mercoledì 23 dicembre 2009

Da dove tanta energia?

Piazza Canonichetta trasformata per qualche ora in una grande falegnameria. Un inebriante profumo di legno ha mutato questo pomeriggio i soliti odori del centro città. Tanti ragazzi, in abiti d'epoca, hanno animato il Presepe vivente, dieci anni di Presepi, cioè di lavoro, materiali, idee, animali sull'aia ai piedi del campanile del Bernascone, un lavoro di mesi, dispendioso anche in termini economici. Perché tutto ciò? Da dove genera tanta energia? Me lo chiedevo scattando foto e ammirando la scena. Loro, la gente di Comunione e Liberazione, gli autori del Presepe, lo fanno per se stessi, per i loro figli e nipoti, e lo mostrano ai varesini. Si mostrano con l'abito della fede, col vestito della festa.

Augurio

Luca Bosetti, classe 1992, mio ex alunno a Casciago, è fra i dieci migliori sciatori di fondo della sua età in Italia. Ottimo nello sport ma anche nello studio, Luca è qui impegnato sulla pista del Brinzio, lo scorso anno. Ebbene, con questa foto voglio augurare a me, a Luca e a tutti gli amanti dello sci nordico che la bella neve di questi giorni non venga sciolta dalla pioggia. Quanto meno che ciò non accada a Brinzio, dove proprio oggi (stando alle previsioni di Pippo Gazzotti) dovrebbero battere la pista per la stagione 2009-2010. Coraggio, neve, non mollare!

Niente gonfalone

Dopo sei anni di foto con l'Agenda sotto il gonfalone del Comune di Varese, in Salone Estense, quest'anno niente gonfalone, dato che la presentazione di AgendaVarese2010 si è svolta nel rinnovato Auditorium comunale, ex Cinema Rivoli. Ottima sala ma senza il fascino del salone nobile di Palazzo. Eccoci comunque alla fine della serata, come si dice 'stanchi ma felici': a destra Domenico con le sue bellezze, a sinistra Angelo coi suoi misteri, al centro io in bianco e rosso, i colori della mia amata Varese. La foto è dell'amico Guido Nicora.

martedì 22 dicembre 2009

Faccio fatica

Come non mi piace la neve rovinata dalle impronte, così non amo dover ammettere che sto antipatico a qualcuno. Ma è così, e con l'età m'accorgo che tale numero di 'nemici' è superiore alle mie aspettative. Non essendo un leader carismatico, non genero amore e odio, ma al più simpatia e antipatia. Nella mia visione troppo ottimistica del mondo, ho sempre cercato di non farmi nemici e, in aggiunta, di non vederne. Poi ho imparato a leggere i sorrisi, arrivando a tradurre (credo con poco margine di errore) un sorriso sincero da uno artefatto, sinceramente critico verso di me. Non mi avventuro ad immaginare le ragioni di tale antipatia: ci giocheranno l'invidia, il mio carattere, forse basta la mia faccia per certe antipatie a pelle. Nè sto qui a dire che mi piacerebbe che mi si dicessero le cose in faccia: certe verità sono pugnalate che è meglio non ricevere. E' così per tutti. Credevo di essere un'eccezione. Non era eccezione, era solo illusione.

Incontro

Nell'inevitabile e avvilente processo di liofilizzazione e sfoltimento che i più chiamano invecchiamento, per fortuna di tanto in tanto incontro i biscotti di mia figlia Maddalena (in foto, uno dei 14 tipi che ha preparato per i pacchettini di Natale), biscotti che mi rimpolpano il corpo e lo spirito.

Auguri

A tutti coloro che mi vogliono bene regalo, a mo' di abbraccio natalizio, questa bella immagine della mia amica fotografa (nonché ex campionessa di sci della valanga rosa) Piera Macchi. E a chi mi vuole male (ammesso che ci sia) consiglio un bel giro in mongolfiera. Da lassù, cambiando prospettiva, magari cambia anche idea su di me.

domenica 20 dicembre 2009

I due legni

Torno un attimo alla croce e al Crocifisso. Concordo con ciò che disse Karol Wojtyla, quand'era arcivescovo di Cracovia. Di fronte al divieto di appendere la croce nelle aule scolastiche, il futuro Papa consigliò agli alunni di procurarsi un piccolo crocifisso e di metterlo sul banco. Ad ogni modo questa polemica sulla croce -a mio giudizio- non è stata vana. Infatti un mio parente, appartenente ad un partito che ha preso a cuore la vicenda, si è fatto amico di questo simbolo, di questi due legni incrociati che reggono il peso di un uomo che muore. Prima della ben nota vicenda, non era affatto convinto che valesse la pena scendere in piazza, allestire un gazebo solo per un uomo Crocifisso.