martedì 14 febbraio 2012

Il racconto del mercoledì



BELLEZZA DI CARTONE

Era un pomeriggio d’aprile, cielo azzurro, nuvole bianchissime sfilacciate, allungate, sfrangiate da un vento risoluto e tiepido. Metà pomeriggio, una luce forte, gli ultimi petali dei fiori di alberi che non conosceva volteggiavano prima di finire a terra per essere schiacciati con noncuranza. Una bellezza maltrattata.
Stava andando dal medico per un dolore sospetto all’addome ma era in anticipo e procedeva con passo da perditempo. Una zona mediana fra il centro e la periferia, traffico a far rumore e impestare l’aria, a disturbare i suoi pensieri senza rigidità di logica, pensieri sguinzagliati in libertà, immagini che iniziavano e si perdevano, si diluivano in altre immagini, scatti di intuizione che non completavano il percorso e morivano dentro ricordi di episodi e ricerche del modo per stare meglio. Più che altro voleva scacciare l’ansia del terrore che nel profondo del suo addome ci fosse un cancro. Il vento strappava dal suolo cartacce, polvere, immondizia, agitava i rami, sollevava capelli ma non dava fastidio. Una giornata d’aprile fatta per incasellarsi nella primavera.
La vide da lontano, un cartellone pubblicitario di grosse dimensioni, in bianco e nero, ai piedi del quale stavano ritti tre giovani con una borsa sportiva appoggiata alla spalla. Si avvicinò aumentando la lunghezza del passo. Dalla scritta della borsa capì che si trattava di giovani promesse della squadra di calcio della sua città.
La vide, si fermò, esitò, attraversò la via dopo aver atteso che la coda di auto glielo permettesse. Era la pubblicità di una marca di biancheria intima, lei era una bellissima modella, enorme come quella parete di cartone che la reggeva sdraiata. Si affiancò ai giovani, uno lo guardò, i tre dopo qualche istante se ne andarono commentando. Non capì il senso delle loro parole. Restò solo, ammaliato da una bellezza formidabile, inverosimile, disumana. Una beltà angelica, che lo rapì facendolo scivolare dentro un’estasi gioiosa. E insieme malinconica: era una stupenda donna di carta che non avrebbe mai potuto accarezzare, baciare, abbracciare, possedere. Ma fra la disperazione e le lusinghe della vista le seconde ebbero il sopravvento.
La guardò con un’attenzione vorace e romantica: era distesa, in equilibrio sul fianco destro, il braccio destro si perdeva oltre i margini del cartellone, il braccio sinistro si allungava adagiato sul corpo, con la mano che cadeva dolcemente sopra la coscia. Era vestita della sola biancheria intima, nera, reggiseno, mutandine, lunghe calze scure con reggicalze. Ma delle gambe si vedeva solo l’ultimo tratto della coscia, non le ginocchia né il resto. Seni né piccoli né grandi, conformi al suo canone di bellezza. Una coincidenza che lo stupì. Ben lontana dall’anoressia, la ragazza della pubblicità distava anni luce dall’avere qualche chilo di troppo: le forme giuste, equilibrate, calibrate al grammo. Era la sua donna ideale. Se avessero chiesto a lui i parametri e lo avessero accontentato, non avrebbero ottenuto risultato migliore. E il viso…..lunghi capelli mori che cadevano dietro le spalle, il volto leggermente reclinato all’indietro che permetteva di gustare tutto il collo, i neri, indecifrabili fori delle narici, basi di un naso alla francese, labbra dischiuse. Sostò a lungo sulla bocca, la immaginò respirare, la vide respirare, le labbra frementi, l’impercettibile apertura della bocca e il movimento del torace, segni di vita. Gli occhi, scuri, lo fissavano; il gioco delle labbra e degli occhi parlavano di un desiderio d’amore, di una voglia di abbraccio che lui avrebbe potuto cogliere, abbandonandosi alla fantasia. E in quella fantasia precipitò, annullando ogni altro pensiero.
La ammirava, scivolava con la sguardo su di lei, immaginava le sensazioni che avrebbe potuto regalargli quella ragazza di una bellezza impareggiabile, esaustiva, assoluta. E davanti a quell’immagine si perse.

***

“Povero cristo, che fine” disse il dottor Mario Portaluppi, medico di primo pelo, dopo aver saputo che quell’uomo, ricoverato al Pronto Soccorso in codice di priorità assoluta, era morto.
“Povero cristo? Povero fesso” disse il più anziano dottor Giorgio Fogli. “Avevano urlato che stava venendo giù il cartellone. Con quel vento. Dicono che pareva in trance.”
“A me fa pena lo stesso. Morire così….”
Il dottor Giorgio Fogli trattenne un sorriso beffardo.
“Che c’è?” disse il dottor Mario Portaluppi.
“Niente niente..una stupidaggine.”
“Cioè?”
“M’è venuta una battuta..non mi pare il caso.”
“Ora la spari.”
“Sì, in fondo non mi sembra irrispettosa verso il defunto.”
“Spiega.”
“Sai che immagine c’era su quel cartellone?”
“No.”
“Un gran pezzo di gnocca.”
“Ah..quindi?”
“Una bellezza…travolgente.”
Il dottor Portaluppi prese tempo, calibrò le parole. Disse: “Penosa!”
“Hai ragione” ammise il collega.

Santa Valentina


Tanti auguri, cara Valli

lunedì 13 febbraio 2012

Commozione di serie A


Ma questa è musica facile, questo è un film facile, questo è un libro facile....frasi che sento, pronunciate da chi magari ha passione per la musica classica, per i libri di impegno, per i film d'autore...quasi esistesse una commozione (che è poi quello che uno cerca nella musica, nel cinema, nella lettura) di serie A e una (del popolo meno colto), di serie B. La commozione è commozione. Il piacere provocato dall'arte è piacere, e questo può scaturire anche da poesie che mettono in rima cuore e amore, provocando orticaria ai colti.

foto: baite a Torgnon, in Val d'Aosta.

