domenica 8 febbraio 2009

Eluana



Un tempo sarebbe stato diverso. Avrei affidato ad altri (ad esempio alla Chiesa cattolica) i miei dubbi. Mi sarei fidato delle convinzioni altrui, fatte mie per empatia comunitaria. E avrei a tal punto azzerato le mie perplessità, sino a diventare 'missionario' di un credo. Meglio allora o adesso? Più umile allora? Non lo so. So solo che non posso zittire ciò che provo (è la voce della cosiddetta coscienza?), non posso fingere, e quindi sulla sorte di Eluana non so che dire.
Per lei ho umana compassione e prego. Capisco benissimo il padre, che ripete: "Mia figlia è morta 17 anni fa." Lo capisco e vorrei abbracciarlo, perché il peggio che può capitare a un genitore è la morte di un figlio.
La vita è complessa. A volte è inestricabile, un nodo che non si riesce a sciogliere. Poiché i dubbi non legiferano, non scrivono decreti e non risolvono i problemi, capisco il dramma di chi deve prendere posizione.

giovedì 5 febbraio 2009

L'ultima neve

Questa, di lunedì 2 febbraio, sarà molto probabilmente l'ultima neve del generoso inverno 2008-2009. Tempo di crisi, di recessione ma non in fatto di fiocchi, mai così abbondanti negli ultimi decenni. Una neve stilisticamente perfetta.

lunedì 2 febbraio 2009

Record personale

Oggi a Brinzio nevica, o forse piove, altra neve si è aggiunta alla molta già presente e non so quando la batteranno e quando si potrà tornare sugli sci. Questo inverno è davvero inaffidabile, nevoso come ai vecchi tempi. Ma quando ho scattato questa foto era l'alba serena di sabato 31 gennaio. Da poco avevo stabilito il mio nuovo record stagionale di sci da fondo, 570 km. Il precedente era di 565, del periodo dicembre 2005-marzo 2006. Ora, in meno di due mesi, dal 6 dicembre, sono già a 570 chilometri e vorrei aggiungerne altri. Perché una stagione così davvero, ma proprio davvero non mi capiterà più. E se anche dovesse capitare, sarò ancora in grado di sciare come ora? Chi può dirlo? Allora meglio mettere fieno in cascina, aumentare il chilometraggio, che mi darà maggior gloria quando, ai miei nipoti, racconterò: "Nella stagione sciistica 2008-2009, davvero favolosa, vostro nonno ha percorso....."

San Biagio

Il 3 febbraio, domani, cioè San Biagio, segna una piccola memoria del Natale. Perché il panettone che spero tutti i varesini doc mangeranno domattina, a digiuno, deve essere quello tagliato il giorno di Natale. Altrimenti non vale. Altrimenti il suo benefico effetto sui danni alla gola è meno efficace. San Biagio vigila e se ne accorge, se mangiamo un normale panettone acquistato per l'occasione, superscontato alla Esselunga. Non parliamone poi se non mangiamo nulla, per dieta o per dimenticanza. San Biagio, allora, si offende.

domenica 1 febbraio 2009

Gli 80 anni del regiù

Ieri sono stato invitato al Palace, per un pranzo di compleanno, 80 anni di Augusto Caravati, geometra a capo di un'impresa che molto ha costruito, a Varese e altrove. Ho conosciuto Augusto, regiù (capofamiglia) della Famiglia Bosina, proprio nell'ambito di tale Famiglia. Entrambi amiamo Varese, le sue tradizioni, il dialetto eccetera. Del regiù ammiro la gran voglia di fare, la passione per il lavoro. Non conosce la parola pensione. Ci sono molti ottantenni e passa (e fra questi, mio padre Mario) che mi regalano speranza per il futuro. Quando, leggendo i miei 52 anni, oso dire che mi sento vecchio, penso a loro e mi vergogno come un bambino alle prime marachelle.

Un sorriso gentile

Una mia cara amica, di recente, ha fatto cenno al mio "sorriso gentile, che tanto ti caratterizza"...naturalmente mi ha fatto piacere...il complimento (tale lo giudico) fa il paio con un altro, di molti e molti anni fa, che soleva farmi la mia amata zia Maria. Mi chiamava 'bel muretìn simpatic'....anche così si tira avanti con più profitto la vita, dimenticandosi per un attimo dove siamo diretti.
foto Silvia D'Ambrosio

venerdì 30 gennaio 2009

Rabbia

E' raro che provi la rabbia, quella vorticosa. Ed una fortuna. Ma ogni tanto arriva, e per una ragione principale: ho programmato tutto al secondo e la cosa salta, non per un imprevisto accettabile, ma per ripetuta negligenza di qualcuno, di solito delle mie figlie. Allora mi arrabbio. Per fortuna riesco a limitare ad un paio le frasi (quelle di getto, delle quali poi ci si pente) e, se ho tempo, metto in atto il mio meccanismo di gestione dell'ira: il cammino. Ognuno ha il suo. Ognuno deve averlo. Prendo e vado, e nel cammino penso, prego, rifletto. Fra le ragioni che danno legna al fuoco della mia rabbia, c'è anche la rabbia di essersi arrabbiati. A poco a poco, nel cammino, il cane rabbioso si quieta, abbaia sempre meno, infine scodinzola. Ci vuole un'oretta. Così è andata stamani. Ho preso la via del Sacro Monte. E ho fotografato l'alba (vedi foto), certo più quieta della mia 'ridicola' arrabbiatura. Certo molto, molto più affascinante.