lunedì 10 ottobre 2011

Un bel progetto

Bel progetto del mio amico editore Claudio Benzoni: brevi storie per raccontare Varese. Chi vuol mettersi in gioco ha tempo sino al 30 gennaio 2012. Cosa si deve fare? Un racconto, compreso fra le 3600 e le 9000 battute, che descriva Varese. "Una città è sempre luogo di sogni, speranze e memorie, di densità umana, di incontri e scambi culturali..." dice Benzoni. Per saperne di più, basta andare sul sito www.benzoni.it/news/proposta letteraria varese. E' tutto gratis, e i migliori racconti diventeranno un volume. Inviare i testi in word a claudio@benzoni.it.
In verità il mio amico fotografo Carlo Meazza aveva concretizzato un'idea simile anni fa, molto interessante.
Bravo, Claudio, e adesso sotto coi racconti. Naturalmente la cosa ingolosisce anche me.

domenica 9 ottobre 2011

Parole nuove

Alla mia età (55 anni abbondanti) si ha un gran bisogno di parole nuove, che spazzino come un vento potente il nostro orizzonte e regalino una luce più nitida al futuro. Alla mia età si ha l'impressione di aver già sentito tutto, le prediche dal pulpito sono risapute, si diventa anche pigri, non si ha più voglia di cercare perché si ha il sospetto che non ci sia più nulla da trovare. Alla mia età le parole già si sanno. E si ha anche nostalgia di quando, a vent'anni, ascoltavamo rapiti, curiosi, convinti, il predicatore di turno.
Regalate parole nuove a gente della mia età!

in foto: colline marchigiane ripulite dal vento

Dalle Bettole al San Martino

Dalle Bettole al San Martino

Con una Santa Messa (ore 9.30, chiesetta di San Martino a Varese) e un corteo per le vie del centro, stamani verrà ricordato l’ottobre di sangue varesino. Il 7 ottobre del 1944 Elvio Copelli, Luigi Ghiringhelli ed Evaristo Trentini, partigiani della cosiddetta ‘banda Lazzarini’, arrestati dai fascisti alla Gera di Voldomino, vennero fucilati alle Bettole di Varese. Il pensiero che tre giovani ventenni abbiano rischiato e perso la loro vita per un ideale immiserisce la mia disadorna idealità, e insieme mi chiama a rischiare di più per i valori. Per ciò che riguarda la lotta partigiana e le molte giovani vite, sacrificate a difesa della libertà, da anni riservo uno spazio tutto per loro, offerto al ricordo di quegli eventi drammatici. Si tratta della salita in bicicletta al Monte San Martino, dove dal 13 al 15 novembre del 1943 si consumò la battaglia del San Martino; anche in quel caso restarono a terra, senza più respiro, molti partigiani. Sul principio dell’autunno, o in primavera, prendo la bicicletta e parto verso il monte: Brinzio, discesa in Valcuvia, Cuveglio e poi si attacca con la ripida ascesa. Passaggio per Duno, con il tratto più aspro, e poi ancora su, sino alla chiesetta del San Martino, con sosta anche al sacrario, edificato poco più sotto. Mentre pedalo prego, ed è un confondersi di immagini e di ringraziamenti: ai giovani che quassù hanno combattuto, sofferto, (pentendosi magari, in attimi di sconforto, di una scelta più grande di loro), ma è anche un grazie a Dio che ha regalato a noi varesini una natura così rigogliosa, e insieme ha reso possibile quel coraggio e quel sacrificio. La mia fatica sui pedali è una ‘ridicola’ ma sincera offerta alla grande fatica di quei ragazzi, che abbraccio nella memoria. Per loro, ancora una volta, tornerò lassù.

La Provincia di Varese domenica 9 ottobre 2011


in foto: la chiesetta del San Martino

sabato 8 ottobre 2011

Ciao, Vittorio

Ho appena appreso la notizia che Vittorio Colombo, responsabile dell'edizione varesina del quotidiano 'La Provincia', andrà a Lecco. Abbiamo fatto parte insieme della Giuria dei Grandi Lettori del Premio Chiara, devo soprattutto al suo interessamento la possibilità di collaborare al quotidiano La Provincia, con la rubrica domenicale Pensieri & Parole, non posso che ringraziarlo per la sua gentilezza e la sua professionalità. Buona avventura sulle rive del Lario.

Belle speranze

Presentata oggi, nella Sala Piero Chiara del Caffè Zamberletti, la raccolta di racconti che ha vinto il concorso per 'Racconti Inediti' del Premio Chiara. I racconti di Riccardo Ielmini (Belle speranze) sono stati pubblicati da Macchione, e presentati oggi da Michele Mancino (primo a sinistra nella foto) e da Romano Oldrini (salvo imprevisti, perché io non ho partecipato all'evento). Mi spiace di non essere riuscito a scendere allo Zamberletti, anche perché faccio parte della giuria che ha scelto Ielmini, come si nota nella foto, scattata proprio il pomeriggio della decisione. Con me Andrea Fazioli, Bambi Lazzati, Federico Bianchessi e il già citato Michele Mancino.

Canti

Per anni ho cantato in un coro. Mi commuovo facilmente ascoltando canti popolari, di montagna, quindi ieri sera mi sono commosso, ascoltando il Coro Ana 'Campo dei Fiori' e i Cantori di Hennuyeres (Belgio). Questo bisogno di ricordare (la giovinezza...), di riportare in vita i nostri cari tramite il canto è potentissimo. Fra i tanti, segnalo due momenti. Quando i Cantori belgi hanno proposto un mix di canti popolari, non ho potuto non ricordare molti anni fa, quando i prof. della Vidoletti decisero di fare un piccolo coro, e di proporsi ai ragazzi come cantori, con canti di varie regioni. Rivedo Gino Gottardello alla fisarmonica (io suonavo la chitarra), diretti dalla Gobbi e dalla Gattoni, abbiamo sorpreso i nostri alunni. Quando poi, ieri sera, i cori hanno proposto 'Signore delle cime', mi sono ritrovato sulle Pale di San Martino, con mia mamma Ines che dirigeva il piccolo coro della Shalom.
La commozione è un balsamo, che ammorbidisce un poco, e per qualche attimo, la durezza del nostro cuore.

in foto: nel giugno 2010 un gruppo di prof. della Vidoletti si è esibito in canto, davanti agli alunni

venerdì 7 ottobre 2011

Ottobre di sangue varesino

Il 7 ottobre del 1944 Elvio Copelli di Voldomino, Luigi Ghiringhelli di Luino ed Evaristo Trentini di Clivio, ventenni che avevano scelto di rischiare la vita fra i partigiani della 'banda Lazzarini', sorpresi dai fascisti alla Gera di Voldomino vennero fucilati alle Bettole di Varese, lasciati per ore sotto la pioggia violenta senza neppure il permesso della sepoltura. Don Giuseppe Tornatore, che aveva offerto la propria vita a vantaggio delle altre tre giovani vite, vegliò sui corpi per lungo tempo. Da allora tale episodio è ricordato come l'ottobre di sangue varesino, e degnamente commemorato. Domenica 9 ottobre 2011, alle 9.30 verrà celebrata una Santa Messa presso la chiesetta di S.Martino, in via Morazzone, a Varese. Seguirà un corteo per le vie cittadine, accompagnato dalla banda musicale 'Giuseppe Verdi' di Capolago.
Dimenticare è come sparare un'altra volta.