lunedì 19 maggio 2008

Amici


Nella domenica (18 maggio) che vede il cielo sopra Varese colorarsi di nerazzurro (3° scudetto consecutivo dell'Inter), noi ex liceali, maturi a partire dal 1975, ci siamo ritrovati sul sacro colle del Cairoli. Foto di rito e poi pizza alla Rasa. E' il nostro 4° ritrovo: dopo 10 anni, dopo 20, dopo 32 e ora dopo 33 anni dalla maturità. Se non fosse per qualche più o meno evidente segno degli anni che passano, non si direbbe che sono corse in avanti già 33 primavere. Non farne un dramma è segno di saggezza. Ritrovarsi per ridere insieme del passato può aiutare il futuro. Eravamo in sedici più una, la cara Matilde.

mercoledì 14 maggio 2008

Colori nel prato


Basta la foto. Altro non aggiungo.

Don Marco, bomber di Dio


Un anno fa moriva don Marco Galfrascoli, un mio amico, grande sportivo e ottimo prete. Era di Fagnano Olona, e il suo paese, sabato 17 maggio, nel pomeriggio, gli intitolerà il campo di calcio. Poi don Luigi Del Torchio presenterà un libro, che riassume la storia del 'bomber di Dio', tocco sopraffino, centravanti senza pari. Alle 17 la Santa Messa con il vescovo di Mantova, Mons. Roberto Busti, compagno di Messa di don Marco. In foto, ecco don Marco alla Messa natalizia nello spogliatoio del Varese Calcio: era il dicembre del 2006. Era malato ma felice. Era già con mezzo piede in Paradiso.

lunedì 12 maggio 2008

Applausi


Alda Merini (a sinistra nella foto, insieme a Bambi Lazzati), poetessa di fama, donna che ha conosciuto la sofferenza profonda, è venuta a Varese. E naturalmente è successo ciò che per solito, secondo me, capita quando arriva un poeta: la gente applaude, ma quanto ha capito? Nello specifico di domenica sera, oltretutto, nemmeno le parole si capivano bene, quindi alla complessità della poesia stessa, si è aggiunta l'imperfezione dell'audio. Ma la gente applaudiva, e a mano larga. Convita. Mah...mi viene in mente la storia del bambino che urla 'Il re è nudo!' Dovremmo avere il coraggio di urlare un po' di più anche noi. Di aumentare il nostro quoziente di sincerità.

domenica 11 maggio 2008

L'arte della scrittura


Questa è Dacia Maraini, scrittrice di calibro internazionale, che ha ricevuto venerdì 9 maggio a Varese il Premio Liala. Fra le tante cose che ha detto, ha parlato di come scrive lei i romanzi, e cioè che parte da un'idea ma poi si lascia condurre dai personaggi, sono loro che comandano, e sono loro a decidere quando e come bisogna concludere un'opera narrativa. Ognuno la pensa a modo suo. Ho sentito parecchi scrittori. C'è chi parte dalla fine, sistema il finale e poi va a ritroso. Altri partono così e vivono alla giornata...io, ad esempio, ho l'idea ma poi cambio il finale e cambio anche l'inizio, a volte. Sono anarchico, spesso parto con l'idea di un romanzo e poi mi fermo ad un racconto lungo. Non ci sono regole e anche il successo, secondo me, è legato a fattori imponderabili. Se ti casca addosso, meglio per te. Goditelo.

venerdì 9 maggio 2008

Questione di cuore


Una frase da immaginetta della mia adolescenza diceva: "E' il cuore che sente Dio, non la ragione", citando non so quale autore. Si tratta di capirsi. Se per cuore si intende il superamento della ragione e allora va bene. Come se la ragione, ad un certo punto, dopo avere a lungo indagato, dicesse: "Va bene, ora cedo. Non ci arrivo. Vada avanti qualcun altro." E questo qualcun altro è il cuore, cioè un insieme di intelletto (Dio non è di per sè irrazionale), passione, speranza, emozione....e in questo abbraccio si intuisce Dio e lo si prega. Cuore nel senso di unità e non di sentimentalismo o di innamoramento giovanile che, come è noto, lascia il passo ad altro, meno sbarazzino ma non meno vitale.

giovedì 8 maggio 2008

Non mi interessa


Non mi interessa conoscere Dio (con lo sforzo della mente) ma sentirne la presenza. Ho a lungo usato la ragione e mi sono disperso nel dedalo delle religioni, nei primati di Papi e di Pope, nelle 'pretese' di primogenitura di chiese e movimenti. Oggi mi serve non smarrire la Sua presenza, affinché possa pregarLo e da Lui riceve due cose: una speranza di vita eterna e una maggior capacità di amare. So che non è poco, ma questo chiedo. Non mi interessa la certezza della Sua esistenza (pretesa vana), ma la certezza che non mi stanchi mai di affidarmi a Lui. E non all'uomo soltanto.