoso me n'ero accorto una decina di anni fa, quando accettò di sponsorizzare la scuola media 'Vidoletti', comprando delle belle magliette verdi, sponsor Fito-Consult. Daniele, quando crede ad una impresa, non scherza, e una dimostrazione è arrivata in questa Pasqua. E' stato lui ad allestire, con gentile omaggio, la parte floreale e arborea della chiesa parrocchiale Massimiliano Kolbe del viale Aguggiari. Ecco un esempio dell'allestimento esterno: ulivi, sepolcro, tanto buon gusto e professionalità.
E' poi in arrivo un libro, con foto di Carlo Meazza, omaggio di Daniele Zanzi a Varese e ai suoi tanti e prestigiosi alberi.

lunedì 13 aprile 2009

Paolo e Francesca (anzi, Fabrizia)

Auguri ai miei amici Fabrizia e Paolo, in festa per il loro anniversario di nozze. Perché mai ho scelto una foto dell'Alpe di Siusi? Perché ben sintetizza le due esperienze comunitarie fondamentali nella vita dei due amici, che proprio nella paradisiaca alpe sudtirolese trovano un habitat privilegiato: la comunità Shalom e Comunione e Liberazione. Possa il loro cammino di coppia (e qui passo ad un linguaggio da immaginetta) salire ancora, sino al Monte Pez, al rifugio Bolzano, al culmine più appuntito dello Sciliar!
foto Marco Riganti

Rondini

Dovessi riassumere quali sono stati i momenti più belli della mia domenica pasquale 2009, scriverei così:
1) la corsetta con mia figlia Maddalena in Villa Toeplitz, alle nove
2) la Messa delle 11.30 alla Kolbe
3) l'antipasto del grande pranzo pasquale
4) le rondini.
Mi soffermo sul punto 4). Verso le 19.30 ho visto le mie prime rondini della stagione. Per me è una festa. Sono risalito in casa, ho preso la videocamera e ho immortalato il volo di quel piccolo stormo, lontano, unito, saettante.
Per vedere le rondini bisogna alzare gli occhi al cielo. Io cerco di tenere un occhio in alto e uno in basso: perché non mi si dica che guardando il cielo mi dimentico della terra, di chi la abita e dei sassi che potrebbero farmi inciampare. Però un occhio cerco sempre di alzarlo. Per vedere le rondini. E anche un poco più in là.

Marco e il Papa

Ringrazio il mio amico Marco, lettore del blog, che mi ha fatto avere una sintesi del discorso di Papa Benedetto XVI, tenuto il giorno di Pasqua, prima delle benedizione Urbi et Orbi. Data la caratteristica delle mie note, faccio la sintesi della sintesi:
"...L'annuncio della resurrezione del Signore illumina le zone buie del mondo in cui viviamo. Mi riferisco particolarmente al materialismo e al nichilismo, a quella visione del mondo che non sa trascendere ciò che è sperimentalmente constatabile, e ripiega sconsolata in un sentimento del nulla, che sarebbe il definitivo approdo dell'esistenza umana. E' un fatto che se Cristo non fosse risorto, il vuoto sarebbe destinato ad avere il sopravvento...."

in foto: la Pasqua dello scorso anno, un risveglio con la neve