martedì 21 febbraio 2012

Il racconto del mercoledì



DETTAGLI

Non ho sonno, sono le zerodieci di mercoledì 23 febbraio, l’anno non conta. Anzi, le zeroundici, ora è scattato il minuto, lo leggo al televideo. Sono solo nella mia piccola casa, scivola una goccia dal bicchiere con la tisana serale al finocchio e zenzero, cade la goccia sulla mia mano destra, lecco la goccia e appoggio la tazza sopra il tavolino davanti a me. Prendo il telecomando, uccido le immagini e ripenso alla mia giornata; non sono felice, temo la notte, ho paura di non riuscire a vivere tanto a lungo da cavarne fuori qualcosa di buono da questo mio esistere.
Torno alla notte scorsa, insonne già alle tre e dieci, quando i pensieri viscidi del buio mi hanno condotto dentro una frase del mio amico Gianni: “Contano i dettagli, caro mio”. Così mi sono messo a indagare sui dettagli della notte, sui rumori del nero tutt’intorno. Ma non ho guadagnato nulla. Ho riscoperto il ticchettio della sveglia, ci avevo lavorato mesi per dimenticarmene, per annullarlo riflettendo che la vita non è una somma di particolari ma la lotta strenua per azzerare il più possibile. La vita è dimenticarsi di vivere. Credevo di averla imparata bene questa lezione, il mio amico Gianni è stato capace di farmi ripiombare sul particolare. Ma non scappo. Resto al dettaglio. Sento il fruscio disturbante dei secondi che ritmano il tempo, avverto il sibilo lieve del mio respiro, pizzicori qua e là, un muscolo che sta scomodo e si lamenta della posizione, le dita dei piedi (sono supino) che non reggono il peso di lenzuolo e coperta. Cerco almeno di fuggire dai dettagli dei pensieri ma ne resto prigioniero come in una rete che si stringe. Non pensieri indistinti, macchie di pensiero, agglomerato di immagini e riflessioni che mutano argomento nella distrazione continua, no, ora cerco (e sono sempre più sveglio) di soffermarmi, di indagare per cogliere dalla sfumatura un piacere che dovrebbe tranquillizzarmi. Darmi speranza. Appagarmi. Ad esempio l’ultima volta che ho fatto sesso con Anna. Il dettaglio, i dettagli….il godimento dei piccoli baci sul lobo dell’orecchio destro, il solo senza orecchino, dio mio che bello, eccoli, sono qui, il lobo e l’estasi, il tiepido della pelle liscissima e quei piccoli morsi e lei che sorride e finalmente si volta. Ne è passato di tempo. E dal pensiero che ha prodotto l’immagine nasce l’attesa di una probabilità futura. Un’attesa spasmodica, un’eccitazione che mi sono portato dentro tutto il giorno; in tutta franchezza speravo si risolvesse stasera. Ma Anna, alla mia richiesta di sesso, al mio farle notare che l’amore è anche quello, anzi, che quello è importante, può dare fondamenta a una coppia o farla crollare, Anna, con uno sbadiglio e una grattata a quel lobo destro stupendo delle sue piccole orecchie che amo, ha risposto: “Il sesso? Amore mio, è solo un dettaglio.”

Foto d'asilo


Mi ha fatto piacere vedere questa foto del mio amico Vittorio Zamberletti (a sinistra), che oggi festeggia il suo compleanno (auguri) perché mi ha riportato ad un'analoga foto che ho io, insieme a mio fratello (e qui lui è insieme, suppongo, a suo fratello). Tempi d'asilo. In verità Vittorio ha qualche anno più di me ma la generazione è quella, dopoguerra e boom economico, e foto all'asilo in coppia col fratellino. Rigorosamente in bianco e nero, ritoccata, come si usava allora, quando il maestro Alberto Manzi diceva che non era mai troppo tardi per imparare, quando al sabato pomeriggio Febo Conti ci regalava il famoso 'Chissà chi lo sa', quando avevamo banchi con il calamaio, penne con pennino, carte assorbenti, puliscipennino eccetera eccetera eccetera.

