Questa è Dacia Maraini, scrittrice di calibro internazionale, che ha ricevuto venerdì 9 maggio a Varese il Premio Liala. Fra le tante cose che ha detto, ha parlato di come scrive lei i romanzi, e cioè che parte da un'idea ma poi si lascia condurre dai personaggi, sono loro che comandano, e sono loro a decidere quando e come bisogna concludere un'opera narrativa. Ognuno la pensa a modo suo. Ho sentito parecchi scrittori. C'è chi parte dalla fine, sistema il finale e poi va a ritroso. Altri partono così e vivono alla giornata...io, ad esempio, ho l'idea ma poi cambio il finale e cambio anche l'inizio, a volte. Sono anarchico, spesso parto con l'idea di un romanzo e poi mi fermo ad un racconto lungo. Non ci sono regole e anche il successo, secondo me, è legato a fattori imponderabili. Se ti casca addosso, meglio per te. Goditelo.
domenica 11 maggio 2008
venerdì 9 maggio 2008
Questione di cuore
Una frase da immaginetta della mia adolescenza diceva: "E' il cuore che sente Dio, non la ragione", citando non so quale autore. Si tratta di capirsi. Se per cuore si intende il superamento della ragione e allora va bene. Come se la ragione, ad un certo punto, dopo avere a lungo indagato, dicesse: "Va bene, ora cedo. Non ci arrivo. Vada avanti qualcun altro." E questo qualcun altro è il cuore, cioè un insieme di intelletto (Dio non è di per sè irrazionale), passione, speranza, emozione....e in questo abbraccio si intuisce Dio e lo si prega. Cuore nel senso di unità e non di sentimentalismo o di innamoramento giovanile che, come è noto, lascia il passo ad altro, meno sbarazzino ma non meno vitale.
giovedì 8 maggio 2008
Non mi interessa
Non mi interessa conoscere Dio (con lo sforzo della mente) ma sentirne la presenza. Ho a lungo usato la ragione e mi sono disperso nel dedalo delle religioni, nei primati di Papi e di Pope, nelle 'pretese' di primogenitura di chiese e movimenti. Oggi mi serve non smarrire la Sua presenza, affinché possa pregarLo e da Lui riceve due cose: una speranza di vita eterna e una maggior capacità di amare. So che non è poco, ma questo chiedo. Non mi interessa la certezza della Sua esistenza (pretesa vana), ma la certezza che non mi stanchi mai di affidarmi a Lui. E non all'uomo soltanto.
sabato 3 maggio 2008
Mughetti
Mi rendo conto che il mio blog è praticamente l'opposto di quello di Grillo. Lì tutta denuncia e rabbia e protesta e indignazione e voglia di rivoltare la frittata, qui tutto rose e fiori e belle foto e pensierini della sera. Del resto ognuno è fatto alla sua maniera e, come si sarà capito, io sono molto diverso da Beppe Grillo. Eccomi allora coi mughetti, che fanno parte del clima del mio matrimonio. Mio papà ne regala sempre un mazzetto o due a Carla, di questi giorni. Li va a cogliere nei suoi posti (non so bene dove) ben sapendo che se colgono lui coi mughetti in mano scatta la multa. Ma lui preferisce rischiare pur di far contenta Carla, le altre nuore, i suoi amici. In questo ho senz'altro preso da mio padre, che ha i suoi riti, le sue ricorrenze, i suoi piccoli regali annuali. Quando ero piccolo, intingevo nell'inchiostro i mughetti, che diventavano a strisce bianche e nere. Poi ho cominciato ad odiare la Juve (mai come il Milan), e non l'ho più fatto.
giovedì 1 maggio 2008
9901 giorni
Con oggi, 1 maggio 2008, fanno 9901 giorni di nozze. Posso scrivere di aver accumulato una certa esperienza in ambito matrimoniale. Parlando per me (e parafrasando le parole dell'amico Gigetto) posso dire che sino ad ora non è stato un matrimonio perfetto ma sostanzialmente felice, questo sì. Ci siamo sposati, Carla ed io, nella nuova chiesa di Biumo Inferiore. Lì erano i nostri amici, le nostre famiglie, il nostro passato e, si pensava, anche il nostro futuro. Poi le cose sono andate diversamente. Dovessi scegliere la chiesa oggi, forse deciderei per la chiesetta di Sant'Eusebio, fra Casciago e Morosolo. Vedendo la foto, probabilmente non mi dareste torto.
Che cosa le sostituirà?
So già che fra sette, otto, nove anni, quando andrò in pensione, rimpiangerò le soddisfazioni sportive che riesco ad ottenere dai miei alunni. Ecco ad esempio la squadra 'cadette' di atletica leggera, seconda alle provinciali, che si è qualificata alle regionali del 20 maggio, in programma alla mitica Arena di Milano. Prime nella staffetta 4x100, terze nei 1000 metri, altre ottime prestazioni, e io mi domando: con quali altre paragonabili soddisfazioni potrò mai sostituire queste?
lunedì 28 aprile 2008
Il glicine
Cascate di glicine stanno scrosciando sopra Varese. A me il glicine ricorda il bersò dei cari zii Maria e Carletto. Ancora li vedo, seduti all'ombra nelle giornate estive, accogliermi la zia con sorrisi e parole, lo zio soprattutto con sorrisi. Non potrò mai dimenticarli, sono mosaici indispensabili nel quadro della mia giovinezza. Poi penso: perché utilizzare del tempo per ricordi nostalgici sugli zii, e poetici sul glicine; datti piuttosto da fare affinché il disastro ambientale che incombe venga sanato e il profumo di questa pianta possa permanere sulla terra. Giusto. Mi pare una buona idea. Però un posticino se lo meritano anche i miei zii e la poesia di un fiore, che annuncia ormai l'estate.
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