venerdì 7 ottobre 2011

Ottobre di sangue varesino

Il 7 ottobre del 1944 Elvio Copelli di Voldomino, Luigi Ghiringhelli di Luino ed Evaristo Trentini di Clivio, ventenni che avevano scelto di rischiare la vita fra i partigiani della 'banda Lazzarini', sorpresi dai fascisti alla Gera di Voldomino vennero fucilati alle Bettole di Varese, lasciati per ore sotto la pioggia violenta senza neppure il permesso della sepoltura. Don Giuseppe Tornatore, che aveva offerto la propria vita a vantaggio delle altre tre giovani vite, vegliò sui corpi per lungo tempo. Da allora tale episodio è ricordato come l'ottobre di sangue varesino, e degnamente commemorato. Domenica 9 ottobre 2011, alle 9.30 verrà celebrata una Santa Messa presso la chiesetta di S.Martino, in via Morazzone, a Varese. Seguirà un corteo per le vie cittadine, accompagnato dalla banda musicale 'Giuseppe Verdi' di Capolago.
Dimenticare è come sparare un'altra volta.

Canti a Sant'Ambrogio

Bella serata questa di venerdì 7 ottobre 2011 (ore 21), serata di canti nel grande Auditorium di Sant'Ambrogio Olona (vicino alla chiesa parrocchiale). Chiamati da Dimitri Simeoni, si esibiranno due cori: i Cantori di Hennuyeres (Belgio) e il Coro Ana 'Campo dei Fiori' di Varese (foto).
Il primo coro è composto dai figli degli immigrati in Belgio nel dopoguerra, e proporrà canti della tradizione popolare. Il secondo, guidato dal maestro Baioni, è nato dal gruppo alpini di Varese il 31 dicembre del 1980, ed ha tenuto il primo concerto il 26 aprile 1981, pochi giorni prima del mio matrimonio (per questo lo ricordo).

giovedì 6 ottobre 2011

I 'chiodi'

Ho sempre amato le scarpette chiodate dell'atletica leggera, ma da giovane ho praticato altri sport. Ricordo quando guardavo le Olimpiadi (Città del Messico 1968, Monaco 1972...) quando la marca Adidas era la più usata, e le 'chiodate' Adidas erano per me un sogno. Ebbene, qualche anno fa il negozio sportivo Toreador ha svenduto tutto, e mi sono trovato davanti un paio di 'chiodate' Adidas (foto) a basso prezzo. Era un palese segno del destino. A quasi 50 anni coronavo il mio sogno. Le ho quindi comprate e ogni anno si celebra il rito, che ho vissuto ieri pomeriggio: scendo al campo di atletica leggera di Calcinate degli Orrigoni, calzo i 'chiodi' (così chiamano le scarpe chiodate quelli dell'atletica leggera) e mi faccio qualche giro sulla pista in tartan. Mi pare di volare. Mi dico: 'Hai sbagliato sport, dovevi fare atletica.' Poi chiudo gli occhi e sento i chiodi che punzecchiano il tartan.

Comunanza di idee

"Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita." (Steve Jobs)
Concordo pienamente, caro Steve, e aggiungo: non solo per le grandi scelte della vita, ma anche per vivere ogni momento con la dovuta intensità. Direi 'sacralità'.

Ciao, Steve

Caro Steve, con la tua voglia innovativa hai cambiato le nostre abitudini, comprese le mie. E nel mio caso non è impresa facile, visto che sono un abitudinario, resistente al cambiamento. Vuol dire che eri proprio in gamba! Del resto siamo degli stessi anni, tu un anno più di me. Un abbraccio.

in foto: Steve Jobs, fondatore di Apple (foto da Google immagini)

mercoledì 5 ottobre 2011

Nemmeno un cane

Tutto si può dire, non che agli incontri del Premio Chiara non ci fosse nemmeno un cane!

Scherzi a parte, ricordo che gli incontri continuano.Vedere il programma su www.ilfestivaldelracconto.it

Amanda Due

Completo quanto scritto nel post che segue. Se Amanda fosse colpevole, quale pensiero può averla sorretta in questi quattro anni, rendendola capace di mentire così spudoratamente? Probabilmente molti, ma credo uno in particolare: la mia amica Mez ormai è morta, non volevamo ucciderla ma è andata così, che io sia o non sia in carcere per lei non cambia nulla, allora è meglio che almeno una di noi due si salvi, se no moriamo entrambe.
La nostra mente è così abile a trovare giustificazioni anche nelle situazioni più disperate, che Amanda può avere addirittura pensato: in fondo Mez potrebbe essere persino contenta della mia scelta di mentire. Si fa di tutto per sopravvivere.
Mi piace però pensare che Amanda sia innocente, che la giustizia umana (così fallace, così condizionabile) abbia visto giusto, e che quel pianto e quel sorriso siano del tutto sinceri.