domenica 15 gennaio 2012

Accadde..un anno fa



Domenica 16 gennaio 2011 – sereno
Giornata stupenda. Dopo le prodezze del Varese Calcio di ieri (3 a 0 al Torino), oggi la Cimberio basket, dopo 6 sconfitte consecutive, strapazza Cantù: 82 a 65. E in serata si rinnova la magia del falò di Sant’Antonio, con la gigantesca pira innalzata dai Monelli della Motta (capitanati dal presidente Giuseppe Redaelli), tantissima gente in via Carrobbio, i salamini e tutto il resto.

Lunedì 17 gennaio 2011- sereno
A febbraio dovrebbe aprire a Tradate un sexy-shop in via De Simone, dal nome suggestivo: ‘Bollicine’. Carte bollate in regola, pare, ma le bollicine scoppiano: perché il negozio è a 200 metri dalla chiesa parrocchiale di S.Stefano, e a 50 dalla libreria religiosa S.Carlo. Il sindaco Candiani fa sapere che si opporrà, avvalendosi della norma relativa ad esercizi che disturbano la quiete e il decoro pubblico. Ma i proprietari insistono: non ci sono vetrine, nessun disturbo, siamo in regola.

Martedì 18 gennaio 2011 – sereno
Una massima addirittura sopra i dieci gradi, mentre di notte le temperature calano assai. Il Comune di Varese (presenti il vicesindaco De Wolf e gli assessori Angelini e Navarro) ha consegnato una targa alla Cooperativa sociale Anaconda, da 30 ani a Varese a sostegno dei disabili. Motivo: lo spettacolo sullo Divina Commedia, realizzato dai ragazzi, con la regia di Luisa Oneto. A ricevere la targa, il presidente Segato.

Mercoledì 19 gennaio 2011 – sereno, poche nuvole
Sono 54 i volontari della sicurezza (le cosiddette ronde del pacchetto sicurezza Maroni, che tante polemiche hanno portato con sé) che, dopo un corso propedeutico, entreranno ufficialmente in servizio in alcuni comuni della nostra Provincia. Primi in Lombardia, i volontari della sicurezza varesini saranno ricevuti fra due giorni a Villa Recalcati dal presidente della Provincia Dario Galli e dal Prefetto Simonetta Vaccari.

Giovedì 20 gennaio 2011 – sereno, nebbia, sereno
Non c’è neve, ma sull’anello della pista di Cunardo –grazie a Nini Bossi e ai suoi aiutanti- è stato possibile predisporre un percorso di 2 km, sul quale stamani si sono svolte le fasi provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi di sci nordico. Molti gli alunni presenti, soprattutto delle medie inferiori, rappresentanti della Vidoletti, della Pellico, di Cunardo, della Scuola Europea, di Lavena-Ponte Tresa e di Sesto Calende.

Venerdì 21 gennaio 2011 – sereno, freddo
Rinviato a giudizio (il processo inizierà il 3 maggio) l’ex sindaco di Varese Aldo Fumagalli. Accusa: peculato e concussione per una serie di favori concessi ad alcune donne straniere (in alcuni casi clandestine) da lui frequentate fra il 2002 e il 2005. Fra le contestazioni del pm Agostino Abate vi sarebbe quella relativa all’utilizzo improprio dell’auto blu nel corso di alcuni fine settimana.

Sabato 22 gennaio 2011 – sereno, freddo
Ieri verso le 11 un uomo di 69 anni è morto schiacciato dal trattore sul quale stava lavorando, in una zona boschiva di Cazzago Brabbia. Il mezzo agricolo sarebbe scivolato in una piccola riva, ribaltandosi. L’uomo, rimasto schiacciato sotto il rimorchio, ha riportato gravissimi traumi ed è deceduto dopo l’arrivo del personale del 118.

Il fiato caldo del falò


IL FIATO CALDO DEL FALO’

Lo ammetto: da bosino doc un po’ di senso di colpa lo provo, non rispetto la tradizione, quasi mai mi scaldo al falò di Sant’Antonio. Sarà perché i miei genitori (bosini doc) avevano quattro figli da tirar grandi e la sera del 16 gennaio erano cotti. Eppure dal 1956 al 1961 la mia residenza era in via Ugo Foscolo, il fiato caldo del falò arrivava sino alle mie finestre. Poi mi sono sempre più allontanato dalla pira: Biumo Inferiore e Sant’Ambrogio. Nei miei 55 anni raramente ho assistito all’evento, demotivato dal fatto che per avvicinarsi al fuoco bisogna arrivare molto in anticipo; mi sono sempre trovato lontano, all’imbocco di via Carrobbio, con tanta gente davanti e poche fiamme da vedere. Eppure è una tradizione varesina davvero di lunga data, molto sentita. La mia prima figlia, Valentina, è nata proprio il 16 gennaio, tenuta a battesimo dal falò. E fra l’altro ho saputo di recente, da confidenze di amici, che Sant’Antoni dul purscèll, di tanto in tanto, fa la grazia, soddisfa i desideri scritti su carta e inceneriti dalla voracità del fuoco. Dovrei tenerne conto, chissà mai che domani mi avventuri in centro, tenendo in mano speranze espresse in lettere. A proposito di falò, so bene che questa è una tradizione di tutto il mondo, è un’usanza diffusa: il fuoco che brucia in inverno, che dà calore, luce, che brucia il brutto, il vecchio e attira il bello, il nuovo. Ho anche avuto modo di assistere anni fa ai fuochi in uso in terra trevigiana. Loro li chiamano ‘panevìn’, sono di dimensioni modeste, più piccole del nostro falò della Motta, bruciano in tutti i paesi della bassa, scorre vino, pane salame e, naturalmente, grappa. Pur essendo un bosino non ligio al dovere, ringrazio i Monelli della Motta (in particolare l’amico Angelo Monti) per il loro impegno, che arde sempre.

