Sì, è vero, parlo spesso di malattia, di morte, ma un po' lo faccio anche per esorcizzarle, per tenerle lontane. Ora ne scrivo perché venerdì 15 ottobre, ore 21, oratorio del Lazzaretto (vicino al Castello di Belforte) verrà presentato un libro. Titolo: 'Vivi' Sottotitolo: 'Storie di uomini e di donne più forti della malattia' (editore Lindau). L'autore è Fabio Cavallari, giornalista, autore già di diversi volumi. Cavallari ha raccolto la testimonianza di fratelli capaci di affrontare la malattia con coraggio, sperando nella guarigione, nell'estremo e salutare tentativo di restare attaccati alla vita, come lo scalatore alla roccia. Magari solo con la punta delle dita dei piedi e delle mani. Ma attaccati.
martedì 12 ottobre 2010
Il signor Brenna
L'altro ieri ho saputo che è morto il signor Brenna, storico proprietario della Pasticceria Brenna di Biumo Inferiore, la Castellanza varesina dove ho abitato per vent'anni. Non lo vedevo da un sacco di tempo il signor Brenna, aveva più di novant'anni. Per me pensare a lui e risentire sulla lingua il sapore dei suoi coni di panna montata con cannella è la stessa cosa. Costavano 50 lire, siamo negli anni Sessanta, la sua pasticceria era un piccolo locale. Sì, lo so, è il solito ricordo nostalgico, ma il fatto è che il passato (con i suoi attori) mi si sgretola alle spalle. Ho questa immagine: un lungo ponte, io corro in avanti perché il ponte dietro di me crolla. E mentre corro sono confortato dai sapori di allora, panna montata compresa....sapori eterni.
lunedì 11 ottobre 2010
Averne
Averne di cinquantenni come il ventitreenne Giacomo Cardaci (foto), ieri a Varese per presentare il suo libro 'La formula chimica del dolore'. Sarà per un dono di natura, sarà perché lui da due anni lotta contro il cancro, le sue risposte alle domande dell'amico Gianni Spartà sono parse l'esito di un'esperienza ben superiore ad un paio di decenni di vita. Ma lo ha detto lo stesso Giacomo: "No, il dolore non rende migliori, spesso imbruttisce, incattivisce, ma secondo me il dolore rende più profondi, ti mette lenti che ti permettono di capire di più il mondo, di apprezzarlo di più." E ancora: "Non bisogna credersi supereroi nell'affrontare la malattia, perché non lo siamo. Dobbiamo accettare di essere compatiti, perché compatire è patire-con, e allora la compassione di chi ci sta vicino è molto importante." E ancora, sulla fede: "E' molto più bello cercare Dio che averlo già trovato. Il dubbio regge una fede più forte e appassionata." Credo che bastino queste poche parole per inquadrare il personaggio.
Dolce risveglio
Quando, aprendo gli occhi, vedo che già è accesa la luce in cucina, sento rumori tipici e profumi graditi, allora posso sperare che mia figlia Maddalena (oggi compie gli anni) si sia data da fare per far contento suo padre. Così il miracolo delle sue brioches si rinnova, e il risveglio è più accettabile.
domenica 10 ottobre 2010
Il dolore di Giacomo
Quando la malattia grave arriva e pesa sulle spalle di una giovane vita: questo è capitato a Giacomo Cardaci, scrittore, che ha saputo regalarci il diario della sua vita sofferta. Il libro con la storia di Giacomo ('La formula chimica del dolore') verrà presentato oggi, domenica 10 ottobre, ore 17, Hall del Nuovo Ospedale di Circolo in via Guicciardini. Ad intervistare l'autore, Gianni Spartà. L'appuntamento è organizzato nell'ambito del Premio Chiara, in collaborazione con Varese per l'Oncologia Onlus. Ho letto il libro quest'estate. Mi ha regalato qualcosa. E non è facile. Perché sono un tipo abbastanza esigente.
Peace
Come già scritto, qualche giorno fa ho appeso sul mio balcone le bandiere di preghiera tibetane e la bandiera della pace (foto). Ogni tanto mi capita di esprimermi con segni esteriori, anche se resto convintissimo che un uomo di pace dimostra di esserlo con la vita, e non con una bandiera che penzola al vento. Poi pensavo ai quattro alpini morti in Afganisthan e a John Lennon, che avrebbe compiuto 70 anni e che ha scritto Imagine, che parla di sogni di pace. Ho frullato insieme tutti questi pensieri e ne è saltato fuori che è troppo facile scrivere canzoni come Imagine, cantarle e mettersi il cuore in pace, o appendere bandiere della pace. Ci è chiesto di più, molto di più.
Orgoglio alpino
Sono un alpino. Mortaista a Malles Venosta. Il mio orgoglio alpino è limitato. Metto il mio cappello alpino con nappina rossa (btg Tirano) una volta all'anno, il 15 agosto, alla Santa Messa delle Tre Croci, eppure quando sento che è morto un alpino in missione mi sento in qualche misura coinvolto, più coinvolto che se fosse un italico milite di un'altra arma. Non sono certo un guerrafondaio, non so quanto sia giusta l'operazione in Afganisthan, ma i quattro alpini morti ieri non mi lasciano indifferente.
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