mercoledì 10 novembre 2010

Sogno e risveglio

Questa sera voglio spezzare una lancia a favore di tutte le donne, mogli e madri. Ci ho pensato perché si fa un gran parlare di sogni, bisogna sognare, non bisogna zittire i sogni, I had a dream...e poi ho recentemente letto una poesia del mio amico Dino Azzalin (tratta dalla raccolta 'Deserti' ed. Crocetti 1993) sull'argomento. Canta Dino: I deserti non sono quelle solitudini/che animano i confini del Sahara ma i silenzi/che nascono dentro/quando si smette di sognare.
Sì, bella, suggestiva, però io ho sempre in mente la frase: il miglior modo per realizzare i sogni è svegliarsi. E cosa trovano le donne, quando si svegliano? Un'acrobatica vita da gestire passando fra lavoro, casa, figli, che se son piccoli magari si trova un aiuto nei nonni ma poi appena si ha un po' di libertà da loro ci sono gli anziani da seguire....insomma, avete già capito. Per farla breve, credo siano soprattutto due i sogni ricorrenti di queste donne: mantenersi in salute e avere un marito che dà loro una mano.

in foto: ho messo una pianta di fichi, solo perché sono fra i frutti preferiti di mia moglie Carla

Qualcosa di rotto

Due forze ci condizionano: la voglia di perfezione, di fare tutto bene, ordinato e pulito, e l'impossibilità a realizzare tale obiettivo. E allora a poco a poco impariamo ad adattarci a viaggiare sempre con qualcosa di rotto. Anche Alessandro Ballan (foto) toccò il cielo in quel magico settembre 2008 ma poi il bel giocattolo della vittoria si è rotto anche per lui, e ora viaggia nelle retrovie. Impariamo a convivere in allegria col rubinetto che perde, la tapparella che cigola, l'auto con il bozzo e la spalla che duole un poco. La perfezione non esiste. La perfezione è una pretesa.

Auguri, Gianni

Tanti auguri, caro Gianni. Eccoti qui a destra, insieme al giovane scrittore Giacomo Cardaci, durante una delle tue molte pubbliche apparizioni. Uomo dai mille impegni e dalla notevole carica vitale, giornalista di lungo corso, scrittore e ciclista dalla fuga non sempre irraggiungibile, sai che ti sono grato per aver -fra l'altro- sponsorizzato i miei Pensieri&Parole sul 'tuo' giornale. Ad multos annos!

martedì 9 novembre 2010

Venerdì 26 novembre

Segnatevi la data: venerdì 26 novembre, ore 21, sala Montanari (ex Cinema Rivoli) in via dei Bersaglieri a Varese, sto organizzando una serata, durante la quale rivivremo -in immagini e parole- il 2010 ormai agli sgoccioli. Personaggi varesini, eventi, aneddoti....insomma, vorrei fare in modo di non annoiare chi decide di prendere freddo e di abbandonare il divano di casa, per sedersi in Sala Montanari. Più siamo, più ci si scalda.

in foto: una delle immagini che vedremo il 26, a ricordo del prof. Salvatore Furia, re del Campo dei Fiori

Questione di giustizia

Quando ci capita qualcosa di poco gradito, siamo soliti dire: "Perché proprio a me? Non è giusto." Forse più correttamente dovremmo dire: "Perché sempre agli altri? Non è giusto." Chissà perché ci consideriamo parte di quella umanità privilegiata, alla quale non dovrebbe mai succedere nulla di sgradito. In realtà siamo tutti sulla stessa barca, che fa acqua qua e là.

lunedì 8 novembre 2010

Grande Maria Elena

Se sabato il piacere di correre è stato onorato dal Memorial Andolfatto, staffetta scolastica 12x1000 (vedi foto), ieri si è disputata una corsa ben più nota ed importante, la maratona di New York. Se mai correrò un'altra maratona (oltre alle due corse, a Piacenza e a Cesano Boscone), sarà quella. Ma a parte tale mio desiderio, leggo su VareseNews che -come sempre, sin dai tempi del grande Pippo Gazzotti, di Fabrizio Macchi eccetera- la pattuglia di varesini in gara è stata nutrita. Scopro così che ha corso anche una mia amica, Maria Elena Catelli, giornalista dell'ufficio stampa del Comune di Varese. Iniziò la sua carriera al Luce, lì ci incontrammo. Ebbene, Maria Elena è arrivata 26.051esima, con l'ottimo tempo di 4 ore, 31 primi e 13 secondi. Bravissima!

domenica 7 novembre 2010

A casa mia

Un buon criterio (a mio avviso, ovvio) per vagliare la qualità delle nostre scelte è il sentirsi o no a casa propria. Abbiamo desideri, voglie che ci lusingano e ci attraggono ma una volta soddisfatti non ci si sente né appagati né felici, ma piuttosto viene da dre: "No, qui non sono a casa mia."