La Provincia di Varese domenica 15 gennaio 2012

sabato 14 gennaio 2012

I Maroni che fumano


Nel maggio del 1994 è uscito il mio libro 'Maroni l'arciere', (biografia autorizzata sull'allora Ministro degli Interni al primo mandato), un libro niente affatto leghista, un instant book su questo personaggio varesino, che ha raggiunto più di ogni altro varesino (a parte Mario Monti) le più alte cariche dello Stato. Non mi pento affatto di averlo scritto, non è l'apologia di Maroni, mi pare un buon lavoro giornalistico, da molti apprezzato. Da parecchi anni non seguo più con interesse né Maroni né la Lega né la politica italiana, dopo anni di dedizione giornalistica e di approfondimento. Ho cambiato livello, non che sia più alto o più basso, è solo un altro livello. Ho altri interessi. Oggi preferisco inventare storie che seguire la cronaca. Ma non posso tacere di fronte a ciò che sta capitando a Bobo Maroni, che ieri ha dichiarato: "Mi fanno vomitare" in riferimento al cosiddetto Cerchio magico e ad Umberto Bossi. Caro Bobo, da tempo la Lega non è più la Lega dei tuoi ideali, ma avendo rischiato la carriera lì dentro hai dovuto far buon viso a cattivo gioco. Oggi, a mani libere, si fanno i conti, si tirano le somme e vengono fuori i coltelli. Buona battaglia. Da non leghista, tifo comunque per te.

Ridere di sé


Leggo stamani su una rivista il credo di Christian Bale, noto attore (ha vinto l'Oscar nel 2010): "Bisogna saper sempre ridere di sé, ma mai di quello che si fa." Una frase suggestiva, una di quelle frasi ad effetto...In pratica uno non dovrebbe mai prendersi troppo sul serio, ma essere molto serio in quello che fa. Non sono d'accordo. Quello che siamo si riflette inevitabilmente in quello che facciamo. E allora è giusto non prendersi troppo sul serio, ma è anche giusto, nelle mille cose che facciamo, riservare spazio a cose per le quali possiamo anche ridere. Chi sa ridere di sé vuol dire ha capito che nella vita le cose serie vanno fatte seriamente, quelle leggere con leggerezza e ironia. E ci vogliono entrambe.

in foto: febbraio 2010, arrivo della Brinziobianca, io sono quello a destra col cappellino giallo. Un tempo prendevo troppo seriamente anche lo sport, oggi mi rilasso e basta. E' già un passo avanti.

venerdì 13 gennaio 2012

Ah..l'amore!


Ah..l'amore! Non esiste parola più usata e abusata...non esiste parole più versatile, più onnicomprensiva: si va dal massimo del dono di sé al massimo dell'egoismo. A volte alle nostre bugie mettiamo l'abito della festa della parola amore. Per amore si muore e si uccide. Si va dal rosso al nero. Dall'amore può generare l'odio, che è il suo esatto contrario. Cuore e amore fanno rima, ma non basta il cuore ad esaurire l'amore, che può spingersi molto più in là. Si può amare il fratello per lodevole impegno morale, ma il cuore è lontano e l'amore è sbiadito. C'è l'amore cerino e l'amore candela: una grande fiamma, che si spegne subito, o una piccola fiamma che dura. Potrei scrivere ore ed ore sull'amore, e già l'ho fatto. Ma preferisco viverlo.

giovedì 12 gennaio 2012

Forse perché....


'Forse perché della fatal quiete tu sei l'immago, a me 'sì cara vieni, o sera' canta il Foscolo. Sarà che a me la fatal quiete (cioè la morte) non mi è affatto cara, allora di conseguenza non mi è molto cara neppure la sera, a parte certe sere estive, quando il sole non tramonta mai e anche la notte arriva con leggerezza. Ma le sere invernali e autunnali no. Con il morire del giorno è meno efficiente la mente; con lo strisciare del buio rotolano dentro tristi pensieri e malinconie, che favoriscono il pessimismo. Meglio a questo punto una bella dormita, meglio l'alba e la luce a schiarire le idee.

Il fiato pesante della curva ultras


Per stare al basket, sempre ieri sera mi chiedevo come mai, da sempre, almeno da quando lo ricordo io, la squadra varesina gioca il primo tempo dalla parte della curva nord, il secondo tempo dalla parte della tribuna stampa-curva degli avversari (vedi foto). Mi sono dato questa spiegazione: per far giocare alla squadra ospite il secondo tempo con addosso il fiato pesante, berciante, fischiante, urlante e quindi assai disturbante della curva ultras. Secondo me è davvero così. E probabilmente si fa così in tutti i campi da basket.