Torgnon


Mercoledì prossimo, 15 febbraio, le classi seconde della Vidoletti saranno in gita sulla neve a Torgnon. Speriamo sia una bella giornata come lo scorso anno, quando il Cervino (foto) faceva da sfondo mirabile alla pista da sci nordico. Danno favonio, vento che da noi in pianura arriva caldo, ma che lassù sui monti è freschino. Avrò modo di raccontare.

Benedetta e Andrea


Sabato 18 febbraio, alle 11.30, nella chiesa bianca della Kolbe, si sposa Benedetta con Andrea. Andrea non lo conosco, Benedetta (terza da destra) sì, figlia dei miei cari amici Fabrizia e Paolo, classe 1987 come mia figlia Maddalena, grande sportiva. Si può proprio dire che l'ho vista nascere, e ora si sposa. Sarò a scuola e non potrò venire in chiesa, ma non mancherò alla torta, per non tradire la mia golosità. Benedetta e Andrea hanno scelto per il loro biglietto da visita addirittura Dante, XXVI canto dell'Inferno, Ulisse: 'Misi me per l'alto mare aperto'. Buon viaggio.

domenica 12 febbraio 2012

Cimberio Varese-Virtus Roma: 76-78


E' chiaro che quando si arriva punto a punto, poi può succedere di tutto. E la Cimberio, come quasi sempre capita, è arrivata punto a punto stasera con Roma. E allora (anche qui, come spesso capita) Rok Stipcevic ha dimostrato tutta la sua abilità nel disegnare i finali, con 5 punti (due punti praticamente in tuffo), ma non ha compiuto il miracolo, cioè ha sbagliato la tripla a tre secondi, che ci avrebbe dato la vittoria. La tripla è uscita, il rimbalzo è andato a Roma, idem la vittoria. E tanto non serve a nulla sottolineare che gli arbitri non hanno fischiato un fallo clamoroso a nostro vantaggio, che ci avrebbe dato altri due tiri liberi e, probabilmente, anche la vittoria. Non si dovrebbe mai arrivare punto a punto, ma la Cimberio questo riesce a fare: a volte va bene, altre volte male. Tutto qui.

Accadde...un anno fa



Domenica 13 febbraio 2011 – coperto
Un migliaio di varesini, soprattutto donne, si sono ritrovate stamani in piazza Monte Grappa, aderendo alla manifestazione nazionale ‘Se non ora, quando’, slogan che ha riempito le piazze italiane. Scopo? Protestare contro la mercificazione del corpo femminile, contro la politica del bunga bunga; protestare contro Berlusconi e tutti i maschilisti, che non rispettano la dignità della donna.

Lunedì 14 febbraio 2011 – pioggia
Celebrazione solenne, stasera, nella basilica di S.Giovanni a Busto, per ricordare don Isidoro Meschi, il generoso sacerdote, fondatore della comunità ‘Marco Riva’ per il recupero dei tossicodipendenti, che venne ucciso vent’anni fa da un suo ragazzo. Su don Lolo, che fu anche direttore del settimanale ‘Luce’, è in preparazione un libro.

Martedì 15 febbraio 2011 – pioggia
Tragedia intorno alle 7 vicino alla stazione di Venegono Superiore. Joel Moreno Garcia, 15 anni, giunto a 9 anni in Italia dall’Ecuador, ha superato il passaggio a livello chiuso e ha attraversato i binari. Un treno lo ha travolto trascinandolo per molti metri. Il ragazzo si stava recando come ogni mattina all’Istituto alberghiero di Gallarate.

Mercoledì 16 febbraio 2011 – pioggia
Il viale Belforte ha confermato questa sera di essere un’arteria di grande traffico e di indubbia pericolosità. Donatella Berlingieri, 28 anni, di Olgiate Comasco, ha perso la vita questa sera. Forse a causa dell’asfalto bagnato, la sua Panda, in discesa dopo il camposanto, ha invaso la corsia opposta. Il ventenne alla guida dell’altra auto ha riportato ferite non gravi.

Giovedì 17 febbraio 2011 – pioggia, coperto
E’ stata vista e fotografata una volpe in un prato vicino all’ippodromo delle Bettole. Non è raro trovare animali non proprio cittadini, nelle vicinanze del centro di Varese: cinghiali, cervi, scoiattoli, ghiri e ora anche volpi. L’animale in questione ha però evidenti segni di rogna.

Venerdì 18 febbraio 2011 – sereno, mite
Nel corso di un Convegno organizzato dall’Università dell’Insubria, Natale Giorgetti, da sessant’anni pescatore professionista sul lago di Varese, ha avuto parole poco rassicuranti: “Sessant’anni fa pescavo 200 quintali di persici all’anno, ora 8. I pesci pregiati non ci sono più, ciò che peschiamo va quasi tutto smaltito, si lavora in perdita, il lago è inquinato, questione di mesi e i pochi pescatori professionisti dovranno abbandonare questo mestiere.”


Sabato 19 febbraio 2011 – sereno, variabile
Questo pomeriggio l’assemblea cittadina del Pd ha scelto, a stragrande maggioranza, il candidato sindaco. Si tratta di Luisa Oprandi, docente, giornalista pubblicista, donna molto impegnata nel sociale. 48 i voti a favore su 52 votanti. La Oprandi se la vedrà con Attilio Fontana, che ha già confermato la sua ricandidatura.

in foto: Carnevale nel rione di Avigno