Credo che con il bagno di questo pomeriggio si sia conclusa la mia stagione natatoria al lago di Monate. Un pomeriggio stupendo ma l'acqua ormai va raffreddandosi e anche con la muta ho freddo. L'ho conclusa nel migliore dei modi, cioè nuotando con una delle mie figlie. Per un padre sportivo fare sport con una figlia è una gioia rara. Quando sono piccole vengono con te a volte di malavoglia, poi c'è il periodo nel quale non vengono affatto e poi, magari, tornano, e sono proprio loro a chiederti di fare sport, e allora è più bello, perché si ha l'illusione di aver dato un buon esempio, che ha messo qualche piccola radice. Il sole basso argentava l'acqua. Mia figlia nuotava a rana. Spariva sotto e poi riaffiorava, spariva e riaffiorava. La guardavo in controluce, muoversi nei riflessi. E pensavo ai due diversi sentimenti che caratterizzano il rapporto genitori-figli: la paura (quando andava sott'acqua) e la gioia (quando riappariva). Auguro ad ogni padre momenti come questi.
mercoledì 1 settembre 2010
47^ campanella
Oggi suona per i prof la prima campanella dell'anno scolastico 2010-2011. A occhio e croce dovrebbe essere la mia 47^ campanella. Dall'anno scolastico 1962-63 sono sempre andato a scuola, a parte l'anno del militare (1978-79). Niente male. Una vita regolata dal suono della campanella di una scuola. Auguro a tutti i prof che alla fine dell'anno scolastico abbiano almeno un alunno che li ringrazi.
martedì 31 agosto 2010
Almeno una venatura
Un lettore del mio blog (e mi accorgo giorno dopo giorno che non sono pochi), un giornalista ormai felicemente in pensione, mi fa notare che qua e là non dimentico di mettere post leopardiani, venati di tristezza. Una persona a me cara, amante del ballo, un giorno mi ha detto che il ballo che meglio mi rappresenta è il tango, perché ha sempre un sottofondo di malinconia. E io mi domando: va bene rimuovere, va bene essere ottimisti, va bene far finta di niente e pensare al proprio orticello, va bene non ingrandire le cose, accontentarsi, valorizzare al massimo il bello che c'è e ci circonda, i segni del bene, gli spazi di luce, ma vogliano almeno che dentro di noi rimanga una venatura, come una piccola scia di tristezza? Secondo me non può essere reale una felicità 'sguaiata'.
in foto: dai Pizzoni di Laveno, il battello verso Laveno lascia la scia dalle parti di Intra
La casetta in Canadà
lunedì 30 agosto 2010
Assisto, impotente
domenica 29 agosto 2010
Pizzoni di Laveno
Ci ho messo 54 anni a scoprire i Pizzoni di Laveno. Meglio tardi che mai. Vale davvero la pena, che è minima, perché si cammina meno di un'ora. In auto a Vararo, sopra Cittiglio. Si lascia l'auto nel parcheggio del piccolo paese, si prosegue a piedi lungo la strada asfaltata che porta al Passo del Cuvignone. Dopo circa 500 metri un cartello sulla sinistra indica chiaramente la via. Si entra nel bosco e poi gli ultimi metri sono sul crinale. Si arriva a 1018 metri, su una cima con croce. Il panorama che si può gustare è incredibile. Non dico altro.
in foto: controluce sul lago Maggiore, dai Pizzoni di Laveno
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