venerdì 31 ottobre 2008

Pietro l'inarrestabile

Pietro Macchione (a sinistra), prof in pensione, editore in piena attività, ben rappresenta il detto: 'Chi si ferma è perduto.' Eccolo con un nuovo libro, questa volta non solo edito ma anche scritto: 'Immagine Varese', cioè tutto ciò che i varesini hanno fatto nel corso dei secoli più recenti, per promuovere l'immagine della loro città. Volume di pregio, sponsorizzato dall'Unione Industriali, per la presentazione del quale s'è scomodato, ieri sera, persino Ferruccio De Bortoli (a destra), direttore de 'Il Sole 24 Ore'. Ed è singolare che un uomo del sud, arrivato da noi per amore di una varesina, sia diventato fra i massimi esperti della storia nostrana. Macchione è anche uno fra miei editori. E la cosa mi lusinga.

lunedì 27 ottobre 2008

Banjoman

Se volete ascoltare e vedere in azione il banjoman Marco Zanzi e tutti gli altri musicisti del gruppo 'The Peadmonts Brothers Band', l'appuntamento è per venerdì 31 ottobre, ore 21, auditorium del Nuovo Liceo Musicale in via Garibaldi, a Varese. Sarà la sera del lancio del CD 'Bordertown', musica country e non solo, e comunque buona musica. Professionalmente eseguita. Ingresso libero. CD in vendita.

Scienza e fede


Scienza e fede: possono coabitare in questa nostra avventura? Agli scenziati credenti mi permetto di dire: "Continuate a cercare le risposte della scienza, senza illudervi troppo che Dio ci metta una pezza dove non arriva l'uomo." Agli scienziati non credenti mi permetto di dire: "Continuate a fare ciò che fate, cioè a cercare senza posa risposte umane a problemi umani. Ma non illudetevi. Alla fine, dovrete ammettere che un Dio ci può anche stare."
In questo mondo c'è posto per tutto e per tutti, anche per un'antenna a pochi metri da un campanile. Anche per uno che si permette di dare suggerimenti agli scienziati. L'atomo e Dio: una bella coppia.

domenica 26 ottobre 2008

Vecchi e giovani

Ho una mia teoria. Quando si è giovani, e si ha davanti una vita da godere e da soffrire, si è spericolati (per solito), mentre quando si è anziani, quando si giunge al tramonto della vita (vedi foto) si è molto prudenti, e più si invecchia più si è prudenti, quando invece bisognerebbe lasciarsi andare ad atti 'scriteriati', visto che resta poco da vivere e ciò che andava fatto e visto e goduto e sofferto lo si è quasi completato. In sintesi: i giovani dorebbero essere quanto mai prudenti, i vecchi imprudenti. Il contrario di ciò che normalmente avviene. So che è una teoria un po' bislacca, e quando l'ho proposta ad alcuni anziani, mi hanno guardato male. Ma io la penso così.

sabato 25 ottobre 2008

Lavoro, lavoro, lavoro

Credo siano anzitutto due le modalità di sopravvivenza: la fede in una vita che non finirà mai e il lavoro. Tanto lavoro, inteso non in senso alienante ma liberante, cioè una vita impegnata, senza tempo riservato all'ozio. Perché appena ci si trova con le mani in mano, colti in un attimo di non lavoro, s'apre dinanzi a noi il baratro di un destino che ci coglie impreparti, inutili, passivi, intenti a riflettere con malinconia sulla caducità delle cose. E invece no, non dobbiamo lasciare il minimo agio a simili pensieri. Quindi consiglio di lavorare, sempre, oltre ogni pensione. Si vada pure in pensione ma si progettino altri lavori. 'Chi si ferma è perduto' ammonisce il detto popolare. Che sottoscrivo.
ps In foto ho scelto il ministro Bobo Maroni solo perché è stato Ministro del Lavoro

Sentimenti sfocati

Parlando con un mio caro amico, di qualche anno più vecchio di me, ho raccolto questa confidenza: "Mio caro Carletto (non so perché più d'uno mi chiama Carletto, forse perché sono magro ndr), alla nostra età non ci si innamora più. Io sono innamorato solo dei miei figli, non credo di potermi innamorare di una donna, con l'intensità della giovinezza."
Credo che non gli si possa dar torto. Anche perché è più vecchio di me. Io rivendico la potenza del sentimento, anche sopra i 50 anni. Anche quando (se la vita è paragonabile ad un anno) si giunge all'autunno, le foglie danno l'illusione di colorarsi, anzi, si colorano e mostrano il loro abito migliore ma in realtà, dove si congiungono al ramo, la presa comincia ad allentarsi. Perché non è più primavera e neppure estate. Ohimè.

Vidoletti contro Dante

Non vi tedierò parlando ancora delle mie soddisfazioni per i buoni risultati degli alunni della Vidoletti, ma non posso tacere che stamani, sabato 25 ottobre, siamo arrivati secondi al Memorial Andolfatto staffetta 12x1000, ma quel che più conta abbiamo battuto gli odiati 'rivali' della media 'Dante Alighieri' di Varese, finiti terzi. Per dovere di cronaca, scriverò che ha vinto, con merito, la Scuola Europea, che ci ha superati di pochi secondi, 45'16" loro, 45'30" noi.
in foto: Vidoletti squadra A e B con la coppa del secondo posto