A sorpresa, sempre ieri sera, al Teatrino di via Sacco è arrivato Davide Van de Sfross e ci ha regalato quattro canzoni. Mi aspettavo Guglielmo Tell, ma lo stesso mi sono divertito. E' un altro (al pari di Bossi) che ha creduto alla sua proposta e gli è andata bene. Ora vende e si diverte, riempie gli stadi, canta ciò che gli piace, sta contribuendo a nobilitare il dialetto nella canzone (sino ad ora c'era riuscito solo il dialetto napoletano), è un poeta alla buona, ma almeno si capisce e non va in giro con la puzza sotto il naso. Nel mio piccolo anch'io ho scritto una canzone in dialetto (Valzer par Varès) che proprio oggi sarà cantata alla festa della Scuola Bosina. L'amica Lidia Munaretti l'ha insegnata ai bambini dell'asilo, delle elementari e delle medie. Il Gruppo Folkloristico Bosino la sta imparando, e forse la proporrà nello spettacolo durante i Mondiali di ciclismo di settembre. Anch'io mi sto divertendo.
sabato 24 maggio 2008
Il senatur
Come già scritto, qui non dirò per che partito voto. Sia quel che sia, ieri sera ero al Teatrino di via Sacco ad ascoltare Umberto Bossi. Un uomo che si è definito fortunato (nonostante la botta tremenda della malattia, che l'ha segnato in modo evidente), che continua a combattere, che ha grinta, che non vuole mollare e stringe i denti. Chi ha un ideale e lotta, chi dà un senso alla propria vita e fa qualcosa per la collettività ha la mia stima. Certo, dipende anche cosa uno dice e propone, dipende dai contenuti, però un uomo appassionato fa sempre invidia. Bossi si è definito cattolico, amante della famiglia. "Per camminare insieme bisogna avere alle spalle una storia comune" ha detto fra l'altro il senatur.
mercoledì 21 maggio 2008
Grigio
Dopo un paio d'anni di lontananza, i monsoni prealpini sono tornati, alla faccia della siccità. I 'vecchi' bosini come me sanno bene che aprile e maggio, da noi, sono un disastro: cielo grigio e pioggia. Io sono meteopatico e questo clima non mi sta bene. Condiziona il mio umore e il mio lavoro di prof. di ginnastica. Inoltre non mi permette di gustare queste sere; sono le giornate di maggior luce dell'anno, in un crescendo sino al 21 giugno. Quando inizieranno le vacanze, le giornate si staranno già accorciando. Mi pare di sprecare tutta questa luce, di non gustare adeguatamente le serate lunghe, che si portano via una bella fetta di notte. Il grigio non è un colore che mi piace, eppure anche i miei capelli mi ricordano che non sempre si può avere ciò che si desidera... ohimè.
lunedì 19 maggio 2008
Amici
Nella domenica (18 maggio) che vede il cielo sopra Varese colorarsi di nerazzurro (3° scudetto consecutivo dell'Inter), noi ex liceali, maturi a partire dal 1975, ci siamo ritrovati sul sacro colle del Cairoli. Foto di rito e poi pizza alla Rasa. E' il nostro 4° ritrovo: dopo 10 anni, dopo 20, dopo 32 e ora dopo 33 anni dalla maturità. Se non fosse per qualche più o meno evidente segno degli anni che passano, non si direbbe che sono corse in avanti già 33 primavere. Non farne un dramma è segno di saggezza. Ritrovarsi per ridere insieme del passato può aiutare il futuro. Eravamo in sedici più una, la cara Matilde.
mercoledì 14 maggio 2008
Don Marco, bomber di Dio
Un anno fa moriva don Marco Galfrascoli, un mio amico, grande sportivo e ottimo prete. Era di Fagnano Olona, e il suo paese, sabato 17 maggio, nel pomeriggio, gli intitolerà il campo di calcio. Poi don Luigi Del Torchio presenterà un libro, che riassume la storia del 'bomber di Dio', tocco sopraffino, centravanti senza pari. Alle 17 la Santa Messa con il vescovo di Mantova, Mons. Roberto Busti, compagno di Messa di don Marco. In foto, ecco don Marco alla Messa natalizia nello spogliatoio del Varese Calcio: era il dicembre del 2006. Era malato ma felice. Era già con mezzo piede in Paradiso.
lunedì 12 maggio 2008
Applausi
Alda Merini (a sinistra nella foto, insieme a Bambi Lazzati), poetessa di fama, donna che ha conosciuto la sofferenza profonda, è venuta a Varese. E naturalmente è successo ciò che per solito, secondo me, capita quando arriva un poeta: la gente applaude, ma quanto ha capito? Nello specifico di domenica sera, oltretutto, nemmeno le parole si capivano bene, quindi alla complessità della poesia stessa, si è aggiunta l'imperfezione dell'audio. Ma la gente applaudiva, e a mano larga. Convita. Mah...mi viene in mente la storia del bambino che urla 'Il re è nudo!' Dovremmo avere il coraggio di urlare un po' di più anche noi. Di aumentare il nostro quoziente di sincerità.
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