venerdì 16 luglio 2010

Giuda alla Decima


Venerdì 16 luglio (cioè oggi) alle ore 21, alla decima Cappella della via sacra, l'attore Andrea Chiodi leggerà il racconto 'Giuda' del mio amico narratore Riccardo Prando, tratto dall'omonima raccolta di racconti. Una serata suggestiva.

Cesso

Ogni istante bruciato in rimpianti, rimorsi e nostalgie e un istante buttato nel cesso.

Continuo


Dai 15 ai 25 anni circa mia mamma Ines (in foto a quell'età) si è dedicata allo studio del pianoforte, diplomandosi e dimostrando indubbie doti artistiche. Come già scritto, da poco mi sono imbarcato nell'avventura: suonare un poco il pianoforte, meglio, l'organo. E continuo, con alti e bassi, momenti di semiesaltazione ed altri di ansia che mi deprimono, negandomi l'illusione di riuscire a portare a termine almeno unn brano. Continuo con la testardaggine che prende dopo i 50, quando non si può perdere tempo e bisogna ramazzare al più presto ciò che si riesce; quando la mente stenta a rodare, ed ogni tanto tossicchia come un motore poco brillante. E stamani, durante una crisi di disistima, ho pensato a lei, a mamma Ines, seduta al pinoforte, in crisi d'ansia davanti a spartiti infinitamente più complessi dei miei. Quelle crisi che ti bloccano le mani, stecchi a raffica e pensi di aver disimparato tutto. Pensando a lei mi sono consolato.

giovedì 15 luglio 2010

Inno alla felicità

Dicono che i soldi non danno la felicità, ma la stuzzicano assai. E dicono bene. Il necessario per vivere è la base di ogni felicità, e salvo rarissime e sante eccezioni (San Francesco...) è inutile che facciamo i di più: io sono felice perché ho un lavoro sicuro, perché non ho problemi di salute, perché ho una bella famiglia....siamo fatti di carne ed ossa.
E chi si aspettava un mio inno alla felicità del tipo: i soldi non contano nulla, la felicità è altro...si è sbagliato.

Pessimista?


Scopro con piacere di avere più di un lettore che quotidianamente ha la pazienza di leggere queste poche note. Uno dei mie lettori mi ha fatto notare che tendo con troppa facilità al pessimismo. Quando ero un bambino, un ragazzo ero solito chiudermi nel vittimismo, porta verso il pessimismo. Ma oggi sono cambiato, mi considero ottimista e positivo. Però parlo spesso della morte, e questo forse confonde le idee. Ma parlare della morte non è certo essere pessimisti, ma realisti. Non c'è nulla di più reale, certo, tangibile quanto la morte. Rifletterci sopra non solo non è segno di tristezza, angoscia e assenza di slancio vitale, anzi: nulla invoglia maggiormente alla vita, quanto il pensiero della morte.

martedì 13 luglio 2010

Con 'nonno' Pietro

E dopo quasi trent'anni, commovente incontro a Cisano Bergamasco, nella mitica pizzeria 'Tonallo' di sua porprietà, con il 'nonno' Pietro Isacchi (nonno perché è arrivato poche ore prima di me in caserma). Insieme abbiamo sofferto alla 'Sigfrido Wackernell' di Malles Venosta, mortaista mortai da 109 come me, bergamasco verace, oggi consigliere provinciale della Lega e un paurioso incidente in moto 4 anni fa. Vivo grazie alla sua tempra coriacea e al sua carattere invincibile, ha però dovuto abbandonare la sua grande passione, l'alpinismo, con imprese di spessore alle spalle e anche un Ottomila. Lui mi ha regalato un'ottima pizza margherita, una maglietta e un dvd, realizzato dall'ALPE (Associazione Liberi Padani Escursionisti), associazione che Pietro anima con passione. Io gli ho regalato qualche mio libro. Da buon leghista doc, ha guardato con particolare interesse 'Maroni l'arciere'.

La signora Coronetti


Per me era la signora Coronetti, cioè la dinamica e sorridente mamma di Rossella, amica del cuore di Carla, mia moglie. E' morta oggi, a 85 anni, tradita da un cuore da tempo malato. Anche se ad 85 anni più che di tradimento si può parlare di normale decorso di una vita. Che per la signora Coronetti è stata difficile, 'raddrizzata' grazie ad un carattere tosto. L'ho vista pochi giorni fa, mi ha riconosciuto, probabilmente sapeva che da quel letto non si sarebbe più rialzata, pareva serena, lì, in mezzo alle sue due figlie tanto amate.