lunedì 20 febbraio 2012

E' finita


Con la sciata di oggi credo proprio di aver concluso la stagione sciistica di fondo, al Brinzio. Dall'1 al 20 febbraio, breve e intensa, circa 230 km sciati, una sola caduta (oggi), tempo al giro (di 4,2 km) da un massimo di 26 minuti ad un minimo di 18, a seconda della neve e della voglia di far fatica. Ai miei amici che di solito si arrabbiano quando scrivo queste cose (perché hanno un po' di invidia e dicono che non ho un ..... da fare) rispondo che scrivo ciò non certo per farli arrabbiare (sarei proprio meschino) né per vantarmi di prestazioni sportive che sono sempre molto modeste, ma scrivo per stimolarli al movimento, alla passione (sportiva o di altro genere), per rimuovere in loro quella patina di pigrizia che offusca la vivacità esistenziale. E non trovino la scusa che non hanno tempo: è vero, io ho più tempo di loro, ma la passione sa trovare gli spazi, sgomita, si fa largo, preme, s'impunta e vuole sempre aver ragione.

Ma quando cominceremo ad invecchiare?


Sabato 18 febbraio Dario Fo e Franca Rame hanno portato al Teatro Apollonio di Varese il loro 'Mistero buffo'. Ma non è dello spettacolo teatrale che vorrei parlare, quanto di una frase del Nobel per la Letteratura: "Abbiamo più di 160 anni in due: ma quando cominceremo ad invecchiare?" Fo è del '26, come mio padre. Così si fa, si lavora con passione sino ad ottant'anni e passa. Devo dire che provo un certo imbarazzo quando sento miei coetanei a metà fra i 50 e i 60 anni invocare l'età della pensione, oppure lamentarsi con frequenza del tempo che passa, della vecchiaia che mostra segni immodificabili. Devo purtroppo constatare che anch'io non faccio eccezione, e ogni tanto incespico in questa 'sconveniente' malinconia. Prendiamo esempio dai due attori varesini.

domenica 19 febbraio 2012

La Piedmont a Folkest


SUONARE A FOLKEST

Nei giorni scorsi il teatro ‘Giuditta Pasta’ di Saronno ha ospitato un evento di grande rilevanza, sul versante della musica folk: Suonare@Folkest-Premio Alberto Cesa, selezione nord. Folkest è da 35 anni il più importante evento di musica folk dell’Europa mediterranea, un mese di musica con gruppi emergenti e mostri sacri (tanto per citare, sono passati Bob Dylan e John Baez). Durante l’anno in Italia si svolgono selezioni, per scegliere i gruppi invitati all’evento; fra le località deputate a sfoltire il gruppo, una è stata Saronno. Centinaia le richieste di partecipazione, ma solo tre gruppi si sono giocati la partecipazione alla finale, in programma a luglio a Spilimbergo: I Trenincorsa (folk rock band), la Piedmont Brothers Band (country-folk-bluegrass band) e i Polverfolk (Irish Folk band). Tre gruppi varesini di indiscussa abilità tecnica, di alto livello, che si sono presentati sul palco saronnese con brani originali e cover. I primi due staccavano il biglietto per la finale, il terzo finiva lì la sua avventura. Ce l’hanno fatto I Trenincorsa e la Piedmont Brothers Band. Qualche considerazione: era la prima volta che entravo al Teatro ‘Giuditta Pasta’ di Saronno, una struttura molto bella, che meritava un concorso di pubblico maggiore, data l’importanza dell’evento ma soprattutto la bravura dei gruppi che si sono esibiti. Infatti sono rimasto stupefatto dalla qualità della musica proposta, dalla preparazione strumentale e vocale degli artisti in gara, dalla ricchezza di suoni e di proposte, che mi ha permesso di spaziare in territori musicali ‘di nicchia’, meritevoli di maggiori frequentazioni. Segnalo infine la rivista online www.folkbullettin.it, molto ricca di informazioni per chi ama la musica folk.

La Provincia di Varese 19 febbraio 2012

sabato 18 febbraio 2012

Benedetta e Andrea


Oggi Andrea e Benedetta si sono sposati. Sono andato a trovarli al momento della torta. Ho visto nascere Benedetta, oggi la vedo sposa, ma l'ho anche vista correre gli 800 metri con la maglietta della Nuova Atletica Varese. Un talento sportivo non sfruttato a dovere. Il matrimonio ha più le caratteristiche della maratona che quelle del mezzofondo veloce. Ogni anno 500 metri, sicché auguro ai novelli sposi almeno 84 anni di vita amorevolmente condivisa.

Madre e figlia


La sposa Benedetta con la sposa Fabrizia: la figlia ha raggiunto la madre.